Archivio storico dell'arte — 5.1892

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I PAROLAIU DA REGGIO E UNA MEDAGLIA IH PASTORINO DA SIENA

tura praticata dalla parte opposta. E ciò ad ogni scoccare d'ora, come ripete il contratto. Inoltre
gli artisti s'impegnarono di loro volontà di aggiungere in piii l'indicazione del moto della terra,
del sole e i segni dello zodiaco, e questo fecero per dimostrar l'amor eh'hano e il debito che
si debbe lilla l'utr'm. Com'è noto, i Kainieri eran di Parma, ma avevano acquistata la cittadi-
nanza reggiana: quel tratto origiuale di generosità ne dimostra che eran contenti della loro
patria d'adozione.

Francesco Parolari prese parte al lavoro dell'orologio, come mi risulta da un mandato di
pagamento, 1 fatto però parecchi anni dopo.

Nello stesso anno l'artista ci vien ricordato per lavori di maggiore importanza.

Aveva preso le redini dello Stato, da poco tempo, Ercole II, succeduto ad Alfonso I, e
sulla fine del 1536 fece un viaggio nelle città del suo dominio. Cittadinanza e Comuni gli tri-
butarono da per tutto onori e feste, e Reggio si preparò anch'essa a ricevere degnamente il nuovo
principe.

11 Panciroli, nella sua Storili, ili Reggio, dà un breve cenno della venuta di Ercole II, ri-
portato dall'Azza! i nella sua cronaca manoscritta: ma niuno dei due ci ricorda i nomi degli
artisti che collaborarono alla riuscita della festa e che dipinsero gli archi di trionfo. Questa
lacuna è colmata da un preziosissimo quaderno che trovo tra i mandati, ricevute e liste ili spese
della Tesoreria pel 1536, dell'Archivio del Comune di Reggio. Il quaderno porta l'anno 1536,
è conquisto di 12 carte in ottimo stato di conservazione, numerate e scritte nel retto e nel
verso fino alla quarta, nel solo retto fino all'ottava, rilegato in cartoncino doppio, col titolo:
Compendio (Iella Magnifica Comunità di Reggio (V. docum. Y).

In questo compendio sono annotate, con rara diligenza, tutte le spese sopportate dalla Co-
munità in occasione della venuta di Ercole II, dalle maggiori per doni in oro e argento, fino
allo regalie ai famigli del Duca e i doni in commestibili.

Erano stati deputati dal Consiglio generale, per preparare il solenne ricevimento, mossor
Barnaba Capraro, sindaco e priore, m.* Luca Fontanelli, m.* Galeotto Bosio, m.r Alberto Pan-
ciroli, m.' Lodovico Francesco Bebio, m.r Annibale Malaguzzi, m.r Francesco Maria Brami e il
tesoriere Nicola Parisetti.

Furono eretti vari archi di trionfo, su cui eran dipinte le prodezze d'Ercole, lungo la strada
grande che avrebbe percorso il corteggio ducale, dalla porta di San Pietro alla cattedrale e
poscia alla cittadella, entro il cui recinto sorgeva il palazzo ducale. Un primo arco, di propor-
zioni colossali, intorno al quale lavorarono Lelio Orsi, -' Nicolò Patarazo8 e Bartolomeo Spani,4
detto il Clemente, fu erotto all'ingresso della città, a porta San Pietro. Un maestro Jeronimo,
depintore ile S. Prospero, dipinse quattordici stemmi ducali; un maestro .Matteo dal Stagno co-
sfrusse un alti''arco, non è poi detto dove. Il Duca fu incontrato, al suo arrivo, dalla nobiltà
a cavallo, con a capo trenta, giovani, scelti dall'aristocrazia, restiti di raso bianco e sopravveste
nera. Mentre il corteggio entrava in città, dal primo arco trionfale un' idra artificiosamente la-
vorata, opera dello Spani, gettò dalle sue sette bocche fuoco all' intorno, con gran diletto de'rU

1 Ardi. coni. cit. Tesoreria, mandati e liste, 1546,
20 giugno.

2 Si noti Hi'<■ <|iiesti« In prima volta che appare Le-
lio Orsi, del quale si credette finora che le pitture ese-
guite nella torre nel 1544 l'usseri) il primo Inveivi).

' Il nome di Nicolò Patarazo, pittore reggiano, è
nuovo. Nel Registro dei mandati 1545, c. 177 t (Archi-
vio di Seggio) trovo an mandato di L. 15 imperiali in
suo favore pei disegni del eanale di Secchia e luoghi
finitimi. L'anno dopo si costrusse una nuova facciata al
palazzo ch'era resilienza del Governatore, come rilevo
da detto Registro dei mandati per l'anno lò4fì:tra gli
Wtri ohe vi lavorarono trovo a carte 12 e 13 Nicolò

Patarazo pittore che è pagato di lire imperiali 'J:t e
soldi 8.

Sun figlio Filippo, pure pittore, acquista una casa
nella vicinia di S. Paolo in Reggio, con rogito di Guido
Menozzi, 8 gennaio 1563: è nominato in un altro rogito
dello stesso notaio 7 settembre 1573; poi in un altro
di (.'laudili Yedriaui del 1Ò74, L's settembre. Fece il suo
testamento a rogito ili (ìio. Stefano Melli, li li ottobre
1575. (Queste ultimo notizie sul figlio Filippo trovo in
(i. 1!. Venturi, Artisti reggiani non ricordati dal Tira-
boschi).

4 Cade quindi in un'inesattezza il Tiraboschi che
pone la morte ili Bartolomeo Spani parecchi anni prima.
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