Archivio storico dell'arte — 6.1893

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NUOVI DOCUMENTI

« Quattro predelle d'albero che vanno sotto detti
sederi.

« Diciannove braccia di panche messe nel duomo
lungo il muro con dna casse con le predelle intorno.

« Le spalliere che vanno sopra dette panche,
che non sono anchora finite.

« Una panca d'albero con la predella di brac-
cia 7.

« Per allungare una spalliera dna quadri, et
allargata di sopra e di sotto.

« Gli sportelli a una bottega a la piazza del
grano, et sprangati con le imposte dell'opera, et
mossa su da un altro per l'opera.

« Per avere acconcio le porte ili bronzo del
duomo, et messole in terra, et cavato tutti li qua-
dri et trapanati per fermargli bene, et tagliato sotto
molte saldature grosse per non indebolire il telaio
de' legnami, et rimessole in essere con l'arcano et
altri magisteri], delli quali con altre fatiche et spese
non se ne fece conto quando i^li furono pagate le
dette porte, che si lasciorono ad altro tempo a pa-
gargliene.

« Per bavere a essere rifatto del sedere (die è
tra l'altare da braccia 18 per iusino a 20 1 ., mi-
surato da noi, (die gl1 altri stimatori lo feciono solo
18, et vi ritrovamo braccia 2 ' ., di più.

« Et inoltre più fettami di legnami segati et
smodellati da detto Cervelliera, li «(itali vedemo nel
magazzino di detta opera, et di molti altri lavori
et acconcimi, li quali per brevità si ominettono.
Et tutto Itene visto et diligentemente considerato, et
calcitiate tutte l'opere et lavori et acconcimi predetti.

« Giudichiamo et dichiariamo il prezzo, valuta
et stima di tutti detti lavina essere et montare la
somma et quantità di lire milleottocentotrenta,
soldi dieci piccioli, havuta consideratione che i le-
gnami erono dell'Opera et li colorati del detto Cer-
velliera, et di tanta somma come di sopra detto
Cervelliera doveva esser fatto creditore dal detto
Messer Bastiano operaio, o da altri a chi s'aspetta,
a' libri di detta opera a conto ed in diminutione
di i]nello che detto Cervelliera appare loro debi-
tore, o come altrimenti da la prefata Eccellenza
Illustrissima ne fussi ordinato. Et tanto diciamo et
dichiariamo doversi intra le dette parti osservare,
et tutto in ogni miglior modo etc. Et perchè cosi
è la verità, imperò habbiamo fatto fare la presente,
la quale sarà da noi Niccolo detto il Tribolo e Batista
Del Tasso sottoscritta, et di nostra mano firmata.

«Io Nicholò di Raffaello detto e' Ttribolo afermo
(juato disopra è schrito avere visto e misurato e

cosiderato el tuto; e per fede del vero ò fato que-
sti versi di mia propria mano, questo di 20 di gu-
nio 1550 in Firenze.

« Io Batista di Marcho del Tasso afermo quanto
disopra si chontiene, e avere veduto e misurato e
stimato chon deto Nicholò sopradeto, e tuttadua
giudichiamo che il sopradeto prezo sia il vero ra-
gionevole, e per fede del vero ò fato chuesti versi
di mia mano, chuesto di 20 di gugno 1550 in Fi-
renze ».1

Per questa stima, l'operaio riscrive tosto in que-
sti termini al Serenissimo Duca:

« L'operaio del duomo di Pisa servitor di V. Ex.
con reverentia expone, come per ordine e comes-
sione di quella el Tribolo e'1 Tasso hanno stimato
non molti giorni sono più lavori fatti per maestro
Baptista Cervelliera al duomo di Pisa, alla quale
stima non è intervenuto nessuno per detta Opera,
che mostrassi quel tanto si haveva ad exceptuar
in lassar stare che non si stimassi per essere stato
stimato altre volte et fatto buono al detto maestro,
Et però e deti Tribolo e Tasso in detta stima ulti-
mamente fatta hanno compreso e fattoli buono le
porte di bronzo del duomo, cioè la loro acconcia-
tura et certi sportelli e usci fatti alla piazza del
grano, dei quali altra volta se n'è fatto conto e se n'è
valuto, come si può justificare per visti di mano di
detto m." Baptista et per una stima fatta più fa,
onde per tal conto detta Opera viene damnificata.
In detta stima ultimamente fatta in quel móntono
ditte robe, fattogli buoni che non si doveano fare
et comprendervi in ditta stima et aciochè si prov-
veda a tal danno, ha mandato qui in Firenze uno
con dette justificatione, el quale ricorra a' piedi di
V. Ex. suplicandola gli piaccia commettere qui in
Fiorenza a chi gli piace, che voglia la verità della
cosa, et trovando che in detta ultima stima sia com-
preso quello che altre "volte è stato stimato et che
detto maestro s'è valuto, si defalchi quella somma
che tal cose montono et sono o saranno stimate et
tutto si reduce al dovere: e di tanta grafia terrà
perpetuo obligo con V: Ex: quale Dio conservi fe-
licissimamente ».2

3.

Dichiarazione del legnaiuolo Mafia no Tantini.

« Fassi fede per me Tommaso di Mariano Tan-
tini legniamolo alla piazza del grano di Pisa, come

1 Tanfani, Provincia di Pisa, ISSI, n. 90'
- Ardi. Capit., filza 3/, pag. 627 e Aridi, del Co-
mune: Suppliche diverse, 1500-1502, pag.
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