Archivio storico dell'arte — 1.1888

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210 LE RAPPRESENTAZIONI DELLA GENESI IN S. MARCO A VENEZIA

e finalmente le composizioni di Lorenzo Coda (Bologna, San Giacomo Maggiore), di Raffaello
(le Loggie e la Stanza di Eliodoro) e quelle di Michelangelo (le vòlte della Cappella Sistina) nei
Palazzi apostolici del Vaticano.

Come è noto, l'atrio di San Marco comprende tutto il braccio anteriore della chiesa, però in
modo, che la parte rivolta a mezzogiorno forma il Battistero, e (nell'angolo fra la piazza e la piaz-
zetta) la cappella Zen. Adunque, senza calcolare questo spazio, il vero atrio risulta composto di
un largo andito, che da due lati, ad occidente e a settentrione, gira intorno alla navata che si
avanza verso la piazza. Dalla parte della piazza l'atrio ha quattro porte; ma di queste soltanto
due, la principale che sta nel mezzo e l'ultima piccola all'angolo nord, servono da veri ingressi.
Al disopra delle altre due si vedono delle finestre gotiche nella nota forma di quelle del Pa-
lazzo ducale. 1 Specialmente notevole è il soffitto di questo atrio, di gusto bizantino, formato di
piccole cupole che poggiano sui peducci. Soltanto a destra ed a sinistra della porta di mezzo
vediamo due grandi volte a tutto sesto; del resto le cupole sono separate solo da archi. Dalla
parte settentrionale, o sinistra, si trova una serie di nicchie nel lato che risponde sulla piazza,
tutte eguali, a forma di abside. Una di esse però ha perduto la sua semicupola, causa la costru-
zione di una finestra gotica; nell'ultima (dalla parte della Piazza dei leoni) fu aperta una porta.
Anche da questo lato l'atrio termina in una nicchia, in cui si trova l'ingresso alla navata trasver-
sale sinistra.

Abbiamo dovuto dare questi pochi cenni sull'architettura dell'atrio per la necessaria orien-
tazione. Per chi vuol conoscerne più da vicino il piano, nonché l'ordine in cui son disposti i mo-
saici, rimando alla grande pianta del Kreutz. 2

Tutto il soffitto, come pure le lunette murali che vi appartengono e le mezze cupole delle
nicchie sono coperti di mosaici; e la massima parte di questi (ad eccezione cioè di alcuni, che
facilmente si riconoscono come aggiunte o restauri del Rinascimento) appartiene al medio evo.

I mosaici formano un grande ed imponente ciclo di illustrazioni, per la maggior parte del
primo libro di Mose. Cominciano a destra, presso la Cappella Zen, colla Creazione; e soltanto gli
ultimi rappresentano scene dell'Esodo. Il catalogo delle singole scene, con le rispettive iscrizioni
latine, si trova nel Meschinelli: « La Chiesa ducale di San Marco, » P. I. 3 La sistematica e com-
pleta descrizione di essi non è per noi di speciale importanza; del resto l'opera àoìYOngania 4
ci libera molto a proposito da questo ingrato compito.

In questo studio tratteremo soltanto di quei mosaici che formano la parte più importante
del ciclo, quelli cioè della prima cupola.

LA CREAZIONE

Nell'ultima cupola a destra, subito accanto alla Cappella Zen, vediamo ventiquattro scene della
Creazione e del Paradiso, disposte in tre file concentriche; a queste si aggiungono ancora, come
continuazione, alcune figure rappresentanti la vita terrena del primo uomo, nelle lunette murali.

La Creazione è figurata in moltissime scene. Alle parole: « in principio creavit Deus coelum
et terram » troviamo una composizione che più sotto descriveremo più particolarmente. Poi vediamo

1 Delle porte fuse in bronzo, le più piccole sono traforate a grata; la principale invece, che è più antica,
ha lo stesso ornamento, ma in rilievo. Questo motivo ornamentale ha, come è noto, un'origine antica, e si trova
non di rado nei fondi architettonici delle miniature bizantine. Al contrario le teste dei leoni nella porta più an-
tica non mostrano la minima traccia d'influenza bizantina.

2 Basilica di San Marco, riprodotta dall'C-NGANiA no'la sua opera colossale sulla chiesa nazionale veneta.
:t Venezia, 1753.

4 Le illustrazioni corrispondenti si trovano ai numeri 46-49 nelle tavole XVII-XX.
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