Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LA CANCELLERIA ED ALTRI PALAZZI DI ROMA ATTRIBUITI A BRAMANTE 181

che i primi lavori di demolizione e i disegni non debbano forse portarsi alquanto più indietro
della prima data, e che non proseguissero anche dopo l'ultima, come continuarono a farvi lavori
i cardinali Farnese ed Ottoboni. Le porte del palazzo e della chiesa vi furono, com'è noto, ag-
giunte posteriormente. Inferisce il Yalesio nelle Miscellanee, per aver sentito dire, che il cardi-
nale Ottoboni, volendo ingrandire alcune porte, avesse fatto levare gli stipiti e gli architravi
delle antiche, che, comprate da uno scalpellino, giacevano in una vigna presso il Colosseo; e in
un fregio d'architrave si leggeva: EPS. HOSTIEN. S. R. E...1 Queste porte dunque sarebbero
state poste dal Riario già divenuto vescovo d'Ostia, cioè non prima del 1511.

Ma ciò non toglie che nel 1495 il palazzo dovesse dirsi compiuto, tantoché andò ad abi-
tarvi l'anno seguente. Già aveva portato nel magnifico cortile le statue ed altre anticaglie che
adornavano il portico nel quale, per opera di Pomponio Leto e de' suoi discepoli, avvenne la
resurrezione dell'antico teatro :

......ausus soccos et syrmam

Morena theatralem referre primitus
Rheari porticu, Adriani molibus,
Et absoletas actitare fabulas.

Volle il cardinale che il giovine Michelangelo vedesse le sue anticaglie. « Dipoi domenicha
(questi scriveva a' 2 di luglio 1496) el chardinale (di San Giorgio) venne nella casa nuova e
fecemi domandare: andai dallui e mi domandò quello mi parca delle chose che avea viste. In-
torno a questo li dissi quello che mi parea; e certo mi pare ci sia molte belle chose».2 Per
ultimo, il Prospettivo Milanese, nelle sue antiquarie prospettiche, scritte intorno al 1500, ricorda
nel palazzo di San Giorgio la statua di Minerva:

K in casa San Giorgio una Minerva. 5

Ho voluto raccogliere le notizie relative alla costruzione del palazzo e stabilirne le date,
fino ad ora incerte, non tanto per contribuire alla storia di uno dei più insigni edifici di Roma,
quanto perchè da ciò dipende il risolvere una questione di grandissima importanza per la storia
dell'architettura.

Ohi è l'architetto del palazzo del cardinal di San Giorgio? Documenti che rispondano alla
dimanda non ce n' è, fino ad ora : 4 conviene dunque tenere altra via. Veramente, la questione
può parere oziosa ; poiché, per consenso universale delle Guide, degli scrittori di cose d'arte,
degli storici dell'architettura anche più recenti, 5 e degli storici civili, esso è oggi riconosciuto
non solo come opera di Bramante, ma come una delle sue principali e più caratteristiche, tanto
che ha servito e serve come punto di partenza e come esemplare per riconoscere altre opere
sue. Ed egli ugualmente è ritenuto autore dell'altro palazzo simile a questo, eretto dal cardinal
Adriano da Corneto sulla piazza di San Giacomo Scossacavalli, e di qualche altra fabbrica minore
che evidentemente ha gli stessi caratteri.

Ma bisogna fare i conti colla cronologia. Secondo il Vasari, che passa per autore della
notizia che Bramante fosse l'architetto della Cancelleria, egli sarebbe venuto a Roma innanzi
lo Anno senito del MI), cioè nel 1499, dopo la caduta di Lodovico il Moro. Veramente in questa
affermazione il Vasari non è troppo sicuro del fatto suo: infatti, nella Vita di Giuliano da San-

1 Cod. Vat., 9181, p. 16.

2 Vasari, p. VII, 343.

3 Antiquarie prospettiche romane, pubblicate da
(ì. dovi. Roma, 1876. Estratto dagli Atti dell'Acc. dei
Lincei.

4 Debbo render grazie al signor Alfonso Miola, della

Nazionale di Napoli, per mezzo del quale ho potuto ac-
certarmi che nejrarchivio della famiglia Riario in Na-
poli non esiste alcun documento relativo alla costruzione
del palazzo, nè di quella età.

5 V. I. BcitcKAitDT e W. Lcbke, Geschichte der Neueren
Ha iti liitst. Stuttgart, 1891.
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