Archivio storico dell'arte — 1.1888

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NATALE BALDORIA

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sebbene si sia voluto fargli specialmente apparire la sua natura divina, rappresentandolo nell'atto
di benedire colla destra, mentre tiene nella sinistra uno dei doni, quello offertogli dal primo dei
Magi; il quale, al pari che nel bassorilievo del pergamo di Siena, inginocchiato su ambedue le
ginocchia, avendo infilata sul braccio destro la corona, e consegnato il dono al bambino, gli
prende amorevolmente e pien di rispetto un piede, che porta alla bocca per baciarlo. 1 (ili altri
due Magi, colla corona sul capo, mostrano spiccata la loro origine dall'arte gotica, e quello che

addita la stella al compagno imberbe, ha lo stesso atteggia-
mento e lo stesso costume quale s'incontra ordinariamente
negli avori francesi de' secoli xm e xiv. 2 Ma il compagno
non è, eome in questi avori, di fronte, bensì quasi di profilo,
e non esprime coi gesti, ma nella bella faccia giovanile, la
cui bocca è semiaperta, la sua meraviglia. Questo gruppo dei
Magi, i tipi de' quali, sebben somiglianti a quelli dell'arte
gotica, son resi assai più vivi, ideali e piacenti, è molto più
artisticamente composto e legato, che non quello degli avori
francesi, da noi già studiato. Di dietro ai Magi scorgonsi le
solite teste de' tre cavalli, 's guardati qui da una figura, a
bassissimo rilievo, volta di schiena, coi capelli corti e ricciuti
e coperta di corazza, meravigliosamente imitata da qualche
bassorilievo antico. Davanti, accovacciato sulle zampe poste-
riori, scorgesi un cane, pieno di vita e tale quale può spesso
incontrarsi nell'arte classica, specialmente accanto a qualche
figura o di Diana, o di Meleagro, o d'Endimione. Mai, fino a questo tempo, l'arte cristiana era arrivata
nella scultura ad un tal grado d'altezza, tanto per l'armonia della composizione come per la tinozza
del sentimento e la bontà dell'esecuzione. Svolta identicamente e quasi con identici particolari,
senza però nessun accessorio, fu la stessa rappresentazione dall'Orcagna sul Tabernacolo d'Or
San Michele a Firenze. Ma se quest'opera è robustamente concepita ed eseguita, non è però con-
dotta con troppa finitezza, nè ha tutte quelle attrattive che ci fanno tanto amare la scultura
descritta. La riproduzione che qui ne diamo ci dispensa dal parlarne di più.

Anche per la rappresentazione de' Magi, dopo i confronti che abbiamo potuto stabilire, ognuno
può capir chiaramente, come non si possa del tutto escludere l'influenza dell'arte gotica nell'arte
italiana. Ma a voler giudicare spassionatamente, i grandi artisti derivanti da Nicola Pisano, come
pure quelli che subirono poi l'influenza della pittura, interpretarono secondo una maniera propria,
e con nuove osservazioni sul vero, senza nessuna esagerata affettazione, i motivi accolti dal di
fuori, e diedero loro una forma ed un sentimento al tutto nuovi, o togliendo o aggiungendo o
modificando, secondo quel concetto del bello che aveano potuto formarsi osservando la natura e
le opere della classica antichità.

Dopo l'adorazione de' Magi si passa nel nostro avorio alla presentazione di Cf. Cristo al Tempio.
Maria, coperta il capo e tutta avvolta dal manto, dal quale, mentre s'insena davanti al petto,
formando così delle pieghe girate con molta maestria, escon le braccia che tengono quelle del

1 Tra i bassorilievi dell'Altare del Duomo d'Arezzo, tante volte ricordato, in quello rappresentante l'Adora-
zione de' Magi, il primo di essi sta prendendo il piede del bambino, mentre questi gli pone una mano sul capo.
Il motivo poi del bacio del piede si trova spesso nelle pitture di Giotto (Cappella degli Scrovegni in Padova, in
cui però i piedi del bambino son coperti dalla fascia clie gli avvolge il corpo: Chiesa di S. Francesco d'Assisi,
II piano, in cui il bambino pone al vecchio re una mano sul capo).

2 Ma spesso, come notai, tra i sarcofagi del iv e del v secolo, trovasi la figura del primo dei Magi nell'atto
di volgere indietro il capo e d'alzare una mano per indicare ai compagni la stella. Do qui uno schizzo di una
parte della rappresentazione dei Magi sul grande sarcofago del Museo laterano, dove è pure scolpita la Trinità
nella creazione di Eva.

3 Queste tre teste, tanto nell'arte francese che nell'arte italiana, si trovano disposte ed atteggiate nello stesso
modo. Io non ne saprei indicare la derivazione artistica.
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