Archivio storico dell'arte — 5.1892

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IGINIO BENVENUTO SUPINO

poi. dalla parte di drento, era ornato con un nobile soppalco d'assito tutto dipinto d'azzurro e
tramezzato con travicelli messi a oro e nel mezzo d'ogni quadretto era una rosa d'oro e tale
era il lavoro del palco per tutta la detta Chiesa e non solamente sopra alla nave del mezzo, ma
ancora nel palco che si vedeva drento alle sopraddette finestre et sopra alle due gran braccia
della Croce. E dalla parte di fuori era tutto di sotto coperto di piombo come di sopra è detto,
e nel mezzo dell' intersecamelo della Croce dell'edifìzio surgeva una cupola per tutto coperta
similmente di piombo, in testa della quale era la Tribuna dell'aitar maggiore in forma d'una
nicchia che drento dal mezzo in su era tutta incrostata d'un bellissimo musaico figuratovi drento
( Visto nostro Signore a sedere in mezzo a due figure ritte, l'una delle quali era la Beata Vergine
e l'altra San Giovanni Batista. E dal mezzo in giù era ornata di meravigliose tavole di pittura
fatte da' più rari e nominati artefici di quell'arte et eran poste continuatamente allato l'una
all'altra; la parte inferiore della qual nicchia veniva chiusa da un muro sottile alto circa sette
braccia con un uscio nel mezzo drento al quale era un gran tavolone o banco nel mezzo che
veniva a essere dinanzi alle dette tavole di pittura e questo luogo drento alla detta nicchia, e
così chiuso dal detto muro, serviva a' preti per sagrestia. Dinanzi all'uscio della quale e dove
finiva la detta tribuna e cominciavasi a entrare sotto la cupola era posto l'aitar maggiore, la
pietra del quale era nobilissima e per la materia e per l'antichità conciosiache l'era di lapislaz-
zari et dicevasi quella essere stata l'altare dell'antico re Priamo nella famosa Troia. Sopra al
detto altare era un Ciborio di marmo alto et rilevato, drento al quale si conservava il Santissimo
Sacramento. Dinanzi al detto altare era il choro che si sporgeva tanto innanzi che veniva dove
finiva la cupola e cominciava la nave della Chiesa. 1 riaveva il detto choro dalla parte d'innanzi
dna spalliere di marmo, nel mezzo delle quali era l'entrata alla quale si saliva per alquanti
scaglioni di marmo, e di drento era tutto di legname meravigliosamente intarsiato con varie
figure di prospettiva d'huomini, d'uccelli, d'animali e molti altri capricci, e simile era la Residenza
dell'Arcivescovo che era a man destra dell'altare et haveva la spalliera tonda nella quale con raro
disegno erano intarsiati e tre Magi che adoravano Cristo nostro Signore. Il pavimento d'innanzi
all'altare e nel mezzo del choro era nobilmente lavorato e intagliato a minutissime storie con
minuti pezzuoli di marmo bianco e di porfido, che, con bellissimo hordine messi insieme in moiri
luoghi, accerchiavano gran' pezzi tondi di rosso e lustrante porfido. Dalla mano destra del choro era
un Pergamo grande capace di molte persone così fatto per la Cappella de' Musici, il quale era tutto
di marmo lavorato e intagliato a minutissime storie di basso rilievo et haveva otto faccie in cia-
scuna delle quali si vedevano più di cinquanta teste di figure con varie attitudini e ciascuna
di dette facce aveva sotto di sè un arco di marmo i quali archi posavano sopra a capi di più
figure di marmo d'altezza di due braccia in circa che, sotto a detto pergamo, facevano un cerchio
sopra a un gran tondo di marmo bianco alto da terra quasi un mezzo braccio. Tra le quali figure
che sostenevano il detto pergamo era guardato con meraviglia un Ercole di marmo che mostrava
grande antichità et era dilettevole a toccarlo perchè era molto liscio: questo si diceva essere
stato in Cartagine nella propria casa del famoso Annibale. Eravi ancora una bella colonna di
liscio e lustrante porfido sopra alla quale stava un Angiolo di bronzo che nel sacro tempo pasquale
teneva in mano il cero benedetto. Le due braccia della croce havevano intesta ciascuna di loro
una nobil cappella con colonne di porfido ed altri marmi misti) e lustranti, le quali cappelle
erano ornate con bellissime statue di bianchissimo marmo d'altezza più che naturale. Di rincontro
al sopradetto pergamo della musica si vedeva in alto sotto la cupola un grand'organo e di buono
e dolce suono a sentirlo sotto al quale allato al choro era uno altare con una tavola di Nostra
Donna la quale stava sempre coperta con mantellini di drappo, ne mai per tempo alcuno si sco-
priva e era tenuta in grandissima venerazione per molti miracoli e grazie da lei fatte. Dirimpetto
all'organo era in alto il sepolcro d'Arrigo terzo Jmperadore che morì a Buonconvento l'anno 1313

1 II coro del Duomo di Pisa si credeva, è vero, che
fosse sotta la cupola, ma nuovi documenti han dimo-
strato essere stato sempre invece al termine della na-

vata maggiore e il transetto era tutto libero come è
adesso.
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