Archivio storico dell'arte — 7.1894

Seite: 38
DOI Heft: 10.11588/diglit.19206.5
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19206.7
DOI Seite: 10.11588/diglit.19206#0075
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1894/0075
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
38 [GINO BENVENUTO SUPINO

Non son dunque i Lorenzetti i soli, oltre gli ()rcagna, che sarebbero stati capaci «li creare
ima composizione come il Trionfo della Morti' del Camposanto pisano!

VI.

Ricordiamoci pure (punito ci dicono i più volte citati Crowe e Cavalcasene intorno
alla caratteristica delle pitture del Traini. I contorni netti e precisi, le forme accurata-
mente disegnate, le figure alte e svelte, i lineamenti non privi di nobiltà, di espressione
e di carattere, le estremità ma specialmente le mani piccole dalle dita lunghe e magre.
Ed a proposito degli affreschi comunemente attribuiti ali1 Orcagna, essi affermano che il
disegno è rozzo, le estremità e le articolazioni grosse, pesanti e volgari, ed aggiungono:
u non è per la scadente esecuzione, ma per la composizione che questi due dipinti si fanno
notare, e noi vedremo che non avremo da cercar molto per iscoprire in questo stesso Cam-
posanto altre storie dello stesso genere.,, 1

Abbiamo già dimostrato come invano cercherebbe e troverebbe lo studioso altre storie
dello stesso genere nel nostro Camposanto, e quale distanza passi fra la pittura degli Ana-
coreti e le due che illustriamo, e questa distanza notammo anche con le stesse parole degli
eruditi scrittori; ma pur parrebbe, a tutta prima, che ci dovesse essere una differenza no-
tevolissima fra i dipinti del Traini e gli affreschi di cui ci occupiamo.

Negli affreschi rappresentanti il Trionfo della Morte e il Giudizio i contorni, è vero,
sono un po' gravi, ordinarj e trascurati; ma fatta pur la parte alla differenza di tecnica,
che esiste fra il dipingere su di una tavola levigata e il buon fresco sopra un rozzo muro,
fatta pure la parte che va data, e non poca, ai numerosi restauri, questa rozzezza non si
riscontra in tutte le figure : fini, eleganti e graziosamente mosse sono le estremità della
Madonna del Giudizio ; ed egualmente gentili quelle della dama a cavallo, che tiene un
cagnolino, nel Trionfo della Morte ; e benché molte altre siano nel disegno scorrette e più
ordinarie, pure tutte serbano quella speciale caratteristica che al nostro pittore è propria,
di dar sempre cioè un certo movimento arcuato alle dita delle mani, specialmente dell'indice
e del mignolo, caratteristica che si riscontra nella mano del San Domenico con la quale
sostiene il giglio e in quella del San Tommaso delle due celebri tavole, così come nelle
figure degli affreschi che al nostro artista vogliamo attribuire.

Ma anche la caratteristica delle mani dalle dita lunghe e piccole non possiamo erigere
a regola, che pur nei quadri del Traini, nelle otto storie relative alla vita di San Domenico,
per esempio, come c' è accaduto di osservar negli affreschi, talvolta prendono forme più
incerte, più corte ben di sovente, e perfino addirittura grossolane. Le carni rosee diven-
gono negli scuri verdognole, tanto, come abbiam già detto, negli affreschi per la tinta di
preparazione, quanto nei quadri : e basta vedere da vicino gli scuri delle estremità del
San Domenico e di alcune parti del volto, per accorgersi di questo specialissimo carattere
distintivo, e per noi non privo di importanza. Anche le vesti han sempre tinte gaie e vivaci
nelle varie opere di lui : e questo confermano i signori Cavalcaselle e Crowe.

Il modo com'è disegnata la bocca, piuttosto stretta, dal labbro superiore grosso e
arcuato al centro, dagli angoli cadenti e segnati sempre o con un tratto o con uno scuro,
ci par non dissimile nelle figure dei quadri e in quelle degli affreschi; come pure eguale
è sempre l'andamento del contorno del ciglio, e nelle varie opere la costruzione e l'incas-
satura degli occhi, oblunghi e dalla cornea tenuta sempre chiarissima, in modo che risalta
anche da lontano. Altre importanti caratteristiche poi sono, oltre quella maniera speciale
di segnar l'occhio, il modo di render la pupilla, che è sempre contornata esternamente da
una linea scura che ne segue, o in parte o nell'intero giro, l'andamento, e la maniera

1 Cavalcaselle e Crowe, loc. cit., voi. II, p. 163.
loading ...