Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LORENZO COSTA

Altri quadri avrà certamente il Costa eseguito per Isabella d'Este, e in un inventario di corte
del 1627 è indicata una pittura in tavola, chiamata i Coriolani, di mano del Costa vecchio, e più
ancora un S. Giovanni nel deserto. In altro inventario posteriore di cose della corte, sono annoverati
pure otto pezzi di quadri con l'opera del testamento vecchio del Costa; ma probabilmente questi
sono i quadri di Ercole Grandi sparsi nelle raccolte Layard, Morelli, Visconti-Venosta.1 Nelle chiese
di Mantova, a ricordo del pittore, solo vedesi la nobile pala in Sant'Andrea.

Forse negli ultimi lustri il pittore non dimostrò più la grande operosità a Bologna spiegata;
forse i nuovi artisti della corte fecero ritirare o mettere in disparte il vecchio Costa, il quale do-
vette sembrare troppo semplice a Federico Gonzaga, principe cresciuto fra lo sfarzo e i piaceri e
il rigoglio artistico della corte di Giulio II. Il march. Francesco Gonzaga, suo padre, ben liete
accoglienze fece invece al Costa. Nel 1508 desiderava dal Calandra un distico in lode del pittore
per farlo apporre sotto ad un ritratto da lui eseguito. Nel 1509 scriveva: « E Dononia civitate
celebri artis assivimus Laurentium Costam virum egregìum alacri ingenio praeditum eximiis
nostrae aetatis pictoribus parem non solum, veruni plerisque superiorem. » 2 E gli offri in dono
una casa. Due anni dopo lo stesso principe scriveva « spectabili Laurentio Costa eximio pictori
fecit donationem bobulcarum 235 terrae in Vicariatos Reveri et Quistelli positae. » 3 Michelangelo
Biondo, come abbiamo già detto, racconta pure che Francesco Gonzaga gli regalò ancora dodi-
cimila scudi. Godette sempre di uno stipendio di lire 669,12, dal 1510 al 1535 anno in cui mori a
Mantova, nella contrada dell'Unicorno, a 75 anni, il 5 marzo, il giorno stesso in cui un anno
prima moriva il Correggio.

A. Venturi

n. 154 e 155 del cat.° più recente di Both de Tauzia. Neil' Inventario d'Isabella d'Este pubbl. da Carlo d'Arco
(Arch. Storico itaL, app. II), cosi sono descritti: « E più uno quadro a man sinistra, di mano de M. Lorenzo
Costa, in lo quale è dipinto un archo triumphale e molte figure che fano una musica con una fabula de Leda.
- Un quadro di pitture del detto con diverse figure dentro e con verdure dentro et una incoronatione. />

1 L'Inventario riportato da Carlo d'Arco è del 1665, epperò non sono degne di troppa fede le attribuzioni
di esso.

2 Gualandi, Memorie originali Serie III, 1842, p. 8.

3 Id., id.
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