Archivio storico dell'arte — 4.1891

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F[BRAVANTE FIERAVANTI

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Bentivoglio, 1 nò vi era andato Giovanni Paci da Ripatransone autore del portico di San Gia-
como. 2

Questi ultimi artisti del resto aveano del tutto abbandonato lo stile ogivale e seguivano senza
restrizione i tipi classici, Fieravante ò invece un artista di transizione, come frate Andrea e come
Antonio di Vincenzo, dai quali derivava l'arte sua. Lo stile tedesco era già quasi scomparso nelle
opere loro, sopraffatto dal gusto e dalle tendenze italiane. Il sopravvivere dell'arco acuto non
pregiudicava affatto all'espressione della italianità nelle proporzioni, nei particolari e negli ornati.
Anche nel campanile di Santa Maria del Fiore si vede l'ogiva, ma nessuno vorrà certo ritenerlo
di tipo germanico!

Antonio di Vincenzo era, fra quei tre architetti, forse il più attaccato alla tradizione: era,
per così dire, il più germanico nell'organismo dell'edificio come nelle decorazioni. Frate Andrea

FINESTRE DEL PALAZZO DEGLI ANZIANI.

Manfredi invece tendeva ansiosamente alle forme nuove, quando elevava i piloni della chiesa dei
Servi senza nervature, o rotondi od ottagonali, e quando costruiva il portico laterale alla chiesa
stessa, considerato come un miracolo di statica e d'eleganza. Con lui s'era iniziato l'accoppiamento
dell'arco acuto all'arco scemo, che nelle fabbriche civili di Bologna doveva poi essere imitato
quasi costantemente, e che Fieravante accettò senza discussione edificando il palazzo degli Anziani,
sia nel loggiato del cortile che nelle finestre del secondo piano.

Ma quale era la parte originale delle sue costruzioni? Perchè Iacopo dalla Quercia lo chiamava
di buono ingenio e soggiungeva che s'adattava al pelegrino o tentava cose nuove?

1 Oltre la testimonianza di fr. Gerolamo Burselli
(Annali bolognesi editi dal Muratori nei 1ìer. ital. script.
XXIII, 892) il quale nel 1460 dice chiaramente che
Sante Bentivoglio « Palatium regale incepit, Magistro

l'agno fiorentino architecto », si ha una prova indiretta
del fatto in una lettera di Aristotile di Fieravante a
Giov. di Cosimo de'Medici, che assicura che maestro

Pagno si trovava in Bologna sin dal febbraio del 1458.
V. Gualandi, Aristotele Fioravanti, ecc. p. 60 — Per
altre notizie su quell'artefice vedi Le vite di Giorgio Va-
sari, a cura di G. Milanesi, Firenze, 1878, IT, 445, nota 1.

2 Antichità picene, di Gius. Colucci, Fermo, 1792,
t. XVIII - Memorie istoriche della città di Ripatran-
sone, p. 172.
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