Archivio storico dell'arte — 4.1891

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Fuorché la cripta, nuli'altro m'avvenne di scoprire che rammentasse il secolo ix. Bensì con-
servasi ancora ad uso d'altare nel mezzo del presbiterio della basilica, sotto ad un baldacchino
di stucco sorretto da quattro colonne, della prima metà, per quanto mi sembra, del secolo xv, 1 e
innalzato su due gradini, 2 un sarcofago cristiano scolpito tra la fine del iv ed il principio del
v secolo, 3 dentro al quale, avendovi posteriormente praticato un foro, ebbi la fortuna di ritrovare

ABSIDE DELLA CHIESA DI SAN" PELINO A PENTIMA.

e di render visibile la teca funeraria di marmo greco, bellamente scolpita a fiorami nel secolo in
dopo Cristo, in cui si dice che sia stato riposto il corpo di san Clemente; e deve essere quella appunto

11 capitelli delle colonne sono molto rozzamente scol-
piti ed accennano ad un peggioramento dello stile che
caratterizza il secolo xii e la prima metà del secolo xiii,
di cui parleremo anche in seguito : così dicasi dei fregi
a fogliami scolpiti sugli architravi. Il baldacchino di
stucco che vi posa sopra ha le quattro faccie tagliate
molto originalmente, ma con poco gusto, in modo da
formare ciascuna una specie d' arco trilobato, sui tim-
pani e sopra del quale son modellate in bassorilievo
alcune storie e figure che, abbastanza buone per pro-
porzioni e movimenti, mostrano già spiccatamente il ca-
rattere gotico : io anzi propendo a crederle eseguite da
un ritardatario della prima metà del secolo xv, cioè con-
temporaneamente agli ultimi restauri della basilica, av-
venuti nel 1448. Sulla faccia anteriore è figurata Ma-
ria col Bambino fra due angeli inginocchiati, ed ai lati

i simboli dei quattro evangelisti, mentre sotto, sui tim-

pani, vedesi l'Annunciazione; sulla faccia a destra vi

è una targa sostenuta da due angeli o vittorie alate; in
quella a sinistra, chimere e draghi con teste umane;
posteriormente è svolta la storia della fondazione del
monastero in modo simile a quello usato nell'architrave
della porta maggiore, di cui parleremo. Le figure spic-
cavano su fondo celeste; il cielo internamente era di-
pinto e vi s' ammira ancora una bella testa del Salva-
tore di tipo arcaico, ma di stile della metà del secolo xv.

2 Sul più alto gradino girano in caratteri romani al-
quanto allungati, della metà quindi del secolo xv, i se-
guenti due versi leonini, certamente copiati da altri an-
teriori, che stavano forse nel gradino più antico del
principio del secolo xii, il quale nel secolo xv, all'epoca
cioè del nuovo restauro della chiesa, si sarà dovuto
rifare : kp Martiris ossa iacent iiac tumba sacra Cle-
mentis HlC PaULI decus est et PeTRI iura tenentis.

3 È un sarcofago a cui furono soltanto levate via
collo scalpello lo sagome ad ambedue i fianchi: ha sulla
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