Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

poi fu assai spesso scolpita anche sui primi sarcofagi cristiani), si usò costantemente di figurare
Maria seduta in cattedra con spalliera, quasi sempre di profilo, vestita di tunica e manto che va
a coprirle il capo, affatto somigliante ad un'antica divinità, nell'atto di presentare ai Magi il figliuo-
letto divino seduto sulle sue ginocchia, oppure, ma raramente e solo sui sarcofagi, da lei palleggiato,
al pari che in qualche avorio francese ed in qualche pittura italiana de' secoli xm e xiv nella
scena, come abbiamo veduto, della Natività di Cristo. Intanto, fermatosi già dal iv secolo in
oriente un tipo solenne di Maria col bambino tra le braccia \ tipo, che pur conservando la maestà
d'una divinità antica, assunse anche i caratteri d'un ieratismo da farlo quasi rassomigliare ad
un idolo, questo, specialmente dal vi secolo, si usò rappresentare, talvolta pure di fronte a noi2,
eziandio nella scena dell'Adorazione de' Magi. In seguito, un tal gruppo di Maria "col bambino sì
nell'arte orientale che nell'occidentale acquistava maggior vita, non perdendo di nobiltà 3. Nei se-
coli xm e xiv, nell'arte gotica in generale, ma non in Italia, si diede quasi costantemente a que-
sta maestosa figura, anche nella scena de' Magi, la corona regale. Ciò indicava un nuovo passo
nel culto verso Maria e l'arte rispecchiava quell'ideale d'una corte celeste foggiata sulla terrena,
quale s'era ormai sviluppata nelle menti cristiane. Già nel iv secolo, dopoché il cielo s'era popo-
lato di Angeli4 e eli Santi, si ordinava determinatamente la corte divina. G-esù Cristo è re e la sua
imagine non è che quella ingrandita dell'imperatore terrestre. 5 Alcune iscrizioni greche, forse
della fine del in secolo, ma più probabilmente del iv, (i parlano di anime accolte nel regno di
Cristo fra i santi, e pur nell'Occidente sant'Agostino chiamava Cristo Re della città degli Angeli
e degli uomini che regneranno con lui nell'eterna pace. 7 Anche Maria, come Madre di Cristo, co-
mincia ad avere già dal iv secolo un culto speciale, poiché in Oriente sono ormai venerate le sue
imagini, e san Gregorio Nazianzeno 8 può far intendere che, se ella è inferiore a Cristo, è pur
tuttavia superiore a tutti gli altri. Ne' mosaici del v secolo in Santa Maria Maggiore noi vediamo
questa nobile figura regalmente vestita e adorna il capo d'una stefane come quella d'un'impera-
trice di que' tempi. Certo il suo culto si determina sempre più durante il medio-evo, va allar-
gandosi la sfera de' suoi attributi, e ingrandito e raccolto si riflette in lei tutto ciò che di più
alto si potè pensare della donna. Onde quanto più nel medio evo l'ideale femminino va innalzan-
dosi, tanto più si sublima la figura di Maria. 9 Come Cristo era re, ella diventa regina del cielo e

1 Cfr. Bayet, Recherches pour servir à l'histoire de la peinture, etc, pagg. 49 e 50.

2 Mosaico del vii sec. in Sant'Apollinare in Urbe a Ravenna, in cui Maria è pur benedicente. Anche fra le
pitture primitive delle Catacombe Maria è talvolta figurata di fronte nell'Adorazione dei Magi. De Rossi, Ima-
gines selectae, Tav. IL

3 Nel Menologio greco della Vaticana (x-xi sec), Maria, vestita di tanica turchina con manto violaceo, lumeg-
giati in oro, seduta quasi di prospetto su d'un masso, piegando alquanto innanzi il busto, posa la destra sul
ginocchio, mentre sulla gamba sinistra, da lei tenuto coli' lira mano, è seduto il bambino benedicente; a proposito
del (piale debbo dire, che non gli si davano ormai nò forme nò movimenti naturali, come nelle pitture delle ca-
tacombe e sui primitivi .sarcofagi, perchè non si pensava più se non che alla sua divinità.

4 Nel iv sec. era già diffusa l'opera sulla Gerarchia celeste del pseudo Dionigi Areopagita.

5 Eusebio. Orai, de laud. Constant., eie II.

G De Rossi, Inscript. christ., Tomo I, p. CXVI; Bollettino d'arch. crist., serie IV, anno I, pag. 105.

Dante (Paradiso, C. XXV, dal v. 4.0) dà alla corte celeste un ordinamento conforme a quello cui egli,
come ghibellino, aspirava sulla terra :

Poiché per grazia vuol che tu t'affronti

Lo nostro Lnperadore, anzi la morte,

Nell'aula più segreta, coi suoi Conti,
Sì che veduto il ver di questa corte,

7 De catechiz. rudibus, C. XX, § 36, ed. Migne, Voi. VI.

8 Ed. Migne. Voi. Ili, § 337, pag. 375.

9 Nella Tribuna della Chiesa di S. Francesco in Assisi Cimabue rappresentò entro una stessa mandorla so-
stenuta da quattro angeli Maria con Gesù Cristo, mentre in dolce atto d'amore ella appoggia il capo sulla spalla
e la mano sulla mano del divin figlio.
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