Archivio storico dell'arte — 6.1893

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IL LIBRO DI SCHIZZI D'UN PITTORE OLANDESE NEL MUSEO DI STUTTGART 119

alta della nave principale, sopra la quale sorge, a mezzo nascosto dietro quest' ultima, il
tamburo e la cupola con lanterna di un edilizio nello stile del Rinascimento. Al canto destro
della chiesa si vede, staccata da essa, una specie di cappella esagona, ossia un battistero,
ed a destra di questo di nuovo una chiesetta con una torricina sporgente dal suo tetto.
Finora non siamo riusciti a identificare questo gruppo di edilìzi con alcuno che esista ora,
od abbia esistito una volta a Milano.

Sul rovescio di questo foglio (senza numero distinto) si vede raffigurata la chiesa di
S. Babila, situata sull'angolo del Corso Venezia e via Monforte in Milano. È questa una
delle antichissime chiese della città, fondata come si crede sulle rovine dell'antico tempio
del Sole, risarcita nel 1387 da Giangaleazzo Visconti, alterata poi con superfetazioni ba-
rocche sulla fine del secolo xvi e ripristinata nel suo stato originale (meno la facciata) col
restauro eseguito dopo il 1880 dall'architetto Cesa-Bianchi. La nostra veduta è presa dalla
via Monforte, ci mostra, dunque, il lato meridionale dell' edilìzio appunto nel medesimo
stato eh' esso ha ripreso dopo l'ultimo suo restauro. Si scorgono però alcune differenze fra
questo ed il nostro disegno. Per primo il tiburio (cupola a tamburo) a pianta ottagonale
irregolare che originalmente (come lo fa vedere il nostro disegno) sorgeva sulla seconda
delle tre campate della nave di mezzo, ora sta sulla terza campata, essendo le navate state
allungate sulla line del Cinquecento coli1 aggiunta di una campata in corrispondenza alla
fronte della chiesa, Per secondo mancava al tiburio originalmente la serie di archetti, che,
appoggiati su pilastrelli, formano quasi un loggiato cieco tutt'attorno al tamburo fra la sua
cornice ad archetti e le finestre tripartite; questo loggiato sarebbe, dunque, un' aggiunta
del recentissimo restauro. Per ultimo invece del campanile attuale, eretto a sinistra della
chiesa, nella sua parte posteriore proprio accanto all'abside in cui finisce la sua nave la-
terale settentrionale, all'epoca della sua trasformazione barocca, e cioè pochi anni dopo
l'esecuzione del nostro disegno, in quest'ultimo vediamo raffigurato il campanile originario,
situato sull'angolo destro della facciata verso la via Monforte, demolito al tempo della tra-
sformazione teste rammentata quando si aggiunse una campata di più sulla fronte della
chiesa. Aveva il vecchio campanile le solite forme dello stile lombardo-romanzo, come si
osserva in parecchi campanili delle chiese di quest'epoca esistenti ancora a Milano. Se anche
la cornice ad archetti ricorrente ora lungo le navate laterali sia una aggiunta del restauro
del 1880, non potremmo sostenerlo di certo; sul nostro schizzo essa non si trova raffigurata,
ma potrebbe pure essere stata dimenticata dal disegnatore. 1

I due disegni, n. 217 recto e verso, benché in molti segni caratteristici offrano grande
analogia cogli altri del taccuino di cui trattiamo, ne differiscono in alcuni altri, sicché non
oseremmo attribuirli senza nessuna riserva all'autore del medesimo.

fol. 84, n. 220, a. 20.5, 1. 28.8. Disegno a penna, portante nell'angolo destro di sopra
la leggenda « Lions ». È una veduta della città di Lione presa da un punto in alto sopra
la sponda destra della Saone. Yi domina la cattedrale di S. Giovanni. Il disegno è eseguito
con gran cura e le leggi della prospettiva pittorica vi sono benissimo osservate (cfr. il n. 230
al fol. 88). Sul verso del n. 220 si trova il disegno a penna lavato di bistro, di una
chiesa situata sopra una collina, che non ci è riuscito identificare con un monumento an-
cora esistente.

fol. 85, n. 221, a. 19, 1. 22.1. Disegno a penna eseguito affatto nella maniera dei
n. 204-209. È la veduta della medesima chiesa raffigurata sul verso del n. 220, presa però
dal lato opposto.

fol. 86, n. 225, 226 e 227, a. 17, 1. 27.5. Disegni a penna eseguiti con grande cura e
giustezza della prospettiva, nella maniera dei n. 204-209. Il n. 225 offre la veduta di un

1 In quanto alla maggior parte delle notizie qui so-
pra riportate sulla chiesa di S. Babila, come pure su
quella di S. Maria delle Grazie (v. più avanti iln. 229),

ho debito di riconoscenza verso l'onorevole commenda-
tore Luca Beltrami, a cui rinnovo in questo luogo i più
sentiti ringraziamenti.
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