Archivio storico dell'arte — 5.1892

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ADOLFO VENTURI

bassorilievi presentano la stessa disposizione, lo stesso gesto del Bambino, un uguale atteggia-
mento della Vergine, la copia di molti particolari, quello, ad esempio, del Bambino con la lingua
tra le labbra.

Tutte queste opere ci lasciano determinare come di Francesco di Simone il ciborio (1483?)
della cbiesa di Santa Maria di Monteluce (tav. VI), ascritta alla scuola del Verroccbio. Nella
base dell'altare vedonsi i due putti che sostengono l'immagine del Redentore, curvi, come schiac-
ciati dal peso della cornice che sta loro sopra, e aventi lo stesso carattere dei gemetti che sul
plinto del monumento Tartagni tengono la corona d'alloro che chiude lo stemma del defunto.
Gli angioli, che stanno intorno al ciborio, hanno panni pesanti e grossi, che tuttavia si stringono
intorno alle loro ginocchia rotonde; ed hanno, come le tre Virtù del monumento Tartagni, la

stessa origine verrocchiesca. Nella trabeazione vi sono mezze palmette ricorrentisi e un rosoncino
a cinque foglie, motivo uguale a quello che si vede nel monumento di Barbara Manfredi ; e del
resto, nel ciborio di Monteluce, come sempre, le fave si spiegano a ino' di palma tra le cornu-
copia del fregio, adornano i candelabri ne' pilastri, rivestono completamente i capitelli. Simili
teste di angioli a sei ali si vedono nel ciborio, come a Piandimeleto, e come in un lavabo at-
tiguo alla sagrestia nella badia fiesolana (tav. VII), che pure è opera di Francesco di Simone,
non di Desiderio da Settignano, a cui è stato attribuito.1 E supponibile che il nostro artista
abbia eseguito molte delle decorazioni della Badia, e si riconosce facilmente coi suoi festoni e
nastri con solchi diritti, con le sue palme favate; e ci appare coi capitelli suoi propri nel lavabo
del refettorio (tav. Vili) ;2 e poscia profondendo capricciosamente fino a sazietà fave e fave negli
stipiti delle porte e delle finestre dell'antica libreria (tav. IX, X, XI, XII, XIII) ; e finanche trattando
a mo' di fave le penne delle ali nella porta3 che conduce alla sagrestia (tav. XIV). La decorazione
della badia fiesolana fu l'opera della giovinezza di Francesco di Simone di Nanni da Fiesole,
dal 14G3 al 14(5(i, ossia sino all'anno recato dalla cartella nel coro con lo stemma mediceo (tav. XV),
e poco dopo il tempo in cui eseguì con la stessa finezza d'intaglio e con le stesse particolari pre-

1 II Fabriczy nella sua opera recente ha però giù- :i 11 Fabriczy, op. cit., riporta i documenti relativi

staniente supposto che l'opera appartenga a Francesco a questa e ad altra porta, e alla cornice dell'altare nel

di Simone. Capitolo.

* Il fregio del lavabo è stato completamente rifatto.

Tav. Vili. - Fiesole. Badia. LAVABO DEL REFETTORIO.

Tav. XV. - Fissoli. Badia. CARTELLA DEL CORO.
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