Archivio storico dell'arte — 2.1889

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UMBERTO ROSSI

un' impresa, un braccio armato che esce dalle nubi e colla lancia trafigge un drago ; la terza, ovale,
pure d'argento, ci offre una scena campestre: un pescatore in riva a un fiume, che un cavaliere
sta passando a guado, un cacciatore che prende di mira coll'archibugio un uccello appollaiato su
un albero, e nel fondo una caccia al cervo, un greggie e paesaggio variato; in basso vi sono in
lettere minutissime le iniziali dell'artista I. B.

Son di lavoro veneziano due lumi da notte di bronzo dorato, a foggia di edificio traforato, entro
cui si poneva una candela accesa e che erano molto in uso nei secoli decimoquinto e decimosesto;
L'uno, di forma cilindrica, ha la superficie divisa da sei colonnette con ornati a candeliera su fondo
di smalto turchino; negli spazii compresi Ira le colonne vi sono dei finissimi arabeschi a traforo
di gusto orientale; il coperchio emisferico è adorno nella stessa guisa '. L'altro è fatto a prisma
triangolare con spigoli smussati ed ha gli arabeschi su fondo smaltato a varii colori. Ambedue
questi oggetti sono di esecuzione molto fine per ciò che riguarda il lavoro in metallo: gli smalti
invece son piuttosto trascurati, come tutti quelli fatti a quell'epoca in Italia, in cui questo ramo
dell'industria artistica non aveva mai preso piede. Proseguendo nell'esame degli oggetti di fabbrica
veneziana, è notevole un gran piatto con ornamenti incisi all'acqua forte e ritoccati poi col bulino,
che riproducono quasi perfettamente gl'intrecci e gli arabeschi minutissimi e complicali dei lavori
orientali. Gli tien dietro un altro piatto inciso, sul rovescio del quale l'artista ha voluto scrivere il
suo nome e la data: HORATIO FORTEZZA DA SEBENIGO MDLVII; al centro è uno slemma con
un drago rampante e intorno entro cartelle a cartocci tre scene di battaglie della seconda guerra
punica; nel margine si ripetono altre battaglie alternate con medaglioni a teste d'imperatori romani.
Il mesciacqua che accompagna il piatto porta ugualmente lo slemma col drago ed è adorno da
figure di letterati e da due rappresentazioni della storia di Lucrezia. Un altro mesciacqua e un
piccolo secchio sono ugualmente ornati da scene di battaglie e da vedute di città. Lo stile di lutti
questi oggetti che hanno la medesima origine e furono lavorati nella stessa epoca risente già della
decadenza ; le linee generali conservano ancora le armoniche proporzioni de' bei tempi del Rinasci-
mento, ma i particolari sono trascurati e disposti piuttosto confusamente, in maniera da lasciare
l'osservatore insoddisfatto e male impressionato.

Fra i prodotti dell'oreficeria si considerano anche i vasi di stagno lavorati nel secolo decimo-
sesto specialmente in Germania ed in Francia: alcuni di questi vasi sono perfette opere artistiche
e quelli eseguiti da Francesco Briot verso la fine del cinquecento sono tenuti in grandissimo pregio,
come modelli del genere. La raccolta Garrand possiede un vaso da birra di forma cilindrica, sulla
cui superficie sono incisi a bulino ventotto medaglioni con teste di animali fantastici e di personaggi
in costume del decimosesto secolo; è opera tedesca, che porta sul manico due marche di fàbbrica
fatte con un punzone, un istrice e un G coronato. Un mesciacqua lavorato a rilievo appartiene
alla scuola del Briot; è formato di tre spicchi ad arabeschi racchiudenti ciascuno un medaglione
in cui sono raffigurate l'abbondanza, la pace in atto di dar fuoco ad un mucchio d'armi e la guerra
seduta su un trofeo. Gli si accompagna un grande piatto che ha al centro un bassorilievo tondo
con Marte seduto, intorno al quale, frammezzate da ornamenti, si aggruppano quattro placchette,
di cui le iscrizioni indicano il soggetto : BELLVM, INVIDIA, PAX, AB VNDANTIA ; il tutto è circon-
dato da un fregio in cui spiccano degli amorini che cavalcano delle capre. Nel margine si alternano
quattro medaglioni rappresentanti le parti del mondo, EVROPA, ASIA, AFRICA, AMERICA con
altri quattro in cui sono effigiati dei guerrieri antichi, G. IVLIVS G/ESAR, NINVS, GYRVS, ALEX-
ANDER MAGNVS 2. Menzionerò inoltre quattro placchette di piombo con mascheroni ed arabeschi,
che sono certo riproduzioni dei motivi ornamentali di qualche vaso.

Infine ho creduto conveniente di riunire a questa parte della collezione una bella serie di coltelli
da tavola e da scalcheria, i cui manichi fregiati di smalti e di incisioni si devono credere eseguiti
da orefici. Il più antico è un grande coltello la cui lama damaschinata d'oro manca del terzo superiore,

1 Un lume da notte quasi ugnalo ò conservato al
Louvre nella colleziono Sauvageot e fu illustrato dal
signor Lièvre: La collection Sauvageot, tav. civ; i
francesi lo chiamavano anche morlier.

2 Un esemplare perfettamente simile di questo piatto
si trova al Louvre nella collezione Sauvageot, e fu
pubblicato dal signor Lièvre nella sua opera citata,
tav. 65 e 66.
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