Archivio storico dell'arte — 6.1893

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RECENSIONI

cenno credette finora si trattasse infatti della stessa
persona; se non che, la considerazione che Cecilia
ehbe una sorella, Margherita, la quale andò sposa
a Lionello d'Este, e d' altra parte l'osservazione
opportunamente fatta dal Venturi, che sulla ma-
nica pendente dalla spalla sinistra della figura di-
pinta sta impresso, non per puro caso di certo,
un motivo ornamentale coincidente in tutto ad una
impresa degli Estensi, deve rendere plausibile la
versione abbracciata dal signor Gustavo Gruyer
nella Gazette des Beaux Arts (nella sua recente
monografia intorno al Pisano), trattarsi nel dipinto,
secondo ogni probabilità, dell'imagine di Marghe-
rita Gonzaga, prima moglie di Lionello (morta a
Governolo nel 1439).

Alla riproduzione dell' effigie indicata, unita
alla descrizione che ne fece il Venturi in questo
stesso periodico, contrapponiamo qui quella di Lio-
nello, della raccolta Morelli in Bergamo, perchè
si veda come vi corrisponde a capello nella sin-
golarità dello stile, applicato al modo di rendere
i profili.

G. F.

Italian Painters. — Criticai Studies of their works, by
Giovanni Morelli (Ivan Lermolieff). — The Galleries
of Munich and Dresden — translated from the German,
by Constance Jocelyn Ffoulkes. — "With illustrations.
— London, John Murray, Albermale Street, 1893.

Sotto il titolo indicato è uscita la traduzione del
secondo volume degli Studi critici intorno ai pittori
italiani del nostro compianto concittadino, il sena-
tore Giovanni Morelli. Vari sono i titoli di merito
che giustificano l'apparizione dell'edizione inglese.
In primo luogo essi mettono alla portata di molti
studiosi, che hanno maggiore famigliarità con la
lingua inglese che con la tedesca, un tesoro d'inse-
gnamenti di un critico ben noto. La lingua vi è cu-
rata in modo esemplare, a detta delle persone com-
petenti, nel tempo stesso che la traduttrice si è
imposta la più scrupolosa esattezza nella interpre-
tazione del testo originale. Per l'uso pratico poi
l'edizione inglese porge il vantaggio di avere intro-
dotto una rettifica generale della numerazione dei
quadri nelle raccolte, a norma delle modificazioni
verificatesi nelle medesime in questi ultimi anni,
come pure di avere tenuto conto dei trapassi di pa-
recchie opere d'arte da una collezione in un'altra.
Oltre ad avere adottato poi qualche lieve cambia-
mento intorno ad alcuni giudizi o apprezzamenti
che dalla critica più recente non sarebbero stati

accolti, tali e quali li aveva esposti l'autore primi-
tivo, la traduttrice non trascurò di provvedere a
quanto occorreva, perchè le illustrazioni grafiche
avessero a riescire migliori di quelle del testo ori-
ginale, ricorrendo all'uopo a nuovi esemplari foto-
grafici, eseguiti col processo delle lastre isocro-
matiche.

Quanto al primo volume dell'edizione inglese,
pubblicato nello scorso anno, esso ha il pregio di
essere arricchito di una parte nuova di pianta, vale
a dire di una introduzione che occupa una quaran-
tina di pagine, e contiene le notizie biografiche di
Giovanni Morelli, compilate dall' illustre suo amico,
il noto diplomatico sir Henry Layard, il quale da
molti anni lo conosceva e più volte l'aveva ospi-
tato, tanto nella sua artistica dimora di Venezia,
quanto in quella di Londra.1

Un'attrattiva speciale che ci viene offerta dal
secondo volume, si è quella non solo delle ripro-
duzioni migliorate di parecchie tavole, ma quella
pur anco dell'aggiunta di alcune introdotte ex novo.
Dov'è da notare che queste non furono scelte a caso,
ma per dare viemaggior rilievo al testo, cui ser-
' vono d'illustrazione. Esse segnano, per così dire,
i punti culminanti delle originali dimostrazioni del-
l'autore, e per ciò stesso riescono quasi nuovo omag-
gio alla provata sua perspicacia, per la quale egli
si è conquistato un posto elevato fra i benemeriti
della storia dell'arte nostra, che neanche le ulte-
riori conquiste della critica sapranno contestargli.

Chi non sa, per esempio, con quanta intelligenza
e con quanto amore egli siasi compiaciuto di ad-
dentrarsi nello spirito di un artista quale il nostro
Giorgione? La Galleria Morelli in Bergamo, con-
tiene, come notammo a suo luogo,2 un piccolo fo-
I glio all'acquarello che gli venne regalato dal sul-

1 II Layard, di cui si conoscevano da tempo gli studi
| archeologici fatti nell'Asia Minore, che diedero luogo

alla sua importante pubblicazione Nineveh and it remains,
compose in tempo più recente un manuale della pittura
concernente le Scuole italiane (Handbook of painting)
in due volumi, corredato di presso che 250 tavole illu-
strative e pubblicato dal Murray a Londra nel 1887. Per
la compilazione di quest'opera egli si valse notoriamente
dei suggerimenti e dei consigli del senatore Morelli, in-
troducendovi notevoli modificazioni e correzioni al con-
fronto del precedente testo tedesco del Kugler, che servì
di fondamento al suo lavoro. È un'utile e commende-
vole pubblicazione per quanti desiderano orientarsi in-
torno alla storia della pittura in Italia, intesa nel suo
sviluppo organico.

2 Vedi La Galleria Morelli in Bergamo, descritta ed
illustrata con 24 tavole fototipiche. — Bergamo, stabi-
limento tipo-litografico fratelli Bolis, 1892.
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