Archivio storico dell'arte — 1.1888

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J. J. TIKKANKN

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era, 1 giacché Dio, seduto sul Irono 2 alla presenza degli angeli, prende colle mani dell'argilla scura
e ne forma Adamo, quasi come uno scultore che faccia una statua. Nel fondo si vedono schierati
gli angeli in atto di meraviglia.

Siccome più tardi impareremo a conoscere l'origine delle scene della Genesi in Venezia, non
ci deve far meraviglia di trovare appunto nell'antica arte cristiana delle analogie con questa rap-
presentazione. In rilievi di sarcofagi vediamo cioè talora il Creatore che letteralmente modella
l'uomo. 3 In un caso anzi l'uomo sta su un piedistallo, proprio come una statua (vedi Garriteci,
voi. V, tav. 396, 2 e 399, 7).

Del resto nell'arte bizantina dell'epoca posteriore vediamo questo soggetto rappresentato in modo
affatto differente, poiché Adamo sta sempre lungo disteso a terra (non di rado anzi è indicato
come morto per mezzo del color grigio della carne) mentre lo benedice la mano di Dio, 1 oppure
Cristo come Dio in mezza figura dentro di un cerchio, come nell' avorio che troviamo presso il
Gori. Spesso però il Creatore appare in figura intera, come per esempio ne'salteri popolari (quello
di Londra, fol. 1G2 r° , il Barberiniano, fol. 201 v° ), dove Adamo giace colle braccia incrociate sul
petto e Dio si china sopra di lui, benedicendolo con la sinistra (!), e colla destra sfiorandogli il
volto; nel codice di S. Gregorio a Parigi n. 543, fol. HO v°, il Creatore lo prende anzi per il polso.
La bibbia fiorentina e gli ottateuchi vaticani hanno la scena divisa in due momenti, essendovi
aggiunto quello di Adamo che si sveglia. Colpito dai raggi della divina benedizione, egli si leva a
sedere, e tende le mani in atto di adorazione verso la forza creatrice. 5

Abbiamo però inoltre anche nell' arte occidentale delle analogie, le quali, insieme con altre
composizioni cui accenneremo più innanzi, ci fanno testimonianza di un'antichissima redazione
delle scene della Genesi ,comune a tutta la cristianità.6 Nella bibbia di S. Paolo fuori le mura,
nella facciata di S. Zeno a Verona, nelle porte di bronzo del Bonanno a Monreale il Creatore sta
pure innanzi all'Adamo giacente. Nella prima rappresentazione gli tocca la spalla, nell'ultima lo
all'erra per il polso, in quella di Verona lo benedice soltanto. In tutte queste scene Adamo giace
di traverso su un suolo obliquo: solo a Monreale è lungo disteso.

Una serie di rappresentazioni richiama però particolarmente la nostra attenzione: in esse ve-
diamo riuniti i due momenti della creazione, giacché Adamo che giace ancora a terra, in seguito
alla benedizione del Signore, sente già in sé lo spirito della vita. E questo il momento trattato da
Michelangelo ne' suoi dipinti della vòlta della cappella Sistina. A dire il vero il genio del grande
maestro ci si presenta qui, a mio giudizio, in uno slancio completamente nuovo: Dio si avvicina
attraversando 1' aria, quasi rapito a volo dagli angeli, e dalla sua mano tesa guizza come scintilla
elettrica la favilla della vita sull'uomo ideale primitivo. Tanto nella forma quanto nello spirito della
composizione si nota un progresso immenso, sebbene ci sia lecito presupporre che quel genio
gigante si sia ispirato al tipo tradizionale che impariamo a conoscere nelle porte di bronzo del

1 « E Dio creò l'uomo da un pugno di terra ».

2 Anche nella croce in S. Giovanni Dio è seduto sul trono, ed Adamo gli sta innanzi in piedi; qui però
la creazione avviene soltanto per mezzo della benedizione.

3 Su un sarcofago del mezzogiorno della Francia (Garrucci, voi. V, tav. 301,3) Dio posala destra sul capo di Adamo.
che sta in atto di adorazione innanzi a lui ; lo spirito in forma di colomba sembra che voli sopra, o che stia su un
albero. Troviamo quasi lo stesso motivo sulla facciata del duomo d'Orvieto, dove Dio, in figura di Cristo, posa
la sinistra sul capo dell'uomo che sta in piedi, lo guarda con espressione, e lo benedice (?) colla destra. E il
fatto che questo motivo si trova anche nella facciata del duomo di Modena fa pensare all'esistenza di una antica
tradizione. Pare però che in queste rappresentazioni si sia voluto esprimere il secondo momento, quando cioè
Dio dà l'anima all'uomo, giacché in Orvieto più sotto nelle serie antecedenti si vede Adamo che dorme tran-
quillamente steso a terra innanzi al Creatore, il quale non fa che un semplice cenno. La narrazione biblica
nomina la creazione dell'uomo non una, ma due volte; ed anche i mosaici veneziani, seguendola, fanno per questo
rispetto una distinzione molto interessante.

4 Cod. di Parigi n. 510, fol. 52 v°; bibbia laurenziana fol. 4 r°, e gli ottateuchi vaticani.

5 Alcunché di simile si vede su sarcofagi, dove il Creatore tocca con una verga l'uomo che giace disteso;
subito appresso si vede l'uomo in piedi.

0 II pensare sempre all'influenza bizantina come a un « Deus ex machina » in questo caso non è necessario,
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