Archivio storico dell'arte — 1.1888

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SPERANDIO DA MANTOVA

nel 1451, intento ad eseguire un lioncorno, divisa di Borso d'Este, pel podestà di Ferrara. 1 Ne' do-
cumenti da cui queste notizie si desumono, Bartolomeo di Sperandio è sempre detto orefice; cosicché
difficilmente si potrebbe convenire con l'Yriarte che, nel discorrere della cappella di San Michele
Arcangelo nel tempio Malatestiano di Rimini, 2 suppose che gli scompartimenti di quella con putti
scolpiti fossero « opera di Sperandio Melioli, non l'illustre mantovano, che seguì le traccie del
Pisanello e di Matteo de' Pasti, appena nato al tempo della costruzione della cappella; ma suo padre
Sperandio Bartolomeo, inscritto, nel 1430, come orefice nella corporazione mantovana ». Innanzi,
tutto, conviene osservare che Charles Yriarte fa qui grande confusione di nomi e d'artefici; che lo
Sperandio nominato nello statuto degli orafi mantovani è appunto il padre del nostro medaglista,
non un Melioli ; che il celebre medaglista Melioli non si chiamava Sperandio, ma Bartolomeo Melioli,
nato nel 1448. E non sarà vano anche di ricordare che, fra gli inscritti del 1441 nella corporazione
degli orafi mantovani, trovansi Virgilius de Meliolis e Joannes de Meliolis : nessun altro Melioli.
Charles Yriarte invertendo poi i due nomi Bartolomeo Sperandio, e facendone uno Sperandio Bar-
tolomeo, trasforma il genitivo in nominativo; poiché il padre del nostro medaglista si chiamava
Bartolomeo di Sperindio o Bartolomeo Sperandei. Lo stile poi dei putti rammenta troppo la
scuola fiorentina, perchè non sia audace il supporre, solo dalle parole spera in deo, che si leg-
gono nel primo bassorilievo a destra della predetta cappella, il nome di uno Sperandio mantovano.
E tuttavia se quella scritta a grandi caratteri dovesse credersi non invocativa, ma il ricordo del
nome dell'artista che eseguiva i genietti; e non si trovasse notizia d'altri Sperandei, il medaglista,
lui proprio, poteva, al tempo in cui quella cappella si adornava, aver parte nel lavoro.

Il nostro Sperandio, il medaglista, secondo alcuni storiografi, nacque nel 1448; ma questa è
invece la data di nascita di Bartolomeo Melioli. Egli nacque assai prima, poiché, come vedremo
più innanzi, nel 1470 aveva già figlie da marito; e nacque probabilmente a Mantova, patria che
egli costantemente ricorda nelle sue medaglie. E fu a Ferrara, ove tanti medaglisti s'incontrano,
ove il Pisanello rinnovò le forme della medaglia, che lo Sperandio crebbe e si educò nell'arte pa-
terna. La prima volta che di lui è fatto menzione è nel 1445. 3 Supponendo ch'egli avesse allora
vent'anni, conviene ritenere il 1425 quale data approssimativa de' suoi natali; e difatti, se nel 1470
aveva figlie da marito, al 1425 circa devesi riportare la sua nascita.

Tanto nel 1445 come nel 1447, 4 lo Sperandio riceve mandati dalla corte Estense in suo favore:
il primo di frumento e di vino, il secondo di denari. Dopo quegli anni, non ritroviamo a Ferrara
lo Sperandio che nel 1463, l'anno della morìa; poi nel 1466, in cui Borso d'Este condona all'artista
metà della somma, ch'egli doveva restituire perchè avuta in più, come provvigionato della Corte,

et producere inteligantur et acceptentur non obstante quod fuerit contumax et positus in contumacia prò comparatione non
facta corani ipsis consculibus in tempore congruo et quod non comparuerit in tempore juxta preceptum sibi Bartholomeo
missum nec aliquibus alijs que sibi obstarent, et non minus audiatur, et omnia sua jura acceptentur et admittantur, ac si
in termino citationis comparuisset. Petrus de Arivabenis IH. et Ex. d. nri secretarius, visa supplicatione signata fiat scripsit
die xx° Junij 1437 ».

1 N. Cittadella, Notizie relative a Ferrara. Ferrara, Taddei, 1864.

2 Charles Yriarte, Un condottiere au xve siede. Rimini. Paris, Rothschild, 1882.

3 Archivio di Stato in Modena, Registro della Camera, Mandati 1445-46, c. 142 b.

« Leonellus Marchio

« Mandato Illu: ac ex: domini nostri domini Leonelli Marchionis Estensis etc. Vos . . factores generales ipsius dari faciatis
Sperandeo auriflci modium unum frumenti et mastellos sex vini. Quos sibi donat Illu. dominus noster.

« Aristoteles bruturius scripsit xxviii octobris 1445.

« habuit mandata ».

1 Archivio suddetto, Registro della Camera, Mandati 1447, c. 142 a.

« Leonellus Marchio Estensis etc.

« Dilecti nostri. Siamo contenti che vui faciati dare a mastro Sperandeo da Mantoa auriflce libre doe soldi dieci de mar-
chesini per certo nostro facto, non obstante altra commissione vi habia facto in contrario Cento-Lanze nostro famiglio.
« Belriguardi xviiij Septembris 1447.

« Factoribus nostris generalibus carissimis
« habuit mandatimi ».
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