Archivio storico dell'arte — 1.1888

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A. VENTURI

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tanto in quei mesi in cui Ferrara fu afflitta da peste, come nell'anno successivo 1464. 1 Forse lo
Sperandio abitò Ferrara anche prima del 1463, ma da quell'anno al 1477 vi ebbe abituale dimora.
Nel 1467 gli è pagata la pigione di una casa in Ferrara, 2 e nel 1468 ritira provvigioni dalla Corte. 3

Dal 1447 al 1463 circa, dove rimanesse lo Sperandio non è noto, ma può supporsi ch'egli fosse
per alcun tempo a Milano, se si ricordano le medaglie da lui eseguite di Francesco Sforza e di Marino
Caracciolo, probabilmente intorno al 1460, prima che egli si recasse a Ferrara.

Lo Sperandio fu il principale de'medaglisti estensi nel periodo d'Ercole I. Per le nozze di questo
principe, gettò un medaglione coi busti degli sposi in profilo, l'uno a fronte dell'altro, con un alato
cherubino sulle loro teste, cincondati da un festone d'alloro;4 e fece pure una medaglia del duca con
la divisa dell'albero nel rovescio, e quella di Sigismondo d'Este, primo marchese di San Martino.
I cortigiani, gli oratori, i gentiluomini, i lettori dello studio ferrarese ebbero medaglie dallo Spe-
randio. Vediamo ritratti Pietro Bono Avogario, seguace di Esculapio e di Urania, che emendò
varii libri d'astronomia stampati a Ferrara, in cui è chiamato eoccellentissimus o consumatissimus
astronomus ; Ludovico Carbone, poeta ed orator ferrarese, col busto ora coperto da un berretto
ed ora incoronato di lauro; Nicolò da Correggio, di cui Ercole I d'Este, sin dal 1471, teneva uno
libreto vulgare in versi, e che andò nel 1473 a Napoli per accompagnare sposa a Ferrara Eleo-
nora d'Aragona: invincibile giostratore, riportò il premio del torneo per la difesa del Dio d'A-
more, che si fece nel 1478 sulla piazza di Ferrara: egli era, a detta d'Isabella d'Este, el più ali-
tato et de rime et cortesie erudito cavagliele et barone che ne" tempi suoi si ritrovasse in Italia.
Vediamo inoltre Agostino di Ugolino Buonfranceschi di Rimini (dallo Heiss scambiato con Buon-
francesco da Reggio), consigliere segreto di Borso d'Este, dottore leggente dello studio di Fer-
rara;5 Giacomo Trotti, altro consiglier segreto del duca di Ferrara, creato cavaliere nel 1472;
Antonio Sarzanella, già ambasciatore estense in Toscana dal 1451 al 1463;6 e Giovanni Lanfre-
dini, oratore dei Fiorentini a Ferrara, allorché fu creato duca Ercole I d'Este, e investito da questo
principe del privilegio di aggiungere al proprio cognome quello di Estense. 7 Oltre questi perso-
naggi ritratti dallo Sperandio a Ferrara, dobbiamo annoverare il dotto Prisciano, uomo versato
nello studio dell'antichità, ma oratore prolisso, gonfio di citazioni e di rettorica; il vescovo Bar-
tolomeo della Rovere, e fra Cesario Contughi dell'ordine dei Serviti; i ricchi mercanti Bartolomeo
Pendaglia 8 e Simone Rufflni di Milano, cittadino ferrarese, il quale nel 1472 fece dipingere da Bal-

1 Archivio di Stato in Modena, Camera ducale, Registro Mandati 1468, c. 45.

« Borsius Dux

« Dilectissime noster. Nui siamo contenti che vui Indugiati Speralndio da Mantoa sino a pasqua per li dinari de le page
che lui ha ad restituire Si de le tre paghe retenute delanno 1464 ali altrj come de quelle del tempo de la Moria. Et diceniovi
Un da mo che de quelle del ditto tempo delamoria gli ne havemo donato e donemo lamitade.

« Fossadalbarj 19 Martii 1466. « Sperandei de Mantua ».

2 Archivio sudd., Libro Zornale de usita per conto de Roman di lardi thesaurero 1467, segnato 00, c. 89 t>.

« Al nome de dio zuobia adi xu di novembre M°ccccoLxvu
« Alo Illmo nostro Signor duca al suo chapitolo libre quindexe de marchesini per la soa Signoria ad Antonio de Imolixi
per pagarlj a Spierandio da mantoa per la pexon de sej mexj de una chaxa che gie paga lo prefato nostro Signor duca e
per lo dito Ser Antonio a Ser lacomo maflo contanti per tanti luj gie dete adì pasati per darlj alo 111»'" n. S. d. per dita
chaxone come in Registro de la camara 1467, c. 201........................................per mandato etc. L. xv s. — d. — ».

3 Archivio sudd., 1468, Libro Zornale de usita per conto de Roman di lardi theseaurero, PP, c. 27 *>.

« Al nome de dio zuobia adi xiiij de Aprile M°ccccoLxviu
« A mastro Sperandio da mantoa orevexe per conto de soe page libre cinque soldi quatordexe de marchesini contati a

luj insino adi 12 de marzo....................................................................................... L v s. xnu° d. —

« ala Bolletta c. 81 ».

4 Tale è il medaglione riprodotto dallo Heiss. Nel medagliere di Milano ne esiste una variante o meglio una prova di
singolare finezza, superiore assai a quella conosciuta dallo Heiss. Il medaglione di Milano non è circolare, ma a mo' di tabellina,
e manca in essa il cherubino e il festone d'alloro. Un calco di esso ci fu fornito cortesemente dal dott. Solone Ambrosoli.

5 Come tale è indicato nel Memoriale, T. T., 1472, dell'ardi, sudd., a c. 3.
G V. Intrata et spesa, CC, 1456 e segg., a c. 106 (ardi. sudd.).

7 Di ciò fanno fede le di lui lettere (1480-1483), nelle quali si sottoscrive «Johannes Lanfredinus Estensis». Nel 1476 e nel 1478
era a Venezia, dal 1480 al 1483 visse in Firenze, ove (1483, 13 nov.) copriva la carica di Vexelifer Justitie.

8 La medaglia di Bartolomeo Pendaglia porta la data 1472, e fu perciò eseguita dopo la sua morte, se a lui veramente,
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