Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IL LIBRO DI SCHIZZI D'UN PITTORE OLANDESE NEL MUSEO DI STUTTGART 115

silica di Costantino col tamburo della cupola di Michelangelo che s'innalza dietro essa; il
grande cortile del Belvedere di Bramante raffigurato in istato di costruzione, e una veduta
del Campidoglio, rilevata dalla scala che conduce da esso alla chiesa di Santa Maria in
Aracoeli.

e) Tiene, seguendo l'ordine cronologico della sua origine (settimo decennio del sec. XVI)
il Libro di schizzi di Stuttgarda, di cui tratteremo esplicitamente più avanti; e dopo di lui

f) il cosidetto Codice Beroiinense nel Gabinetto delle stampe a Berlino, un volume
miscellaneo di disegni riproducenti esclusivamente opere scultorie antiche, ed eseguiti da
vari artisti italiani del Cinquecento, nominatamente, per la maggior parte, dal genovese
Girolamo Ferrari, che stette a Roma al tempo di papa Gregorio XIII (1572-83), e sul fol. 1)1, v.
aggiunse —l'unico fra tutt i i disegnatori del nostro volume — la sua firma. Il prof. Th. Schreiber
prepara un lavoro speciale su esso; le poche notizie pubblicate finora sopra di esso si tro-
vano negli: Ristar, und philolog. Aufsàtze, E. Curtius gewidmet, Berlino, 1884, p. 101, e
nel Bullettino deWimper. Istituto germ.archeol., sez. romana, t. TI (1891), p. 21, nota 59.

g) Allo stesso tempo, cioè fra gli anni 1579 e 1584, ebbe anche origine il taccuino
conservato oggi al Trinity College di Cambridge (segn. R. 17, 3 a), un volume di 90 fogli
con disegni in matita rossa (in parte sopra disegni a penna), contenente copie di
sculture romane (tutte di statue, eccettuatone quattro rilievi) e vedute di rovine (sol-
tanto su 5 fogli), come anche copie da Raffaello (2 fogli) e Michelangelo (2 disegni
del Bacco ubriaco e 16 fogli tolti dagli affreschi della Sistina). Giudicando dalla numera-
zione originale dei fogli, che esiste ancora, il nostro taccuino non sarebbe che l'avanzo di un
libro di schizzi molto più voluminoso, raccolto da un artista fiammingo, come si ricava
dalla leggenda di uno dei fogli. Per più particolari dr. A. Michaelis nell1Annuario dell'in/per.
Istit. germ. archeol, t. TU (1892), p. 92-100.

h) La serie delle raccolte di questo genere, che ci sieno conosciute, si chiude con
V Albo di vedute romane nel Gabinetto dei disegni degli Uffizi, acquistato nel 1881 dal
suo benemerito custode cav. Nerino Ferri, e da lui attribuito al pittore olandese Cornelis
van Poelemburg (1586-1667). Contiene esso 44 fogli di disegni in matita rossa, di straordi-
naria finezza nelP esecuzione e di altrettanta leggerezza nel tocco, presi in Poma e nella
campagna, raffiguranti per lo più paesaggi con architetture, alcuni però anche architetture
sole, come sarebbero due vedute del Colosseo, una di Castel Sant'Angelo, parecchie di
San Pietro. Lo scopo che il nostro pittore si prefigge coi suoi rilievi e schiettamente pit-
torico; essi non hanno assolutamente nessuna importanza per gli studi archeologici.

IL

I disegni del libro di schizzi a Stuttgarda.

Nel cosidetto « Grande volume miscellaneo » (grosser Sammelband) del R. Gabinetto
delle stampe di Stuttgarda, il quale oltre parecchi magnifici fogli di 1 Luis Baldung Gran è
riempito per lo più da disegni di pittori tedeschi ed olandesi del Cinque e Seicento, tra i
quali sono molti pregevoli studi di paesaggio di Orlando Savery (1576-163!)), ma anche
numerosi prodotti di dubbia qualità e di poco valore artistico (il volume consta in tutto
di 46:3 fogli, dai secoli xv al xvn), si trova incastrata nelle carte di formato foglio grande,
di maniera che restano visibili anche i rovesci dei fogli, qualche volta, pure coperti di
schizzi, ima serie di disegni, i quali per la maggior parte, comesi deduce dal loro formato
presso a poco di eguali misure, originalmente appartennero a un taccuino di artista. Tre
soltanto fra essi (i numeri 333, 392 e 393 del catalogo che ne diamo più avanti) sono di
misure molto più grandi, nientedimeno non lasciano sorgere nessun dubbio sull'esser anche
essi eseguiti dalla stessa mano. Sono principalmente rilievi di paesaggi italiani ed anche
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