Archivio storico dell'arte — 1.1888

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MISCELLANEA

nome degli artisti che vi hanno lavorato. Di quel tempo
non ci restavano che due incisioni del Gioffrcdo nel
Theatrum Statuum Regiae Celsitudini, e due dipinti
della stessa epoca, l'uno nel Museo Civico di Torino,
l'altro in un medaglione nel castello stesso. Perciò la
comunicazione del Beltrami è del più alto interesse,
benché non risolva tutti i quesiti rimasti finora oscuri.

Topografia e monumenti ili Roma nelle pitture a fresco di
Sisto V nella biblioteca Vaticana — Memoria di ENRICO
STEVENSON, scrittore della medesima biblioteca. - Roma,
tipografìa Poliglotta della S. C. di Propaganda fide, 1887. —
Fog. mass.

Il eh. sig. Stevenson presenta riprodotti in fototipia
ed illustra alcuni degli affreschi fatti eseguire da Si-
sto V nella sala della biblioteca Vaticana da esso co-
struita, e che hanno importanza per la topografia di
Roma, poiché rappresentano gli edifici nello stato an-
teriore ai grandi lavori eseguiti da quel pontefice. Nella
la tavola è rappresentata l'incoronazione di Sisto V,
col prospetto della basilica e de' palazzi vaticani; nella
3a il trasporto dell'obelisco, col fianco della basilica, e
la colonna Antonina col prospetto delle casupole che
circondavano la piazza Colonna e nel fondo il palazzo
di S. Marco, il Campidoglio e parte del Quirinale; nella

4a un piano prospettico di Roma dal lato Est, colle
grandi vie aperte da Sisto V, e sotto, la basilica e il
patriarchio lateranense. La tavola 2a riproduce un af-
fresco del Vasari nel palazzo della Cancelleria, dove si
vede lo stato dei lavori della basilica Vaticana, dal lato
della tribuna, sotto Paolo III; e nella tavola 5a sono
due frammenti di mosaico, la testa di Gregorio IX e
quella di Innocenzo III, che erano già nella basilica
Vaticana, e sono oggi in una cappella della villa Tor-
lonia presso Poli; un angelo di mosaico attribuito a
Giotto, conservato a Bauco presso la Badia di Casamari,
e finalmente un disegno del famoso mosaico di Giotto
rappresentante la navicella sbattuta dai flutti: musaico
assai alterato in età posteriori, e di cui questo, trovato
dall'A. nell'Ambrosiana di Milano, è il più antico di-
segno che fin qui si conosca.

Parecchie di queste tavole sono riproduzioni fatte
ora per la prima volta; alcune altre si trovano già ap-
prossimativamente nel Fontana, quella della basilica
Lateranense nel Rohault de Fleury e altrove ; la pianta
prospettica di Roma fu pubblicata da lord Vernon ; ma
la riproduzione eliotipica degli affreschi permette di
studiarne meglio i particolari. La dotta illustrazione
dello Stevenson si distende specialmente sull'edificazione
della biblioteca por opera di Sisto V, e su ciò che ri-
guarda i palazzi e la basilica Vaticana.

MISCELLANEA

I sepolcri di Maria Bibiena c di Baldas-
sare Peruzzi. — In un recente mio scritto ho as-
serito che nella chiesa del Pantheon non esistono più
le epigrafi di Maria Bibiena, promessa sposa di Raf-
faello, e di Baldassare Peruzzi. Quella della Bibiena,
più volte stampata, dovette esser dettata dal Bembo.
Mariae Antonii F. Bibienae Sponsae Ejus
Quae Lae/os Hymenaeos Morte Praevertit
Et ante Nuptiales Faces Virgo Est Elata
Baltasar Turinus Piscien. Leonis X Datai'.
Et Jo. Bapxt. Branconius Aquilan. A Cubie.
B. M. Ex Testamento Posuerunt
Curante Hieronimo Vagnino Urbinati
Rapimeli Propinquo
Qui Dotem Quoque Hujus Sacelli
Sua Pecunia Auxit.
Ora mi si fa osservare che l'epigrafe della Bibiena
esiste ancora, presso all'edicola della Madonna del
Sasso, in cui è sepolto Raffaello, a destra di chi guarda.
Ed è vero: essa è scolpita sopra una lastra di giallo

antico, e tra pel colore del marmo, tra per l'altezza a
cui è posta, non si può leggerla senza aiuto di lenti.
Io l'ho cercata più volte, nè m'era riuscito di trovarla:
figuriamoci se è possibile che la veda chi si reca sem-
plicemente a visitare il sepolcro di Raffaello.

Quella epigrafe è una gentile memoria della giovi-
netta sposa di Raffaello, a cui la morte precluse i lieti
imenei, e che solo nel sepolcro posò accanto allo sposo:
l'iscrizione, posta dagli esecutori testamentari di Raf-
faello, Baldassare da Pescia e Giov. Battista Branconi
dall'Aquila, doveva star sotto a quella dell' Urbinate;
altrimenti quello s/jonsae ejus, sua sposa, non avrebbe
senso. Preghiamo il Comune di Roma di far togliere
di lassù quell'epigrafe ed avvicinarla a quella di Raf-
faello.

E presso al sepolcro di Raffaello era pure quello
d'uno de' maggiori, e forse del più perfetto architetto
del Rinascimento, Baldassare Peruzzi. L'epigrafe di-
ceva cosi :

Balthasari Perutio Senensi, viro et piclura et ar-
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