Archivio storico dell'arte — 6.1893

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GIUSEPPE MALAGOLI

dogli il suo desiderio. A lui rispose il Canova, nel settembre dello stesso anno, ringraziando,
ma, nello stesso tempo, dicendosi così «fortemente occupato» in altri lavori da non poter
prendere alcun impegno determinato; tuttavia lo assicurava che avrebbe sempre ricordato
la sua commissione. 1 Lo scultore non dimenticò davvero il desiderio del conte; e nell'aprile
del 1820 potè scrivergli non solo che si era già posto al lavoro per lui, ma che l'opera
progrediva, e che da essa non si toglieva mai la sua mano, cosicché sperava di poterla
finire nell'autunno di quell'anno. 2 11 lavoro, a cui alludeva, era appunto il monumento sepol-
crale dell'infelice Faustino, che sei mesi dopo era già finito, «mancandovi solo — come diceva
il Canova nella lettera scritta da Roma il 21 ottobre 1820 al conte — L'opera del lustratore ».3
Nella stessa lettera il Canova dava al conte il consiglio di ordinare che il basamento del
cenotafio fosse fatto nelle provincie lombarde per risparmio di spesa; e a questo proposito,
in un'altra sua lettera del 18 novembre del medesimo anno, 4 gli diceva che avrebbe potuto
far eseguire il basamento a Milano, su un disegnino che gli mandava lo scultore Antonio
D'Este, amicissimo, com'è noto, del Canova. Quanto al collocamento del marmo, gli racco-
mandava che la luce fosse di fianco e cadesse «alquanto radente verso la schiena della
figura»;5 di più lo consigliava a far calare, ogni volta che si volesse far vedere il monu-
mento, una tela scura sopra la finestra di taccia, perchè la luce di quest'ultima non avesse
a distruggere il buon effetto di quella di fianco. r' Inutile dire che queste avvertenze, rac-
comandate dallo scultore, furono allora e sono anche oggi osservate scrupolosamente.

Il prezzo convenuto dell'opera era di seicento zecchini, equivalenti a lire italiane 6907.67,
chi1 il conte panò nelle mani di Domenico Selva, procuratore del Canova, al banco di Angelo
Papadopoli in Venezia, come risulta da una ietterà di ricevuta dello scultore, nella quale è
detto pure che il bassorilievo marmoreo rimaneva nello studio dello scultore stesso a dispo-
sizione del conte. 7 Questi, (die aveva già ottenuta dal Governo l'esenzione dal dazio d'in-
troduzione per tale opera destinata a servire di esemplare agli studiosi dell'arte, 8 fece tra-
sportare il cenotafio a Lovere nel 1821; ed espresse, nel giugno del medesimo anno, al
Canova la sua pienissima sodisfa/ione tanto per il soggetto, (pianto per il merito del lavoro.9

11 monumento, come già si disse, fu collocato nell'oratorio che il conte aveva fatto
costruire sul posto dove era morto il tiglio, e ne fu celebrata pubblicamente l'erezione il
25 settembre 1821 con solenne pompa, a cui prese parte la Deputazione comunale e tutto
il paese di Lovere. Fu in quest'occasione fatto stampare un opuscolo commemorativo 10 che
contiene, oltre agli immancabili versi d'uso, un disegno del monumento, l'effigie dello scultore
e una lettera dedicatoria a quest'ultimo della Deputazione comunale di Lovere. Il Canova,
già avvezzo agli onori, ringraziò il conte e la popolazione di Lovere «di tali amorevoli
testimonianze di bontà», dichiarandosi, con quella modestia che in fui e in altri grandi
fu un elemento di maggior gloria, immeritevole «d'essere onorato con tanta pompa, e con
sì splendida solennità di versi e di stampa». Son queste sue parole contenute nella lettera
scritta da Possagno il 27 settembre 1822, 11 (die fu l'ultima delle lettere dirette al conte
Tadini, e una certamente delle ultime scritte dal grande artista, il quale nemmeno un mese
dopo, cioè il 13 dell'ottobre susseguente, moriva in Venezia. 12

Giuseppe Malagoll

1 Appendice, n. E

2 Appendice, n. JI.

3 Appendice n. III.

4 Appendice n. IV.
'° Appendice, n. III.
r' Appendice, n. IV.

7 Appendice, n. V.

8 Xota 11 die. 1820, dell'lntend. di Lodi, n. 8510-105.

9 Appendice, n. VE "Nel catalogo delle opere del
Canova, allegato alla Vita scritta dal Missirini, è detto,

che il cenotafio fu eseguito per commissione del conte
Faustino Tadini ; non è necessario aggiunger parola
per corregger l'errore.

111 Bergamo, Mazzoleni, 1821.

11 Appendice, n. Vili.

12 Del Canova si conserva pure nella Galleria Tadini
in Lovere un abbozzo della statua della Religione del
mausoleo Rezzonico, che il conte Luigi, nel citato suo
testamento (art. 19, pp. 10-11), dichiara essere stato un
dono dello scultore.
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