Archivio storico dell'arte — 5.1892

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E. RiDOLFl

maggiore della città; ma di ciò non vorremo disputare, e sia pure che, fra quelle di cui il ve-
scovo poteva disporre, la chiesa di San Michele in Poro fosse la più doviziosa. Quello però che
non possiamo concedere in guisa alcuna al Corderò, è che una chiesa di meno nobile costru-
zione della presente non potesse essere stata innalzata in mezzo del Foro, ossia della piazza
maggiore della città. Ohimè! quelli dei Longobardi non erano più i tempi nei quali il popolo
conveniva nel Foro a trattare dei pubblici e privati negozi, e in mezzo al quale sorgeva la splen-
dida basilica, dove i giudici sedevano a render ragione de' piati e amministrar la giustizia; quei
tempi erano di lunga mano caduti ! Gli Italiani sopravvissuti alle stragi, spogliati d'ogni loro
diritto, giacevano sotto fiera oppressione, e sulle rovine dell' antica grandezza, sui fondamenti
delle marmoree fabbriche, che ormai soli avanzavano, sorgevano meschine abitazioni e tuguri,
formati di assi e di paglia.

Sotto l'umile portico di una chiesa adunavansi ora i mercanti e gli artieri (che sembrano
essere pressoché i soli rimasti di origine romana) per trattare de' loro privati affari, felici ancora
quando, ammansita la prima ferocia degli invasori e voltisi questi al cattolicismo, fu dato ai
natii entrare a securtà nelle chiese, e sotto l'atrio protettore di quelle trattenersi a discorrere
dei loro negozi.

E in Lucca già dicemmo come appena la tradizione avesse conservata memoria del luogo
dove un tempo sorgeva il romano Poro, e come non la piazza maggiore della città, ma casipole
ed orti e siepi ed un fosso ingombrassero adesso quel luogo; quindi nessuna ragione perchè qui
dovesse edificarsi una splendida chiesa. ' Nò lascieremo di notare che non nei centri delle città,
ma bensì in luogo appartato e spesso fuor delle mura castellane, si eressero di questi tempi le
chiese maggiori e più nobili, come le cinese Pievi. -

Meno poi concederemo al Corderò che nessuna tradizione o indizio rimanga, da far nemmeno
sospettare che il tempio di San Michele sia stato dalla sua prima fondazione in alcun tempo
rifabbricato, o ridotto ad altra forma; giacché se non rimase, o non fu scoperto sin qui un docu-
mento scritto del fatto, la tradizione di questo venne raccolta da tanti scrittori lucchesi, che biso-
gnerebbe anzi con ottimi argomenti dimostrarla falsa per aver ragione di non tenerne niun conto.

Ecco Giuseppe Civitali che scrive, essersi nell'anno 1027 fondata la chiesa di San Michele
dal vescovo Giovanni e dall'imperator Corrado." E il lucci: «l'anno 1027 fu da Giovanni,
vescovo di Lucca, edificata la chiesa di San Michele nella piazza ». 4 E il Sesti: « nel presente
anno, 1027, il vescovo Giovanni II diede principio a riedificare la chiesa di San Michele in
piazza, già edificata néll'811 ». 6 E il Samminiati : « L'anno 1027 fu dato principio alla fabbrica
della chiesa di San Michele ». 0 E altro memorie potremmo addurre che accennano al fatto
medesimo.

Vari poi dei citati scrittori, ed altri ancora, parlano di un restauro della basilica avvenuto
il 1143, e il Civitali e il Dalli 7 citano a prova di ciò una iscrizione esistente nella chiesa, che
il Civitali dichiarava essere il millesimo M.C.X.L.III che vedevasi scolpito nel pilastro a mano
destra del coro.

Non solo dunque, secondo la tradizione e le memorie raccolte dai cronisti e dagli storici
lucchesi dei passati secoli, la chiesa di San Michele sarebbe sta riedificata dopo il mille, ma

1 Nel secolo xn tuttavia sussistevano intorno alla
chiesa di San Michele e faccvasi vendita di terre, cui
erano uniti casalini, segno che erano terre coltivate a
orto, (l'erg, di Santa Maria Corteorlandini iteli'Arch. di
Stato in Lucca, 1111, 30 novembre e 1112, 24 marzo).
In altro istrumento poi dell'anno 1134, si parla della
siepe drlin caga dei foraboschi.

2 In Milano, ad esempio, erano di questo tempo fuor
delle mura lo chiese di San Vittore, Sant'Ambrogio,
Sun Simpliciano, San Celso, Sant'Eustorgio, San Lo-
renzo, ed erano appunto le più importanti; ma infiniti

son gli esempi che si potrebbero recare.

3 Civitali, Storie ili Lucca, p. 150. Ms. in Ardi, di
Stato in Lucca.

4 Tccci, Historie ili Lucca, p. 157. Ms. 108 nella
Biblioteca pubblica di Lucca.

s Sesti, Annuii di Lucca, t. I, p. MI. Arch. di Stato
in Lucca.

6 Samminiati, Cronache, t. I, p. !I7 in Arch. di St.it.>
in Lucca.

7 Dalli, Storia di Lucca, t. I, p. lui. Ms. in Arch.
di Stato in Lucca.
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