Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

in primo luogo In grande pala di Raffaello Sanzio,
segnata del nome dell'autore e nota nella storia
per la tavola della Crocefissione. Questa, tolta dal
suo posto originario in una chiesa di Città di Ca-
stello per far parte della raccolta del cardinale
Fesch, era successivamente passata nel palazzo
Dudley. Ebbe la fortuna di farla sua alla recente
asta un industriale altrettanto ricco quanto colto
od appassionato, il signor Lodovico Mond, di Lon-
dra, per la somma relativamente non elevata di
10,000 ghinee. Somma modica anzi, quando si con-
sideri che la Galleria Nazionale di Londra pochi
anni or sono volle assicurarsi il possesso di altra
celebrata tavola di Raffaello, quella detta della Ma-
donna degli Ansidei di Perugia, alla vendita del
duca di Marlborough, al prezzo di 70,000 lire ster-
line.

È bensì vero che in quest'ultima opera Raffaello
mostra più spiccata la natura sua propria, mentre
in quella della Croceflssione, eseguita da lui nel-
l'età di 17 anni, non era per anco sciolto dalle pa-
stoie della disciplina peruginesca. Pure è sempre
un'opera mirabile per purezza e delicatezza di
sentimento e porge un interesse speciale appunto
come prova di quel che già sapeva creare in così
fresca età il divino Urbinate.1

Un tabernacolino, che spira tutta l'anima ama-
bile di Fra Giovanni Angelico nella sua composi-
zione rappresentante la Madonna col Bambino cir-
condata da angeli, fu venduto 800 ghinee; una
Sacra Famiglia, del Basaiti 830; una Madonna
col Bambino sopra fondo di paesaggio, tenuta per
opera di Gio. Bellino, 1100; una Natività, giudicata
del Botticelli, 1150; una ragguardevole tavola di
Carlo Crivelli, 700 (acquirente il r. Museo di Ber-
lino; una di Lorenzo di Credi, 2400. Per quanto
elevato il prezzo pagato per quest' ultima (ove si
consideri che la purezza e la finitezza per cui si
distingue l'autore non saprebbe compensare la
mancanza di spirito che si manifesta in tutte le
sue opere), pure vuoisi convenire che in genere le
opere di soggetti religiosi appartenenti al fiore
dell'arte italiana hanno piuttosto perduto del loro
valore alle aste pubbliche.

Vuoisi tuttavia rammentare un altro acquisto
fatto dal signor Mond, ed è quello di un' opera del-
l'età più provetta di Tiziano Vecellio (una Madie
col suo bambino) da lui pagata 2400 ghinee. Una

1 Uno schizzo a penna (figure del Redentore e della
Vergine), preparazione per l'opera dipinta, com'è noto,
ai trova nella raccolta Albertina in Vienna,

tela di bel colorito e di notevoli dimensioni invece,
quale è quella di un Sacrificio greco, del Garofolo,
l'ottenne per sole 380 ghinee; una Venere di Bernar-
dino Luini, per 225; delle teste d'angeli, fram-
menti di affreschi (forse dall'abside demolita di
San Giovanni Evangelista a Parma?) gli costarono
155 ghinee e 55; due altre della stessa provenienza,
85 ghinee.

In grande favore invece sono saliti certi pittori
del secolo scorso, specie gli Zuccarelli, i Tiepoli,
i Canaletti. Due vedute di Venezia, giudicate di An-
tonio Canal, infatti, furono vivamente disputate, fino
a salire l'ima a 1500 ghinee, l'altra a 2100.

*

Altra asta cospicua fu quella che si compiè a
Londra fra il 2 e il 15 luglio. Si trattava della
ricca collezione Magniac, che conteneva una grande
varietà di oggetti d'arte preziosissimi sommanti in
complesso a ben 1554 numeri. Indicheremo qui i
più salienti. Nella categoria Quadri, è strano da os-
servarsi che raggiunsero prezzi più elevati certi
ritratti di Francesco Clouet e della sua scuola che
non quelli di Holbein, forse principalmente in gra-
zia dell'importanza dei soggetti. Così un ritratto
di Margherita di Valois diciottenne, cioè fatto due
anni prima del suo matrimonio con Enrico di Béarn,
datato 1570, della scuola del Clouet, andò a lire
sterline 493.

Di viemaggior interesse devono essere state due
effigie equestri, 1' una rappresentante Francesco I,
attribuito a Fr. Clouet (Lst. 913), l'altra Enrico II
(Lst. 882). Altro ritratto equestre di Carlo IX di-
pinto su pergamena fu venduto a Lst. 294, e cosi
via. Se il primo di detti ritratti abbia qualche cor-
rispondenza con quello finissimamente eseguito che
vedesi in galleria degli Uffizi è cosa che vorrebbe
essere eventualmente verificata.

Degli altri autori di scuola francese va ram-
mentato in primo luogo il tanto ricercato Boucher,
il quale con una sua Musa Erato (proveniente dalla
collezione di M""' de Pompadour) salì a Lst. 861 (la
bellezza di fr. 21,525!)

Fu superato però da un dipinto di Nicola Bel :
Due figliuoli di Luigi XV, l'uno in veste colore
arancio, con un canestro di frutta in mano, l'altro
in abito di trine (Lst. 1060).

Un distinto ritrattista spagnuolo, Sanchez Coello,
in una sua Donna Maria infante, in veste bianca
ricamata, raggiunse 572 lire sterline.

1 n fatto di quadri italiani non ne troviamo re-
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