Archivio storico dell'arte — 5.1892

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La guerra che l'inquisitore Pietro mosse agli eretici fu così violenta, e tanto lontana dal
precetto evangelico che vuole, non la morte, ma la conversione del peccatore, da spingere agli
eccessi di bandire, spogliare ed abbruciare gli eretici; la quale ultima misura fu a quel tempo
considerata tanto meritoria, da venire registrata nell'epigrafe apposta al monumento del podestà
di Milano, Oldrado da Tresseno, con queste parole: Catharos, ut debuit uxit. 1

Nessuna meraviglia quindi se gli eretici, così accanitamente perseguitati, ebbero ricorso
alla vendetta: ai 6 di aprile del 1252 — giorno di sabato in albi* — Pietro, mentre assieme ad
un compagno, frate Domenico, faceva ritorno da Como a Milano, veniva nelle vicinanze del bosco
di Farga assalito proditoriamente da due sicari, Pietro Balsamo e Albertino Porro, prezzolati
da Stefano Gonfalonieri grande fautore degli eretici. Pietro rimase morto sul colpo; Domenico,
trasportato al vicino paese di Meda gravemente ferito, spirava sei giorni dopo.

11 corpo di Pietro venne tosto trasportato a Milano e deposto nella basilica di San Simpli-
ciano — situata fuori le mura di Milano, sulla strada che conduceva a Como — per dar tempo di
preparare la cerimonia funebre colla quale, il giorno appresso, con grande concorso di popolo,
venne la salma trasportata, attraversando tutta la città, alla basilica di Sant'Eustorgio eh' era
stata il campo delle predicazioni di Pietro ; e tale fu la venerazione del popolo per la sepoltura
dell' inquisitore, e così rapida fu la fama delle grazie ricevute, che, non ancora trascorso un anno
dalla morte, nel giorno della Annunciazione del 1253, Innocenzo IV, in Perugia, ascriveva Pietro
nel novero dei Santi, fissandone ai 29 di aprile la festa; al dire del cronista Gotofredo da Busserò,
il culto per San Pietro Martire si diffuse così rapidamente, che nella sola diocesi di Milano s'in-
nalzarono chiese ed altari in suo onore a Posate, Desio, Galbiate, Bernareggio, Agliate, Cuggiono,
Laveno, Monza : e sette altari gli venivano dedicati nelle chiese di Milano.

Rimasto per breve tempo sepolto in terra, nel cimitero dei martiri adiacente alla basilica,
vicino alla cappella di Sant'Eugenio che era attigua al campanile, il corpo di San Pietro Mar-
tire veniva, in seguito alla canonizzazione, levato di terra alla presenza dell'arcivescovo Leone
da Perego, e — dopo esser stato esposto alla divozione dei fedeli per un giorno intero, sopra il
pulpito della piazza di Sant'Eustorgio, dal quale il Santo aveva tante volte predicato contro gli
eretici — veniva riposto in una semplice arca di marmo donata dall'abate di San Simpliciano, il
quale ricordava come lo stesso San Pietro vivente, nel vedere quell'arca, avesse detto che era
degna di accogliere il corpo di un santo martire. '

Quest'arca venne disposta nell'interno della basilica nel posto indicato dalla lettera A nel di-
segno planimetrico, dirimpetto all' ingresso che, a quel tempo, esisteva verso la via di Santa Croce
(lettera B della planimetria);3 più tardi, verso il 1312, secondo il cronista Galvano Fiamma,
l'arca venne circondata con una cancellata, « circa archam li. Petri [min est cortina rum leun-

' Il monumento, consistente in una statuii equestre
ad altorilievo, si vede tuttora nel lato di sud-ovest del
palazzo della Ragione.

- Questa basilica, fondata nel iv secolo dal vescovo
di Milano Sant'Eustorgio, in vicinanza al primo fonte
battesimale, detto di San Barnaba, venne, come le altre
basiliche extramurali di Milano, ampliata e ripetuta-
mente trasformata dal secolo vili al x, e l'arcivescovo
Ariberto d'Intimiano, nel suo testamento (1034), la men-
ziona fra le chiose più cospicue di Milano, chiamate a
raccogliere la sua eredità. L'orientazione della basilica
colla fronte a ponente, la forma a tre ampie navate
terminate da tre absidi e senza navata trasversale, la
varietà di struttura dei piloni della nave maggiore, le
tracce numerose di dipinti, la disposizione di matronei
in parte delle navate minori, sono altrettanti indizi della
vetustà ed importanza di questa basilica e delle vicende

attraversate prima del secolo xir. Maggiore importanza
assunse la basilica quando, nel primo quarto del se-
colo xin, venne destinata all' ordine dei padri predi-
catori.

3 Nella quinta campata della nave sinistra, adiacente
al chiostro, occupata dall'area di San Pietro Martire,
esisteva l'altare di San Domenico, che in quella circo-
stanza venne rimosso: tale collocazione dell'arca si
spiega col fatto che, nella corrispondente campata della
nave minore di destra, si apriva la porta verso la via
Santa Croce, prospettante l'edificio dell'antichissima Fonte
di San Barnaba: la via Santa Croce conduceva diretta-
mente alla città, per cui l'arca del Santo si presentava
immediatamente a tutti i fedeli che per quella strada
accedevano alla basilica: nella crociera attigua, e cioè
nella quarta campata, venne eretto l'altare in onore del
Santo, come si vede nel disegno planimetrico.
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