Archivio storico dell'arte — 7.1894

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IL TRIONFO DELLA MORTE E IL GIUDIZIO UNIVERSALE

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di segnare il sopracciglio, riprodotto sempre con un segno arcuato sul quale, sopra, son
ripetuti tanti piccoli tratti trasversali.

E quel difetto caratteristico della scuola, come abbiamo già osservato attribuendo
quelle pitture ad artista pisano, cioè l'errata impostatura del collo sul torso, come si vede in
alcune figure degli affreschi così può egualmente ritrovarsi nei quadri di lui : nella figura di
Aristotile, p. es., nel San Tommaso, e nel giovine piangente per la morte di Napoleone,
il nipote del cardinale Stefano de' Ceccani, nel San Domenico, per non citar che questi
due. Persino nella forma degli alberi e delle montagne vi sono evidentissimi caratteri di
somiglianza.

Nei concetti poi quanti punti di contatto fra gli episodj degli affreschi del Campo-
santo e le storie del San Domenico, e più che nei concetti nel sentimento che avviva e
rende così originali tutte quelle pitture ! Già accennammo che il San Tommaso ci ricorda
il Giudizio per la disposizione delle figure e per lo spirito che informa il quadro : ma il
gruppo dei ciechi e zoppi e infelici invocanti la Morte come richiama alla mente i miseri
pellegrini nel quadro del San Domenico, i quali tutti alzano le braccia e congiungono le
mani verso il santo, in atto di ringraziamento per averli tratti salvi alla riva ! E come,
anche meglio, ce lo ricordano i ciechi, gli attratti e i poverelli stendenti le braccia al
Santo, che nella rappresentazione della morte di San Domenico, son posti nel primo piano
del quadro, a destra !

E nel gruppo dei cadaveri del Trionfo della Morte, quel primo papa, di cui non si
vedono che la testa e le braccia conserte, come ricorda, per la maniera ond' è messo e
per il modo con cui è modellato e inteso il chiaroscuro del volto, la figura di papa In-
nocenzo III dormiente ; e fra i tementi dell' ira divina nel Giudizio come rivivono le
figure dei personaggi piangenti attorno al corpo di Napoleone risuscitato dal Santo, nello
stesso quadro di San Domenico ! Nella quale storia sino il costume delle femmine è eguale
a quello che indossano alcune donne dei nostri affreschi, e i varj atteggiamenti delle mani
che si contorcono o si uniscono nell'espressione del dolore e della disperazione, in quel
quadretto così pieno di sentimento, sono ripetuti, rassomigliandosi, nei reprobi del Giudizio.
Sino il movimento del cavallo, che in questo stesso quadro volge gli occhi e li fìssa stupito
sul cadavere del giovane, è ripetuto non meno mirabilmente dall'affresco del Trionfo della
Morte. E nella storia infine, ov'è rappresentato l'esperimento meraviglioso dei libri ortodossi
fatto da San Domenico a confusione di certi eretici in Montreal, anche questi, dal turbante
in testa, dai capelli ad anella scendenti sulle spalle, non son altro che ripetizioni della figura
simile esistente fra i reprobi nella prima fila superiore del Giudizio Universale. Innumerevoli
sarebbero gli esempj e i punti di confronto da citarsi, se noi volessimo perderci ancora in
minuziose analisi. È dunque per il carattere, per lo stile, pel sentimento, pel concetto, che
noi stimiamo fermamente autore degli affreschi del Camposanto pisano non poter essere
che il Traini: il Traini che per essere stato in bottega delli Orcagna o per aver studiato
le opere loro, ne risentì una influenza che trasmise nelle proprie, il Traini che col
quadro del San Tommaso dimostrò ingegno e cultura vastissime, sapere meraviglioso ; con
quello del San Domenico maestà e grandiosità di stile, e colle otto storiette la varietà
e il sentimento suo, riuscendo a rappresentare mirabilmente passioni e avvenimenti d'indole
tanto svariata.

Chi dunque riuscì a concepire col San Tommaso così dotta invenzione, che ritrae
lo stato degli studj letterari e teologici e le opinioni dominanti nel secolo xiv, può ben
avere ideato e condotto a termine l'affresco rappresentante il Trionfo della Morte, che
ritrae pur esso lo stato dello spirito umano e i sentimenti ascetici di quell'epoca. E se
gli storici dell'arte attribuirono queste pitture all'Orcagna, si fu perchè, oltre certi carat-
teri superficiali, parve loro ch'egli solo sarebbe stato capace fra gli artisti di quel
tempo, di concepire un quadro con tanto sapere e tanta filosofìa : e quelli che le vorrebbero
del Lorenzetti stimarono che l'artista che ha dipinto raffresco del Buon Governo nel pa-
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