Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

menti si svolgono in generale naturalmente ed indicano assai bene, come se vi spirasse il senti-
mento classico, le forme del corpo.

Una particolarità assai degna di nota è la stefane che recinge tanto il capo di questo come
degli altri angeli, il cui tipo è pur sempre classico ed ideale. Non è dunque vero che i Pisani
dopo Nicola si sian del tutto formati nell'arte gotica; essi interpretano liberamente il vero e ten-
gono di mira le opere antiche: onde il florimento della scultura in Italia, per mezzo specialmente
dei Pisani, si può dir parallelo, non derivato dall'arte gotica; la quale potè soltanto introdurre
nell'arte italiana qualche motivo stilistico ed iconografico, come in seguito vedremo.

Con arte più debole, ma con un'assai finita esecuzione, rappresentò più tardi questo terzo mo-
mento dell'Annunciazione Giovanni Balducci, probabilmente discepolo d'Andrea Pisano, nel pulpito
della Chiesa di Santa Maria in Prato a San Casciano. L'angelo è inginocchiato nell'atto del saluto,
tenendo spiegato colla mano sinistra che posa sul ginocchio, il cartello colla scritta: Ave Maria ecc.
In un altro riquadro, Maria, seduta di prospetto, in tunica e manto che le scende dal capo, ri-
volge il graziosissimo volto e gli occhi verso dell'angelo, portando la destra al petto e posando
la sinistra sul ginocchio. Sul libro aperto sul leggio che sta sopra ad una specie di sgabello, su
cui sta pure il vaso con rose e gigli, si legge YEcce Ancilla Domini, che indica l'assenso. È una
scultura, come dissi, assai finita, curata in tutti i più minuti particolari, forse un po' trita, forse un
po' troppo leccata; 1 ma negli atteggiamenti non v'è leziosaggine, e la grazia dei volli, i cui occhi
sono lunghi ed a mandorla, colle pupille forate, risente dell'arte senese e pronunzia Mino da Fiesole.

Con arte più robusta e con un fare che ricorda quello della pittura giottesca, interpretò il
terzo momento dell'Annunciazione nel Tabernacolo della Chiesa d'Or San Michele a Firenze, l'Or-
cagna. L'angelo colla stefane sul capo, di tipo classico, con capelli lunghi e arricciati sopra le
orecchie, intorno alla fettuccia della stefane, ò inginocchiato nel solito atteggiamento, portando
colla sinistra un giglio : Maria gli siede di fronte, quasi a noi di prospetto, tenendo fra le ginocchia
il libro aperto colla scritta: Ecce Ancilla. Veste tunica e manto che, al pari che nella scultura
teste descritta, non è portato tanto innanzi sul capo, ma ne lascia scoperto metà. Il capo si volge
con mossa graziosa, chinato leggermente sulla spalla destra, verso dell'Angelo. Il volto non tanto
soave, ma molto espressivo, sorride naturalmente, mentre indica la rassegnazione, poiché le estre-
mità della bocca sono alquanto alzate fra i solchi prodotti dalla contrazione delle guancie. Le
braccia sono incrociate sul petto. Lo stile di queste belle figure è largo e grandioso; spaziosi sono
i panneggiamenti, giuste le proporzioni dei corpi, nobili gli atteggiamenti, naturali le espressioni;
il lavoro non è però molto finito.

Da questi esempi e da altri molti che potrei riportare e che anzi riporterò per lo studio delle
altre rappresentazioni del nostro avorio, possiamo subito constatare come nella scultura italiana
si trovino ancora molte incertezze ed ineu'iiau'lianze, e come essa non abbia del tutto tracciata di-
nanzi a se una stabile via; ma vi si vedano sempre dei nuovi tentativi e delle forme nuove, vi
si riscontri tanto nell'iconografìa quanto nello stile e nell'esecuzione quella varietà che proviene,
non dalla semplice imitazione di un'altra arte, come sarebbe la gotica, ma dalla continua ricerca
di nuovi ideali nello studio del vero e dell'antico; quella vitalità per la quale con un progresso
ininterrotto essa potè seguire una via di perfezionamento.

Passiamo ora a parlare sulla rappresentazione della Nascita di Cristo, la quale nel nostro
avorio è molto caratteristica e merita di essere a lungo considerala.

Maria è di fianco, ma col busto più che di profilo, mezzo giacente sopra d'un letto su cui è
steso mi lenzuolo, con cuscino alla lesta e coi piedi ignudi, vestila di tunica e manto che le copre
anche il capo. Ila la mammella sinistra scoperta, ed il bambino Gesù fasciato vi succhia il lati e,
tenuto alquanto alzalo sulla schiena e sul capo dalla mano e dal braccio sinistro della Vergine,
la quale pure [torta dolcemente alla mammella e sotto al mento di Gesù la destra, come quella
figura di Madonna pure lattante, eseguita in mosaico nel xn secolo sulla lacciaia di Santa Maria

1 I capelli dell'Angelo sono tirati indietro a ciocche ondeggianti, fra Tana e l'altra delle quali sono incavati
profondamente col trapano dei solchi; le vesti sono ornate con un finissimo ornato.
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