Archivio storico dell'arte — 7.1894

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LA COLLEZIONE DELLE MINIATURE

NELL'ARCHIVIO III STATO DI BOLOGNA

rompere il velo che quasi del tutto avvolge la storia
della miniatura in Italia, contribuiscono certamente
i lavori che ne mettano in luce qualche collezione pub-
blica o privata. Questo ramo dell' arte, le cui manife-
stazioni meritano pur essere studiate quanto le altre,
si sottrae troppo facilmente per la sua stessa natura
agli studi ed alle ricerche, ed è perciò da consigliarsi
che, più che pel passato, si esaminino le caratteristiche
delle varie scuole fiorite da noi e si dia notizia delle
opere che ne rimangono. Ciò servirà a preparare il
materiale per una futura storia della miniatura in Italia
che, con così gran numero di codici miniati che ci
rimangono, sarà certamente di vantaggio senza pari
per la storia dell'arte.
Bologna, in causa dello Studio, centro importantissimo per l'arte del minio nel medioevo,
merita un cenno speciale anche a cagione del gran numero di opere arrivate fino a noi
e conservate in varie Biblioteche d'Italia e dell'estero. Credo utile pertanto far cenno
della collezione dell'Archivio di Stato di Bologna, che dei vari periodi dell' antica scuola
locale conserva numerosi e notevoli esemplari. Panni opportuno il momento di dirne
qualcosa, perchè, dopo le ultime sistematiche ricerche con felice esito eseguite nelle varie
Sezioni dell'Archivio stesso, la raccolta è notevolmente aumentata, e del periodo più carat-
teristico, il trecento, ha preziosi esempi. Facendo cenno dei codici più meritevoli d'atten-
zione, cercheremo di far rilevare le caratteristiche dei miniatori bolognesi, la cui attività,
sebbene ristretta in forinole convenzionali, inerita studio e attenzione.

Bologna, com'è noto, conobbe molto tardi il rinascimento nell'arte pittorica: i miniatori,
fin dai tempi di Odofredo, vi erano però numerosissimi, e non bastando più alla grande
richiesta di codici miniati, specialmente di giurisprudenza, gli artisti del luogo, altri ne
scendevano dalla Toscana e specialmente da Arezzo. Conviene però credere che anche i
nuovi miniatori, in luogo di portarvi nuove forme artistiche, fossero attratti nell' orbita
generale. Anche a Bologna, come quasi dovunque, 1' arte del minio cammina quasi di pari
passo colla pittura, ond' è che anch' essa risente delle sorti non liete dell' arte pittorica bolo-
gnese. Ed anche nel quattrocento, quando l'invadente luce della nuova arte si espande in
Italia e ovunque ormai si studia il vero con facilità, Bologna resta indifferente al pro-
gresso, e i pochi pittori suoi, anteriori al Francia, se se ne eccettua tutt' al più Marco Zoppo,
ripetono le forme antiche e meritano a pena di essere ricordati. Soltanto, verso la fine del
xv secolo, doveva venire da Ferrara, dove s'era formata una schiera di valenti, l'impulso

Archivio storico dell'Arie - Anno VII, Fase. I. 1
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