Archivio storico dell'arte — 1.1888

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G. B. TOSCHI

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nimo scultore, forse contemporaneo all' Antelami, che scolpì i bassorilievi ora collocati sotto
la i'amosa Madonna di Duccio nel Duomo di Siena, immaginò un mezzo diverso : esso lasciò
fra le palpebre il marmo sporgente e scabro, perchè la luce nel battere sopra quella sca-
brosità desse loro un'apparenza di vita. Sono tentativi, benché non felici, che mostrano lo
spirito di ricerca dei due artisti, i quali con un tal modo di rappresentare gli occhi diedero
un marchio tutto personale alle loro opere. Ma l'angelo di Borgo San Donnino non mostra la
maniera dell' Antelami • solo in questo: tutta la figura ha molta analogia coli'angelo che lo
stesso Antelami immaginò a guida di S. Giuseppe e della Madonna nella fuga in Egitto del
Battistero di Parma, sebbene quest'ultimo abbia minore energia di movimenti e d'espressione;
ed ha inoltre non minore analogia con gran numero d'altri angeli del medesimo autore, che
soleva rappresentarli colle vesti ad esomide, il petto adiposo, le braccia e il collo grossi e
tondi e l'intera persona spirante vigoria. Si potrebbe opporre ancora che questi caratteri
provano strette relazioni di scuola, non che siano della stessa mano. A ciò risponde, oltre
la vigoria magistrale dell'angelo di cui parliamo, l'impronta originale e sorprendente delle tre
ligure, che esso angelo guida al tempio : sono un fanciullo, un vecchio calvo ed una donna
che nessuno, credo, giudicherebbe del 1100, tanta è la verità dei tipi, la giustezza delle
proporzioni, la bontà delle pieghe e la correzione delle gambe nude nel fanciullo e nel vecchio.

Fra queste figure e l'angelo gira Parco della nicchia che contiene la statua d'Ezechiele : nel
catino di essa vedesi un gruppo ad alto rilievo, benché di piccole dimensioni, rappresentante la
Vergine di prospetto, col bimbo in braccio, seduta in mezzo ai rami d'una pianta che la cinge
e di cui essa viene come a far parte, per dare forma sensibile al concetto dell'iscrizione posta
sull'arco, che dice la verga della virtù aver prodotto il frutto della salute, ecc. Il viso del
bambino Gesù, come gli altri scolpiti dall' Antelami, non è piacente; ne meglio riuscito può
dirsi quello di Maria, massime per le iridi degli occhi che qui prendono appunto l'aspetto d'oc-
chiali. La pianta, e per essere simbolica, e perchè così si fece in tutti i tempi d'infanzia o di
barbarie dell'arte, non ha il naturale aspetto d'un vegetabile, ma quello d'un fogliame orna-
mentale e simmetrico : essa però fu eseguita colla perizia di scalpello che costituisce un'altra
caratteristica del nostro scultore, il quale si mostrò ardito cercatore del nuovo anche negli ornati.

Sopra le ligure degli angeli che guidano i fedeli al tempio, in ambedue i lati della porta
maggiore si stende una fascia adorna di strette fettucce bucherellate che s'intrecciano, ma non
nei modi complicati che si ripetono in tanti capitelli e fregi romanici: qui il motivo è molto
più semplice e, se non più bello, più originale. Sopra questa fascia se ne stende un'altra con
istorie della vita di S. Donnino, di cui parleremo più innanzi, e sopra di esse una terza, fregiata
di fogliami e rosoni, il cui motivo non può dirsi nuovo, trovandosene qualcuno analogo nell'or-
namentazione medievale; ma se non è nuovo, è rinnovato, ringiovanito, ravvivato, come si
ravvivano le piante ai tepori della primavera. Si compone del gambo d' un viticcio adorno di
fogliami, che gira in tondo su se stesso, e nel mezzo delle volute, che così forma, si apre ora
con un ciuffo di foglie a palmetta, ora con un rosone. Fra una voluta e l'altra le estremità
dei rami sempre più assottigliate, ma anch'esse adorne di piccole foglie e di corimbi, s'intrec-
ciano fra di loro in modi complicati, agili, molto artistici. L'esecuzione è accurata e nel tempo
stesso libera; le foglie sono modellate in modo sommario, ma franco ; i contorni abilmente stac-
cati dal fondo, e le frappature poste in risalto da ben distribuiti fori di succhiello; gli steli
s'intrecciano, s'aggruppano, si sovrappongono, passino gli uni sotto gli altri, senza che nè le
curve dei contorni, nè il tondeggiare delle forme perdano la naturalezza o la spontaneità. E un
fare caratteristico che si ripete in genere negli ornati dell'Antelami a Parma, e in modo par-
ticolare in alcuni fregi di motivo strettamente analogo a questi. Uno è quello che gira intorno
ad una delle lunette esterne del Battistero, solo reso più semplice e coi corimbi sostituiti da ca-
lici di papavero. Analogia più stretta, anzi quasi identità col fregi') di Borgo, si trova nell'altro

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