Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

stori nella rappresentazione complessiva di tutti gli episodi relativi alla nascita di Cristo. Gene-
ralmente però l'Adorazione de' Magi costituì una rappresentazione a parte, ch'ebbe un suo speciale
svolgimento. Nel nostro avorio noi la troviamo trattata con molta semplicità e chiarezza. Maria,
figura grandiosa, seduta quasi di prospetto, vestita di tunica e avvolta il corpo dal manto, con
un velo sul capo che le scende fin sulle spalle e su cui è posta la corona regale, porge sorridendo,
colla sinistra che le esce dal manto, un fiore al bambino ; il quale vestito di lunga tunica, in piedi
sul ginocchio destro della madre e tenuto da lei colla destra, con mossa prontissima del busto e
del capo, mentre stende sul fiore la mano sinistra, prende coll'altra il dono offertogli dal primo
dei Magi. Costui, con lunga barba e lunghi e copiosi capelli ricciuti, trattati in quel modo stesso che
notammo nel San Giuseppe della Natività e nell'Angelo dell'Annunciazione, alzando il braccio
destro col dono e tenendo colla mano sinistra la corona, è inginocchiato su d'un ginocchio da-
vanti al gruppo eli Maria col bambino. Ha la tunica ; ed il manto, che gli scende fino a terra
artisticamente girato sotto il destro braccio e sul ginocchio alzato, dà motivo a vari e-bellissimi
partiti di pieghe che hanno però il solito difetto di essere, come anche nella tunica di Maria,
troppo profondamente incavate. In piedi, di fianco a lui, ma più indietro nella scena, un altro dei
Magi, pure barbato, ma con corta barba e coi capelli acconciati nel solito modo, coronato, por-
tando nella sinistra una specie di cassetta col dono, girando alquanto il busto verso Maria col
bambino e alzando il braccio sotto al quale si ripiega il manto che gli avvolge il corpo, indica
in alto la stella sopra il capo di Maria, mentre torce leziosamente il collo e la testa verso il
compagno che gli vien presso, il quale, pure in piedi, pur vestito di tunica e di pallio che bella-
mente girato sul corpo mostra motivi di pieghe assai naturalmente intese, pur coronato, ma di
aspetto giovanile e senza barba, alzando il braccio sinistro e portando al petto il rovescio della
mano spiegata, mostra la sua meraviglia. Condotta con simile arte trovasi la stessa composizione
e riscontransi pure gli stessi tipi (sebbene i capelli e le barbe siano un po' più prolissi) e quasi
gli stessi atteggiamenti in un altro avorio del Museo valicano, cui già accennammo parlando
delle rappresentazioni della Nascita, e che pubblichiamo in questo fascicolo. Per altri avori fran-
cesi dello stesso stile, colle stesse composizioni, eseguiti più o meno tardi nello stesso secolo xiv,
che trovansi pure nel Museo vaticano, rimando alle fotografie del Simelli (n.1 137, 138 del Catalogo
delle stesse fotografie, fatto dal Barbier de Montault). Noto soltanto che in uno di essi (n. 137), i
Magi, dai soliti tipi, disposti e atteggiati nella solita maniera, son davanti a Maria colla corona
sul capo, la quale mezzo giacente, tiene sulle gambe seduto il bambino Gesù vestito di tunica,
in atto di accogliere il dono del primo de' Magi ch'ò inginocchiato; San-Giuseppe, col solito berretto
sul capo è figurato indietro, di fianco a Maria, in atteggiamento di meraviglia. Sopra di questa
composizione, ma affatto separato, è rappresentato un angelo che avvisa un pastore, in quel modo

del British Museum, dell'anno 1066, add. 19,352; le quali alla loro volta derivano dalle miniature del ix secolo
del Psalterium di Mosca, edite dal Kondakoff; Mosca 1878); nei mosaici della Martorana a Palermo (xn secolo),
come insegna la Guida greca e come fece Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, Maria giacente di
prospetto sta riponendo con dolce atto d'amore il figlio sulla culla; in una miniatura di un manoscritto latino
(xm sec.?, vedi D'Agincourt, Tav. 403, 4, Pittura, Ed. ital.), Maria giacente tende con tenerezza di madre la
destra al bambino, che, molto vivacemente, esprime il desiderio d'esserle tra le braccia. Maria rivolta alle donne
che devono lavare il bambino, si trova in uh Ms. greco (viii-ix sec.) di San Marco a Venezia (CI. I, cod. Vili). San
Giuseppe nel codice siriaco della Laurenziana (vi secolo) contempla pieno di dolcezza il bambino ; in un ms. della
bibl. reale di Monaco (xi sec, n. 571), San Giuseppe nimbato, in piedi, riguarda con soave compiacenza verso
Gesù; nella bibbia dogli Armeni a San Lazzaro (sec. vai) ed in un Ms. dCExultet a Pisa (xn sec), lo stesso
santo, seduto come al solito, volge, al pari che nel bassorilievo di Nicola Pisano sul pergamo di Pisa, la testa
verso Maria ed il bambino. Devo però far notare che tali esempi di figure animate nela nascita di Cristo sono
pure eccezioni nell'arte sì orientale che occidentale del pieno medio-evo.

Nella prima parte di questo lavoro (fase. IV, pag. 129, nota 1) accennai inavvertentemente tra opere giot-
tesche anche alla rappresentazione della Nascita, miniata in un corale della Collegiata di S. Gimignano, i ca-
ratteri della quale indicano spiccatamente la scuola senese.

Nello stesso fascicolo IV, pag. 128, in nota, invece di leggere: « busto di Sigelgaita Rufo eseguito da Bar-
tolomeo d'Apulia » si legga: « busto di Sigelgaita Bufolo, eseguito da Nicola dì Bartolomeo da Foggia ».
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