Archivio storico dell'arte — 2.1889

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

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fin ne' più minuti particolari la mano dell'autore del
busto in marmo acquistato da quel museo nel 1842, e
che l'A. ha antecedentemente dimostrato lavoro di De-
siderio da Settignano, ma ha anche qualche somiglianza
con la persona in quello raffigurata; il fatto che lo stucco
porta tracce di correzioni eseguito dall'autore conduce
a credere ch'esso sia uno studio per un busto in marmo,
e dalla sua somiglianza col suddetto busto in marmo,
somiglianza che non è tanto grande da poter ritenero
che entrambi rappresentino la stessa persona, l'A. crede
poter arguire che i duo busti siano il ritratto di due
donno diverse, appartenenti però alla stessa famiglia.
Quale sia questa famiglia, non si può nemmeno arri-
schiare di supporre; però il fatto che le due sculture
provengono da Firenze e che le ligure mostrano molto
espresso il tipo delie nobili dame fiorentine di quel
tempo (si confrontino gli affreschi del Ghirlandaio nel
coro di Santa Maria Novella), permette di congetturare
che si tratti di una famiglia fiorentina. 11 busto in stucco
supera quello di marmo per maggiore freschezza e fi-
nezza di esecuzione, segnatamente nella testa. Se al
modello in stucco abbia fatto seguito un busto in marmo,
finora non si sa; non è però impossibile che in Firenze
si riesca ancora a trovarlo.

11 Bode aveva già compiuto questo studio, quando
gli giunse l'improvvisa notizia che nella villa del Bo-
schetto presso Firenze, appartenente al principe Strozzi,
s'era trovato il vero busto di Manetta Strozzi. Egli corse
immediatamente a Firenze e potè constatare che il busto,
lavorato in marmo, non è che una ripetizione di quello
in marmo acquistato dal museo di Berlino nel 1842.
Esso ha sofferto guasti non lievi : la punta del naso è
mozzata; parte della capigliatura a destra ed a sinistra
manca ; la superficie del marmo è divenuta scabra ed
in alcune parti macchiata. La somiglianza col busto di
Berlino non è però perfetta, e l'A. crede che, come Be-
nedetto da Majano ne' due busti di Filippo Strozzi,
esistenti l'uno a Parigi l'altro a Berlino, e come Fran-
cesco Laurana ne' due busti, uno della raccolta di Ber-
lino l'altro degli eredi Castellani, adoperarono il primo
soltanto come studio preparatorio, cosi abbia proceduto
in questo caso anche Desiderio. Il naturalismo che si
osserva nel busto di Berlino è ancora più fortemente
espresso in quello recentemente trovato; anche nella
foggia del vestire c'è qualche differenza. Dalla parte di
dietro si vedono ancora le tracce dello scalpello, e, a
quanto si può congetturare, i capelli non ricadevano,
come nel busto di Boriino, in una breve e grossa treccia,
ma erano fasciati da una leggera benda.

È vero che il nuovo busto non ha, conio non ha
pure quello di Berlino, una iscrizione che ci dia il nome
della persona rappresentata o quello dell'artista. Ma,
siccome il Vasari ci narra che Desiderio esegui il busto
in marmo di Manetta Strozzi, e siccome dei due busti
provenienti da casa Strozzi quello che prima era l'unico
conosciuto non può rappresentare quella donzella e non
proviene da Desiderio, così è almeno probabile che in

questo busto recentemente trovato e nella copia di esso
nel museo di Berlino ci sia conservata la vera effigio
di lei. La probabilità diviene maggiore, quando si ri-
flotta che questi busti portano impresso in modo par-
ticolare il carattere dei lavori di Desiderio, e che l'età
della fanciulla è precisamente quella, in cui lo scultore
dovette averla rappresentata.

In ogni modo FA. ritiene che anche il busto recen-
temente donato al museo di Berlino dal signor Weisbach
rappresenti Màrietta Strozzi; esso si avvicina più al bu-
sto acquistato da quel museo nel 1842, che a quello
ultimamente scoperto. A giudicare dall'età della per-
sona rappresentata, il busto di casa Strozzi è chiara-
mente il primo, quello in stucco l'ultimo ; e questa gra-
dazione mostrano puro i tre busti per rispetto artistico.

Perché l'artista abbia eseguito due o tre riprodu-
zioni di uno stesso busto, e dove si trovasse dapprima
quello acquistato nel 1842, sono due domande a cui dif-
ficilmente si troverà la risposta. Ma esse si riferiscono
a questioni di secondaria importanza, le quali, dico il
chiaro autore « non devono guastarci la gioia di aver
detto l'ultima e definitiva parola su due delle più gen-
tili e perfetto opere del primo perìodo del rinascimento
e di averne quindi tratto delle deduzioni per conoscere
uno dei più grandi artisti di quel tempo. »

E dividiamo anche noi la gioia dell'erudito scrittore
che con tanto amoro s'occupa dell'arte nostra.

G. Coceva

D.r Paul Kristeller - Die Strassburger Biicher-lllustra-

tion im XV und im Anfange des XVI Jahrhunderts.
Leipzig. Veilag von E A. Seemann, 1888.

Trattando delle incisioni di Strasburgo nel secolo xv
e nel principio del xvi, l'A. si propone come scopo prin-
cipale, non già di far notare alcuno dei migliori pro-
dotti dell'arto dell'inciderò in legno di quel tempo,
bensì di determinare in generalo lo stile della scuola
di Strasburgo e quello dei singoli gruppi di essa; ed
è un giusto principio questo da cui FA. è partito. Per
tal modo egli ha condotto il suo paziente od accurato
lavoro tenendosi sempre strettamente al metodo pro-
posto ; perciò nessuno sviamento, nessuna divagazione ;
la ricerca procede seria e sicura, fondata sempre su do-
cumenti e su dati di fatto ; va lodato quindi il dottor
Kristeller por questa sua pubblicazione, che, per il si-
stoma nel quale è tenuta, si potrebbe felicemente pren-
dere a modello da quanti s'occupano di tali studi.

L'A. comincia col dividere gli stampatori di Stra-
burgo, per rispetto alle incisioni, in duo gruppi: ap-
partengono al primo quelli, lo cui incisioni mostrano
un carattere speciale, quelli che adoperano le incisioni
in numero alquanto grande impiegandovi apposito of-
ficine, quali .1. Gruninger (1494-1531), B. Kistlor, M.
Hupfuff (1498-1510),.). Knoblouch (1500-1527) e J. Schott;
il secondo gruppo è formato da quegli stampatori che,

Archivio Storico dell'Arte. -Anno II, Fase. II.

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