Archivio storico dell'arte — 6.1893

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L'INCORONAZIONE DELLA VERGINE

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ripulire determinate parti dell'affresco dalle efflorescenze nitrose, e quindi lasciar trascorrere
un tempo abbastanza lungo, per modo da poter riscontrare se, ed in quale misura, il danno
si rinnovava. Così la Commissione deliberò di pulire alcune parti delle figure più dan-
neggiate dal nitro, tenendo esatta nota di queste parti sopra un disegno del dipinto e di
lasciar trascorrere un periodo di tempo maggiore di un anno, prima di adottare qualsiasi
provvedimento. Nell'intervallo mi occupai di ricercare quali potessero essere le cause
delle efflorescenze nitrose: l'esame doveva naturalmente portarsi innanzi tutto sulla copertura
dell'abside; ho potuto in quella circostanza constatare facilmente come la copertura attuale
dell'abside non sia la originaria, poiché, penetrando nel vano sotto il tetto a tegole ordi-
narie che ripara l'abside, trovai le traccie del tetto primitivo, il quale si appoggiava di-
rettamente sull'estradosso della volta sferica ; queste traccie consistevano nell'impronta netta-
mente lasciata dai tegoloni piani nel letto di malta che aveva servito a fissarli; così pure

rilevai l'espediente col quale la forma piana e regolare dei tegoloni era stata adattata
alla superfìcie conica del tetto che doveva coprire l'abside, poiché questa superfìcie co-
nica si presenta suddivisa in tre spicchi mediante due muri, in direzione radiale, sopraelevati
sulla copertura per modo da rendere indipendenti fra foro le tre porzioni di questa copertura,
e quindi più facile f'adattare a queste porzioni la forma dei tegoloni piani. Ma in epoca molto
posteriore — e che per alcuni dati particolari, cui accennerò più avanti, mi pare debba essere
stata verso il principio di questo secolo — questa copertura originaria, forse per fe difficoltà
che presentava alle riparazioni ordinarie, venne sostituita o piuttosto completata con un'altra
copertura, sopraelevando il muro perimetrale dell'abside al disopra della cornice, ed appoggiando
a questo sopralzo un tetto a tegole ordinarie diviso in tre falde, per modo da non avere
alcun bisogno di seguire la forma conica primitiva.1 Sarebbe stato troppo difficile e troppo
incerto il constatare se tale modificazione della copertura era stata adottata allo scopo di ri-
parare meglio la pittura, oppure col semplice intento di avere una copertura di manuten-

1 La linea punteggiata «fe nella figura rappresentante la sezione dell'abside, indica la copertura originaria: la
linea ed la copertura aggiunta posteriormente.
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