Archivio storico dell'arte — 1.1888

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OPERE DI MAESTRI FERRARESI

e ben conservato. Fu qui venduto all'asta, circa un anno e mezzo fa, sotto il nome del Carpaccio,
e come tale non trovò compratori, sicché potei averlo per tenue somma. In esso è originale il
motivo: S. Giuseppe cioè ha assunto le funzioni della madre e cavalca sull'asino col Bambino in
braccio, mentre la Madonna lo segue egualmente su d'un asino, e stende il braccio verso il bam-
bino come per pigliarlo seco. Il singolare panno bianco sul capo della Madonna, a foggia di tur-
bante e legato sotto il mento, ed il paesaggio romantico sono caratteristici per Battista Dossi.

Chiusa così la serie dei quadri della scuola ferrarese, appartenenti a privati, e venuti a mia
conoscenza, vorrei ricordare ancora alcuni disegni. Si trovano tutti nella raccolta del sig. de
Beckerath, ricca di segnalate sculture italiane e di disegni a mano. Il più importante di questi,
è una figura allegorica di donna di Cosma Tura, di cui ho fatto menzione nell'ultimo fascicolo degli
annali prussiani (1888, pag. 1), dove anche mediante un'ottima eliotipia è stato reso noto agli ama-
tori dell'arte. (Vorrei qui aggiungere, che nell'enumerazione ivi fatta delle opere di Tura mi è
sfuggito un disegno, che, a giudicare dalla fotografia, a me pare senza dubbio che debba appartenere
a questo maestro. È un disegno a penna, che ora si trova nel British Museum, proveniente dalla rac-
colta Grahl di Dresda : su un trono, in mezzo, siede la Madonna, a sinistra dell'altare sta S. Fran-
cesco d'Assisi, e più in là, legato ad una colonna, S. Sebastiano; a destra un santo monaco e
Sant'Agata. Il disegno appartiene al periodo posteriore del Tura, ed ha stretta relazione coi due
quadri della galleria di Berlino, S. Sebastiano e S. Cristoforo). — Di un miniatore ferrarese, la cui
maniera artistica risente interamente l'influenza del Tura, c'è una piccola miniatura in pergamena
coll'immagine di S. Girolamo, che si flagella. E inginocchiato, in una campagna rocciosa, innanzi
ad un altare fatto di mattoni, in cui si trova un quadro della Madonna con un crocifisso che
sporge all'insù; le forme si avvicinano alla caricatura, ma chiaramente tradiscono il tipo del Tura.
Un disegno veramente magnifico e per noi importante, perchè pare lo studio di uno dei pochi quadri
autentici di Ercole Roberti, è la figura di un uomo ignudo, che riposa supino su d'un letto. La
testa adulta, vòlta a sinistra, con folti capelli a lunghi ricci, con tratti ben distinti e specialmente
un grosso naso, ricade alquanto; il braccio destro si stende all'ingiù, mentre la mano destra riposa
sulla guancia. Questa figura, evidentemente copiata dalla natura, da un modello apposito, è secondo
ogni probabilità uno studio pel cadavere di Cristo che riposa in seno della Madonna nella Pietà
d'Ercole Roberti nella Royal Institution di Liverpool (copiato in W. M. Conway, The Gallery of
Art of the Royal Institution, Liverpool). Questo, come è noto, è il quadro di mezzo delle due figure
della Galleria di Dresda, che rappresentano la cattura e la via crucis di Cristo. Ho già accen-
nato nei Jalirlìùcìicr der preussischen Museen, 1884, p. 126 e 127, a quattro disegni, che sono in
relazione colle quattro predelle di Dresda; e là diedi riprodotto il più bello di essi che senza
dubbio è un abbozzo della mano propria dell'artista pel Cristo e pel ladrone che l'arresta, del quadro
di Dresda. Si trova negli Uffizi, e ha del tutto un carattere bellinesco, come il disegno del signor
de Beckerath; ma laddove quello è uno schizzo a penna, questo è uno studio compiuto, in bistro,
con tratti fini lumeggiati di bianco, su caria verde; al pari di quello, anche questo tradisce1 in
ogni tratto una mano maestra. Benché nelle particolarità della figura si trovino delle differenze tra
il disegno e il quadro, pure il carattere generale e la trattazione delle forme sono tanto simili,
che una relazione tra loro si deve ammettere, e dobbiamo riconoscere in questo disegno uno
studio per la Pietà del quadro di Liverpool. Le differenze si spiegano d'altronde così, che pel di-
segno fu adoperato un modello vivo, laddove nel quadro doveva venir caratterizzata la mancanza
della vita. Quindi in questo le due gambe sono tese, mentre nel disegno la sinistra è piegata ed
il piede riposa sul terreno, il braccio destro nel quadro scende più rilasciato, e più verticalmente.
Il capo all'incontro, che nel disegno è senza sostegno e ricade all'indietro, nel quadro è alzato un
po' dalla mano destra della Madonna, che lo guarda; la mano sinistra non riposa, come nel di-
segno, sul corpo, ma è tenuta dalla mano della Madonna, onde il braccio appare più teso. Le
forme muscolari del corpo, le mani magre e dalle dita fine, sono però perfettamente le stesse e
il viso espressivo mostra gli stessi lineamenti.

Il sig. de Beckerath attribuisce ad Ercole Roberti anche un altro de' suoi disegni; Cristo in
ginocchio sul monte Oliveto, sul dinanzi i tre apostoli dormienti, dall'altra parte un giovane santo
che scrive piegato all'innanzi. È un disegno abbozzato in fretta colla penna, che però in alcune
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