Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA SCULTURA BOLOGNESE NEL SECOLO XV

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e questo spiega come in tutte le gallerie pubbliche e private d'Europa sia dovizia di quadri della
scuola del Francia. 1 Per tutta l'Emilia principalmente si diffuse l'arte del maestro, e nell'interno
delle cappelle, delle chiese emiliane, si ammiravano dolcemente inchine le soavi figure da lui
create o improntate da lui; le caste melanconiche Vergini col capo incorniciato da un bianco velo,
le tonde testine di putti graziosi, le figure di Santi sinceramente divoti.

A. Venturi,

Die Ausò ente aus den Magasinen der KònigUeheri Ge-
ma kle-G a lerie z-u Berlin. Iahrbuch der K. preuss. Kun-
stsammlungen, 1887. Heft. II u. III).

H Per lo studio della scuola pittorica bolognese, al
principio del secolo xvi, tornano utili i disegni della
collezione del museo Wicar di Lille, uno dei quali reca
la iscrizione: Qaisti sono incentione de mostri marini
de man/io Mia Iac.° pictor de... Bollogna povero (?)
pelegrino do.; la mia infelice (?) adolesceniia J'acta nel
ano 1516... in Salmone.... Il Mounier (Les bronses de
la Renaissance. Les placjuettes. Catalogue. T. I e II.
Paris, Rouam, 1886) si sforzò d' identificarli a Giacomo
Raibolini detto il Francia, confondendo questo pittore
con Pellegrino da Cesena, e ne compose un Giacomo
Raibolini Francia, detto Pellegrino. Ma i disegni sono
fi' un carattere più rigido, più mantegnesco, meno cin-
quecentista di quello che dovrebbero essere con quella
data; e ciò si spiega, pensando ch'essi furono eseguiti
da un adolescente, sopra modelli di un maestro già

avanzato negli anni; che il giovanetto apprendista do-
vette copiare i quaderni di ricordi del maestro suo.
Fsaminando più i caratteri dell'arte di Giacomo Francia,
si scorge che questi è ben lontano dall' arte del dise-
gnatore de' disegni di Lille, a cui il Gonze e il Moli-
nier li attribuiscono largheggiante ne' panneggiamenti,
rotondeggiante di forme, egli segue pedestramente lo
traccie del vecchio e nobilissimo Francia. Tiene gran-
demente di lui, ma quasicchè sull' arte sua sia passato
un soffio precoce di decadenza, egli ci mostra scom-
posta 1' armonia delle linee, attenuata la forza del co-
lore, abbuiata la serenità del padre suo. Del resto se
Giacomo Francia, coiti' è generalmente ammesso, nac-
que innanzi al 1487, non poteva certo essere nel 1516
l'adolescente che fece i disegni di Lille. Che il dise-
gnatore poi si possa identificare con Pellegrino da Ce-
sena non lo crediamo possibile (Cfr. recensione di A.
Venturi nella Ricista Storica italiana (IV, 3, 1877)
sull' opera del Molinier).
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