Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

STUDIO TCOISTOGRAFTOO

(Continuazione) *

LA CROCIFISSIONE

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EL nostro ■ avorio la storia della Crocifissione è trattata molto
semplicemente, quantunque essa avesse ormai ottenuto nell'arte
un largo svolgimento ; ma la ragione di ciò, giova ancora ripe-
terlo, sta tutta nello spazio ristretto concesso a ciascuna compo-
sizione, onde certi soggetti, come questo, dovettero essere rap-
presentati quasi schematicamente, cosi come s'era generalmente
usato in pieno medio evo.

Gesù pende morto dalla croce. Le braccia sono tirate in giù,
33] e le gambe, l'ima sopra l'altra, coi piedi riuniti e trapassati da
un solo chiodo, fortemente piegate dal peso del corpo. Il capo coro-
nato di spine cade sulla spalla destra, e l'abbandono di tutte le
membra è espresso con grande realismo. Un drappo gli cinge i lombi e con pieghe molto varie ed
artistiche gli scende fino alle ginocchia. In alto, ai lati della croce, si son voluti indicare il sole e
la luna: abbasso stanno Maria e Giovanni. La prima, quasi di prospetto, col capo chinato, ma
innalzati gli occhi verso Gesù, curva il corpo, spingendo in fianco verso la croce molto esagera-
tamente una gamba e appoggiandosi sull'altra, mentre dal manto, che, scendendo dal capo, le
avvolge da sotto il busto tutta la persona, escon le mani, di cui la sinistra alzata è ritirata al
rovescio verso il petto, come nella stessa figura di Maria quando è annunziata dall'Angelo. San Gio-
vanni, pur di prospetto, in tunica e manto, posa la guancia sulla mano sinistra, piangendo,
mentre tiene colla destra il libro del suo Evangelo. I volti mostrano che l'artista avrebbe voluto
esprimere un forte dolore; ma egli non riusci che a dare, specialmente alla figura della Vergine,
una smorfia che indica piuttosto il riso che il pianto.

In seguito parleremo delle rappresentazioni in cui si vede Maria svenuta e soccorsa dalle pie
donne; ora fermiamoci su queste più semplici, giacché ne abbonda l'arte gotico-francese dei
secoli xiii e xiv,1 e tra i monumenti dell'una e dell'altra età non c'è che la sola differenza, ormai

* Vedi fase. IV e V.

1 In quel bellissimo avorio del secolo xiii, esistente nel museo Vaticano e di cui tante volte abbiamo già fatto cenno,
Cristo crocifìsso, Maria e Giovanni sono in atteggiamenti affatto uguali a quelli sopra descritti; ma i tipi ne sono più ideali,
le linee più nobili e slanciate e il dolore vi è giustamente espresso. (In quest'avorio son pur figurati il porta-lancia e il porta-
spugna, anch'essi in calmi atteggiamenti). Si dica egualmente delle figure di Maria e Giovanni presso la Croce su d'una
legatura d'un manoscritto latino d'Evangeli nella Nazionale di Parigi (N. 17326; esposto N. 259), riprodotta dal Bouchot (Les
relieures d'art d la biblioth. Nailon., pi. vm); in essa, alle estremità della croce, son rappresentati in busto due angeli,
che tengono due dischi, il sole e la luna; Maria porta nella destra un libro. Collo stesso stile, ma in atteggiamenti diversi,
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