Archivio storico dell'arte — 6.1893

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I Ci INO BENVENUTO SUPINO

tale. La scoila qui naturai monto è più semplice e mono ricca di figure; ma il movimento
del Bambino, il costume de] Re in piedi, dietro quello genuflesso, il vecchio a cavallo,
qualche figura di paggio, sino il l'ondo e L'idea dell'architettura ci appariscono dall'affresco
ispirate; non imitazione servile, ma libera e intelligente interpretazione, quale non poteva
non darci un artista dell'ingegno e dell'abilità del Cervelliera; e ben giustamente quest'opera
giudica, il Rondoni: cosa, bolla e rara.

È Ja cattedra divisa in tre scompartimenti: in quello centrale più alto e terminante
a mezzo tondo, è rappresentata, da un lato, sotto un'architettura diroccata la Madonna che
ha sulle ginocchia il Bambino, in graziosa od infantile movenza ; dall'altro un castello con
torri e case, il fondo alpestre, all'orizzonte i monti staccati sul cielo, ai piò bagnati dalle
acque di un lago e in queste specchiantisi. Dietro la Madonna, l'asinelio che mangia e il
bue sdraiato. Sul davanti, nel primo piano, uno dei Re avvolto in un gran manto, prostrato
dinanzi al divino Fanciullo, sta in atto di baciargli i piedi; San Giuseppe di fianco alla
Madonna s'intrattiene con l'altro Re, che ha già reso omaggio al Redentore, mentre dietro,
dall'altro lato, il terzo, più giovane, con la corona in testa e in elegante abito, è in piedi
tenendo nelle mani un piccolo vaso. Da una parte due cavalli tenuti dai servi, e più indietro
una cavalcata di tre cavalieri, fra cui un vecchio bellissimo, si avvicina alla scena. Sotto
questo intarsio è una ornamentazione finissima Bitta di legno nero su fondo chiaro, avente
nel centro hi croco del comune di Pisa; ed altri elegantissimi candelabri dividono i vari
specchi della sedia. Nei due scompartimenti laterali, composti di tre formelle ciascuno, son
raffigurati in quello a destra, nel mezzo, una bella architettura, da un lato una nutria, dal-
l'altro una croce, messa con molta evidenza in prospettiva, cui sia sopra ad ali spiegate un
cardellino e sospeso in alto un grappolo d'uva. Sotto il sedile un libro di musica aperto,
ai lati un libro chiuso inclinato e un rappo di ciliege. In quello a sinistra nello scompar-
timento di centro, un portico tra cui appariscono, lontani, alberi e case. Da un lato un
mesciacqua rovesciato, ove è su un pappagallo che regge con una zampa una ciliegia, dal-
l'altro un calice; sotto il sedile un turibolo e dalle parti due libri e delle frutta. Nel centro
superiore della fascia dei due scompartimenti laterali è scritto a sinistra: Sedente Pisano
Pontifice Honofrio Bartlwlino Mal/ero facto, est sedes Imre, a destra: Ab Antonio Urbano
Ardili curata per Job. Bap. Cervellesium MDXXXVL

Non certo, come oggi si vede, uscì (piesta cattedra dalle mani del Cervelliera, (dio re-
staurata prima, nel 1589, da maestro Guglielmo di Guglielmo francese, intagliatore di Je-
gnami e da maestro Pietro di Gherardo, legnaiuolo, fu poi dal Giolli, dopo l'incendio, modi-
ficata nel suo insieme, che in quest'epoca, dal carattere delle niodinature, pare le sia stato
aggiunto uno scalino e lo specchio centrale per necessità rialzato, non avvantaggiando, con
questa male intesa modificazione, l'insieme dell'opera, che appare non più in carattere, con
danno poi dei due piccoli quadri (die stanno a fianco in basso, sotto il sedile degli scomparti-
menti laterali, e (die per quello scalino aggiunto furono tagliati e tuttora si possono vedere
soltanto in parte. I modini poi e le cornici di legno rifatte dopo, serbano chiarissima l'impronta
di altra epoca e di altra mano. Troviamo infatti (dio, fra i molti lavori eseguiti da Agostino
Giolli per i restauri della chiosa, v'è il restauro della sodia dell'arcivescovo di contro al per-
gamo della predicaceli base, predella e intagli ei braccioli della sedia accanto.1 Ma non, come
farebbe supporre il Martini, - furono i sedili laterali aggiunti in quest'epoca; che oltre non
serbare Ja cattedra, da questo lato, traccia alcuna di restauro o di riadattamento, la notizia
da noi pubblicata dice chiaro che così come attualmente si vede, almeno in questa parte, era
la sedia «nude sèdie l'arciveschovo chon a suoi assistenti»; ernia volta che dovevan esservi

1 Tanfam, loco cit., n. 4.

2 « Non procul existit elegans opificium ex legno ela-
boratimi; nempe sedes Arehiepiseliopalis per audendis
Sacris Concionibus, quam olim in choro extitisse puto

usque ad annum 1601, quo tempore nova fuit efformata
una cum subsellis duoruni canonicorum assistentium ».
Martini, Theatrum Basilicae Pisanae, p. 27.
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