Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LE RAPPRESENTAZIONI DELLA GENESI IN SAN MARCO A VENEZIA

coperte alza la sua offerta.1 Giudicando secondo la nota composizione in San Vitale a Ravenna, dove
Abele è rappresentato insieme con Melchisedech,2 si deve considerare questo atteggiamento come
tipico. Lo stesso vediamo pure nell'ottateuco più antico; laddove nel più recente le offerte stanno
a terra, e un torrente di fuoco che scende dal cielo consuma quella di Abele.3 La composizione
simmetrica si osserva anche a Sant'Angelo in Formis, a Palermo, a Monreale, nel battistero di Fi-
renze e nella croce di San Giovanni in Laterano ; però non vi troviamo più l'atteggiamento nobile
e slanciato che hanno le figure di Ravenna.4 Anche Arnolfo del Cambio in San Paolo fuori le mura,
come pure l'autore dei rilievi di Orvieto, hanno conservato la simmetria nella posizione delle figure;
però i due fratelli stanno inginocchiati innanzi all'altare. L'illustratore dei Sermoni del monaco Gia-
como pone invece i due fratelli ciascuno per sè innanzi al proprio altare; anzi l'uno volge le spalle
all'altro; lo stesso motivo si ritrova sul rilievo in bronzo della porta di San Zeno; e forse è appunto
questa la composizione descritta nel Manuale di pittura. In ogni caso vi sono qui delle aggiunte
che hanno un carattere moderno. La fiamma del sacrifizio di Abele sale dritta al cielo; il pastore
sta innanzi all'altare e tiene le mani e gli occhi rivolti verso l'alto. Tutto ciò può ancora andare
d'accordo colla tradizione; ma affatto nuovo è invece il motivo di Caino, che tiene le mani innanzi
al volto per difendersi contro la fiamma del proprio sacrifizio, la quale si avvolge in giro in-
torno a lui.

Il Manuale di pittura fa precedere alla descrizione della scena quella della vita de' due fratelli,
e questa s'accorda perfettamente con una composizione degli ottateuchi. Caino lavora la terra col-
l'aratro ed eccita col pungolo i due buoi. 5 Neil' Hermeneia è aggiunto : « Se lo vede di nuovo in
atto di raccogliere il grano »; ma questo motivo non si trova negli ottateuchi. Abele sta con un
bastone in mano in mezzo alle sue pecore. Dell'atteggiamento di questo pastorello negli ottateuchi, la
cui figura'tutta intera è presa certamente da un modello molto antico,6 avrò ad occuparmi altrove.

Sulla porta della cappella Zen, Caino adirato è raffigurato seduto (« allora s'adirò Caino, ed i
suoi gesti si scomposero »), col capo appoggiato alla mano ; questa posizione si ritrova quasi identica
nel Mosè dell'ultima cupola.

V Uccisione d'Abele ha una certa analogia con quella di Monreale e con quella della croce
di San Giovanni in Laterano; qui però l'azione si svolge con minore energia di quello che nel mo-
saico siciliano. Caino colla scure nel pugno fa un passo indietro, preparandosi a lanciarsi su Abele,
il quale è caduto a terra e tenta difendersi, stando in una posizione usata già nell'antichità per i

1 Riprodotto nel Kreutz, La cattedrale di San Marco, tav. xxm, 2. Il mosaico ha la stessa scritta di quello dell' atrio :
« Christus Abel cernit, Cain et sua miniera spernit ». Di sotto, su un fregio del marmo che circonda la scena, si legge :
« Anno D. MC*i-Villi cum Dux Vitalis Michael Got...epit, tabulas Petrus add... epit ». La data si riferisce probabilmente
ai marmi e non, come si credette, ai mosaici.

2 Ritroviamo la figura di Abele in un mosaico di Sant'Apollinare in Classe (vedi Garrucci, voi. IV, tav. 258). Qui egli si
trova insieme con Melchisedech e con Abramo, rappresentando in tal modo la composizione i tre sacrifici prescritti dall'an-
tica alleanza. Lo stesso senso ha certo anche la composizione in San Vitale ; solo che nella parte di fronte è rappresentato il
sacrificio d'Isacco.

3 Quest'ultimo motivo ricorre anche nel manoscritto vaticano de' Sermoni del monaco Giacomo (n. 1162, fol. 36 v.).

4 In ogni caso l'età di questa composizione non può risalire agli antichi tempi cristiani. Nei sarcofagi, cioè, vediamo
l'argomento trattato affatto diversamente. O il Creatore è seduto a sinistra, e senza fare distinzione fra l'uno e l'altro, accetta
con un gesto benedicente i doni dei fratelli (Caino porta un grappolo d'uva, vedi p. e. Garrucci, voi. V, tav. 317, 3) ; oppure,
in figura di giovane imberbe, sta in mezzo ad essi, e benedice dal lato di Abele. Qui Caino porta un covone di grano (Gar-
rucci, voi. V, tav. 310, 2).

5 Vedi lo stesso tipo in due codici di San Gregorio Nazianzeno a Parigi, n. 533 (sec. xi), fol. 34 r., e n. Coisl. 239 (sec. xn
o xiii), fol. 26 v.

6 La stessa figura si trova cioè già nel Cosmas Vaticano (riprod. dal Garrucci, voi. Ili, tav. 142, 2). Del resto, non è
soltanto alla figura di Abele che si limita l'analogia fra gli ottateuchi e il Cosmas. Abbiamo già fatto menzione dell'Enoch.
Qui aggiungerò ancora, che il propiziatorio che sta fra i due cherubini e i due sacerdoti nell'ottateuco più antico, fol. 100 r„
appare copiato dal manoscritto del Cosmas (n. 746, fol. 231 r.). Anche l'ordine della marcia degli Israeliti nel fol. 160 v. del-
l'ottateuco più antico è un'evidente imitazione di quella composizione, della quale troviamo un antico esempio nel Cosmas,
fol. 52 r. (nell'ottateuco più recente manca). Il Kondakoff crede recisamente che il vero originale sia il codice Vaticano del
Cosmas; ma ciò mi sembra un po' ardito, tanto più quando si pensi, che il Cosmas stesso illustrò il suo libro e che quindi
gli esemplari posteriori attinsero per le loro illustrazioni da questa fonte, e quando si conosca il significato che aveva nel-
l'arte medievale l'imitazione, la quale non escludeva punto l'originalità.
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