Archivio storico dell'arte — 6.1893

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fronte, e la testa dell'uomo barbuto che nella Discordia sta seduto davanti a sinistra (una
delle poche teste che, in certo modo, ancora risaltino) è (masi quella di Giuseppe d'Arimatea nel
rilievo di Venezia. Un'altra particolarità caratteristica del Verrocchio è questa, che le sue
figure fanno dei passi molto grandi, tenendo le gambe molto divaricate, e ondeggiano, per
così dire, sulla gamba che sta ferma trascinandosi diei.ro quella che deve fare il passo,
come si può vedere nel rilievo rappresentante la morte di Francesca Tornabuoni, in quello
della Decollazione di San Giovanni, nel David, nel San Tommaso, nel modello del monu-
mento Forteguerri e in altri suoi lavori. Nella Discordia poi, ricca com'è di figure giovanili
ignude, si mostrano più che in qualunque altra sua scultura altre particolarità, quali la
complessione forte e tarchiata dei corpi, le spalle larghe, i fianchi stretti e la forte musco-
latura, nonché quell'alto sentimento della bellezza, che è proprio del Verrocchio.

Non negherò che quasi tutte queste particolarità si ritrovino anche nei lavori giovanili
di Leonardo; basti confrontare i suoi studi per l'Adorazione dei pastori e per l'Adorazione
dei magi. Leonardo però, già a vent'anni, mostra anche maggior finezza nel modo di ren-
dere le proporzioni e il movimento, nonché maggior varietà d'atteggiamenti, mentre invece
nella Discordia, e precisamente sul davanti, le linee delle gambe, con effetto non troppo
bello, ora corrono parallele, ora s'incrociano addirittura. Qui vediamo, in certo modo, il
germe dello sviluppo di Leonardo in ogni direzione, ed anche questo accenna piuttosto al
suo maestro e amico patèrno. Se poi Leonardo, il quale lavorava ancora col suo maestro
quando fu eseguito questo rilievo, (die è quasi contemporaneo alla Deposizione, vi abbia
avuto qualche parte, è cosa sulla (piale ci asteniamo dal l'esprimere un giudizio.

Col confronto di queste due grandi composizioni si può ascrivere con sicurezza allo
stesso maestro, vale a dire al Verrocchio, un rilievo più piccolo, cioè la tavola in bronzo
rappresentante il Giudizio di l'aride, che si trova nella collezione Dreyfus a 1 arigi. Jja
cortesia del proprietario ci permette di dare la riproduzione anche di questo graziosissimo
bassorilievo: Paride, dal suo seggio somigliante a un trono, porge il pomo a Tenere che
si avanza completamente ignuda verso di lui, mentre le altre dee, coperte di leggiere vesti
ondeggianti si allontanano sdegnate dandosi la mano. L'analogia del motivo con quello
del giudice della Discordia, la somiglianza fra il corpo di Venere e quello della donna
ignuda che nel detto rilievo sta innanzi al giudice sul davanti della loggia, e così pure l'ana-
logia fra le vesti delle due dee e quelle delle ligure di donna nei due rilievi maggiori sono così
evidenti che rendono superfluo l'addurre altre prove. L'affinità con gli altri due rilievi fa
quindi ritenere che anche questo debba porsi fra i primi lavori del Verrocchio, ossia nel-
l'anno 1475 circa.

La gloria di Andrea del Verrocchio è così incontrastata, la sua grande importanza per

10 sviluppo del fiore dell'arte italiana è così generalmente riconosciuta, (die i rilievi che qui ho
cercato di restituirgli nulla possono aggiungervi. Essi servono però a precisare e ad am-
pliare (pianto già sappiamo intorno a lui, giacché ce lo mostrano sotto un aspetto, sotto

11 quale finora non c'era noto, o almeno non lo era tanto nelle opere che si riconoscevano
come sue. Qui egli ci si presenta come creatore di ricche ed animate composizioni, come
riproduttore grandioso e meraviglioso di scene piene di movimento e di passione, ed anche
per questo rispetto ci appare immediato precursore e vero maestro del gran Leonardo.

V\ JLHELM BODE.
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