Archivio storico dell'arte — 1.1888

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MISCELLANEA

sera; nuovo passeggiato, salito o discese su e giù por
la caserma, ed un'ora dopo osco con un biglietto di ri-
conoscimento rilasciatomi dal colonnello. So sarà vero,
all'indomattina alle sette verrò a capo delle mio insi-
stenze. E difatti all'ora stabilita non tardarono a com-
parire un sergente ed un caporale colla celebre chiavo ;
si stentò a farla girar nella toppa, poi alla sua volta
la pesante porta dondolò o stridendo si spalancò. Ma,
grazie, la chiesa vastissima era tutta occupata dai car-
riaggi. Mi toccò risovvenirmi del'e lozioni di ginnastica
del buon tempo od incominciai a scavalcare i carriaggi
l'un dopo l'altro, non senza difficoltà, tantopiù che te-
nevo in una mano un binoccolo, nell'altra un volume
di storia dell'arte ed un piccolo album. Durante la poco
comoda traversata, lungo lo pareti, sotto l'intonaco ca-
dente e, tra gli spazi dello colonne di altari malaugu-
ratamente appiccicati nel xvn o xvm secolo, mi appar-
vero frammenti di affreschi del 1300, che sarebbe bene
scoprirò del tutto e studiare pazientemente; a me toccò
invece proseguir la scalata e, quando Dio volle, giunsi
a giusta prospettiva visuale del coro o spazio dell'aitar
maggiore e potei attentamente ammirare gli stupendi
affreschi dipinti da Taddeo Gaddi nella spaziosa volta
a crociera, illuminata splendidamente dall'ampio fino-
strono della parete di fondo. Questi affi eschi sono ancor
meravigliosamente conservati; pel numero dello figure
intere di santi od angeli, per lo graziose mezze figure
dello virtù o doti religioso dell'ordine francescano, per
le eleganti fascio di ornamentazione con bellissime te-
stoline distribuito in medaglioni, costituiscono ad un
tempo una stupenda pagina dell'arto ed una delle opere
in cui meglio e più completamente si possa studiare
ed apprezzare il valentissimo Taddeo Gaddi. Perchè
adunque non s'hanno da studiare con agevolezza?

Altre traccio di affreschi conservali le cappello la-
terali, od altre grandiose o conservatissimo opere son
nelle sale dell'adiacente chiostro, ora in consegna al
Demanio e chiuso esso pure.

So domani in un qualche cantuccio si scopre la
traccia d'un affresco o i ruderi d'un monumento, si
fanno spendere al Governo quattrini e quattrini per lo
opere di restituzione e conservazione, e intanio non av-
vertiamo e non insistiamo perchè sian lasciati liberi ed
accessibili i monumenti più importanti. Potrà ogni
studioso disporre di tanto tempo e cocciutaggine per
ricscirc a penetrare noi San Francesco di Pisa? Potrà
sempre il colonnello di quel tal reggimento, ancorché
gentilissimo, mandar due soldati a perdere un' ora
dalla parte opposta di Pisa?

Giulio Carotti

Gian Francesco de' Maineri pittore. — è

un nome nuovo nella storia dell'arte quello di Fran-
cesco o Gian Francesco do' Maineri da Parma. S'in-
contra per la prima volta nel 1489 alla corte degli

Estensi; 1 in seguito si trova nel 1492 intento a dipin-
gere, per l'oratorio del castello ducale, un Sant'Agostino
e un San Francesco; nel 1493, in cui fece un qua-
dretto dorato per la duchessa Eleonora ; infine nel 1502,
in cui colori una testa di San Giovanni Battista, che
fu data alla badessa Suor Lucia da Narni. 2 A Ferrara
visse pure negli anni 1504 e 1505, come insegna il
Cittadella, per mezzo di documenti, 3 i quali rivolano
come Gian Francesco fosse figlio del quondam Pietro
pittore, come avesse allora una figlia già sposa ad un
ferrarese, corno nel 1504 si rompesse una gamba, e ri-
manesse storpio. Nell'archivio di Modena si conserva
una mimi'a di lettera che si riferisce al pittore, pub-
blicata dal Campori. 4 Essa è delli 2 febbraio 1503, e
scritta dal cancelliere del duca di Ferrara alla figlia
Isabella marchesana di Mantova, nella quale le veniva
raccomandato caldamente l'egregio pittore, che si tro-
vava a Mantova per una certa causa giudiziaria. Le
raccomandava che la causa fosse condotta a fino al più
presto, essondo il pittore uomo povero e assai scarso
di mezzi per poter vivere fuori di casa. E molto ci lo-
deremo della S. V., soggiungeva il duca, se per vostro
mezzo il pittore riceverà buon trattamento, « che certo
il ni pare cussi meritare per essere da bene et vir-
tuoso. » Le lodi che il padre faceva del pittore alla
figliuola, amantissima dell'arte, mosse questa probabil-
mente a servirsene; e nel 1504 lo troviamo di fatti a
Mantova, alla corte dei Gonzaga. Lo sappiamo da una
lettera scritta, li 18 marzo 1504, da certa Clara, vedova

1 Veramente abbiamo un documento del 1491, in cui certo
Gian Francesco pittore supplica per la remissione d'un debito
che risale sino al 1487 (Mandati, 1494, a c. 51). Potrebbe essere
quello Gian Francesco de1 Maineri, ma anche Gian Francesco
Fiorini. Perciò non se ne è tenuto conto. Del resto la seconda
ipotesi ò più probabile, perchè non trovammo mai il Maineri,
che distinto in questo modo : franceseo da panna; zoane Jran-
eeseo da panna; zoane j'raneeseo dej mainierj da panna. Mai
senza l'indicazione della patria.

2 Ardi. sudd. — Libro « per intrada e usita de li dinarj
de sua Exa » (Eleonora) tenuto da Fiordispina sua cameriera,
1488-93, a c. 74 v: « 1492, 46 de Settembre, L. una s. diexe m.
e per sua S,ia a m° zoane francesco da panna sina adi XI, de
aprille II qualle depinsse uno santo Agustino e san francesco
per lo oratorio de sua Sria. — L. 1, s. 10. — E a e. 170 v: 1489.
E adi dito (4 de aprile) L. 2. s, diexe de m. per sua S. a frane0
da panna depintore contanti per fare verde zerti bastoni per el
zardin de sua Sria — L. 2. s. 10. d. — Registro di Eleonora,
1193, a c. 43: E adi dito (16 agosto) L. septe s. quindexe m. e
per loro se fan boni per la 1111»* tna per tanti pagati a m° zoane
frane0 da panna depintore per la valuta de uno quadreto dorato
comprato da luj al 1° memoriale d. c. 12 posto che sua Sa debia
dare in questo a c. 42 — L. VII. s. XV. d. — Libico delle par-
ade, 1502. a. c. 26: 1502. E adi 22 dito (febbraio) L. 6 m. per
tanti pagati a zoane frane0 dej mainierj da panna depintore per
uno quadro cum la testa de S. zoane bapta a dato a Suor lucia
a c. 131 — due. — L. 6. s. d.

3 Cittadella, Notizie, ecc. — Id., Documenti, ecc., p. 128.

4 Campori, / pittori degli Estensi. La minuta ducale pub-
blicata dal Campori, sotto al numero XXVI de' documenti alle-
gati al suo scritto, non esiste nell'Arci:. Gonzaga, come dichiara
l'editore, bensì nell'Estense.
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