Archivio storico dell'arte — 1.1888

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MISCELLANEA

italiane, marche e monogrammi1 e ne ha riprodotto
la marca nella Tav. IX, n. 125. E desso un piatto con
cavetto del diametro di 30 centimetri. Tutto il labro è
ricco di ornati in giallo aureo, rosso rubino^ e verde
brillantissimo su fondo turchino carico; nel cavetto,
circondato da una larga fascia a giallo d'oro, appare
lo 'stemma dei Ciocchi del Monte, Conti di Monte San
Savino, e sopra lo stemma un cappello cardinalizio del
più bel rosso rubino. Al rovescio, oltre i soliti ornati,

Altro piatto interessantissimo ha acquistato l'ammi-
nistrazione del Museo coi fondi proprii, proveniente
dalla raccolta del conte Castracani di Urbino. Rappre-
senta un combattimento dell'epoca classica sotto un
arco trionfale di stile romano. Lo smalto è brillantis-
simo, e correttissimo ne è il disegno. Si distingue per
una leggera velatura color madreperla, che permette
attribuirlo alle fabbriche di Forli, delle quali esistono
rarissimi esemplari, notati recentemente dal Malagola,

sta scritto in rosso rubino 1527 M° G" da Gubbio.
La stessa data 1527 intercalata dalle sigle S. P. Q. R.
è ripetuta su varie targhette o cartelli.

Descritto l'oggetto, il signor Genolini aggiunge,
non sappiamo, a dire il vero, su qual fondamento: « Que-
sto piatto fu donato nel 1527 al conte Antonio Ciocchi
del Monte, nominato cardinale e vescovo di Pavia nel
1511; Legato a Roma nel 1533, durante l'assenza del
Papa;'fu zio di Gian Maria Ciocchi del Monte, nomi-
nato cardinale nel 1536, indi papa col nome di Giulio III. »
Ma checche sia di ciò, è certo che quest'opera indubbia
di maestro Giorgio è una delle più brillanti uscite dai
fornelli eugubini, notevole non tanto per disegno, quanto
per potenza di smalti e per difficoltà tecniche felice-
mente superate. Il dono ricevuto dal Museo è assoluta-
niente degno dell'augusto donatore.

1 Milano, Libreria Dumolard, 1881. pagg. t>8-t>y.

nelle sue Memorie storielle sulle majoliche di Faenza.
Studi e ricerche, 1

Rendendo conto in uno dei passati numeri di que-
sto Archivio della vendita di oggetti d'arte del signor
Scalabrini, avemmo occasione di rilevare un monumento
sepolcrale, rappresentante il famoso giureconsulto Bal-
dassarre da Cesena scolpito ad alto rilievo mentre dalla
cattedra spiega la lezione ai suoi scolari. Questa im-
portante scultura del principio del xv secolo, che trova-
vasi nella basilica di Santa Maria Maggiore, è venuta
fortunatamente ad arricchire le collezioni del nostro
Museo. Con essa, sono entrati a far parte del Museo
(piatirò bassorilievi in marmo, rappresentanti scene della
vita di S. Girolamo, opera della bottega di Mino da Fie-
sole, de' quali daremo in altro numero la riproduzione
con alcuni cenni illustrativi.

1 Bologna, Romagnoli. 1880.
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