Archivio storico dell'arte — 7.1894

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ADOLFO VENTURI

disperse pel mondo e che hanno perduta la paternità, secondo Le loro proprietà caratte-
ristiche, per addivenire un giorno o l'altro a identificarle tutte d' un tratto, tosto che sarà
stabilita la attribuzione d'una di esse. Così, ad esempio, il maestro dagli occhi spalancali,
che lavorò nel palazzo di Schifanoia, che eseguì affreschi e tavole del soffitto in Sant'An-
tonio in Polesine di Ferrara, la Madonnina della collezione Santini e VAdorazione della
raccolta Vendeghini (già in quella Barbi-Cinti) della stessa città, potrà essere un giorno
riconosciuto e indicato col suo proprio nome. Così, fra le opere simiglianti a quelle di
Cosmè, ma molli e calme, si potranno distinguere le pitture di Michele Ongaro, di cui la
Galleria di Budapest possiede una dea Cerere, inghirlandata di spiche, eseguita per la deco-
razione di un gabinetto di Borso d'Este.

Alla fine del secolo xv e al principio del secolo xvi, quantunque l'età divenga meno
remota, le questioni da risolversi non sono meno intricate. 1 primordi dei pittori Ercole
Grandi e del Garofalo, la determinazione dei dipinti dei numerosi discepoli di Lorenzo
Costa, l'attività di questo in Ferrara, sono tanti problemi che aspettano la loro soluzione.
Si è accettata sin qui l'opinione che la Santa Maddalena Egiziaca della Pinacoteca e la
Crocifissione del Santini in Ferrara siano l'opera giovanile di Ercole Grandi; ma noi desi-
deremmo meglio, non vedendo un sicuro addentellato tra esse e le altre di tempo posteriore
assegnate al Grandi, designare quelle come del maestro dal naso obliquo, o, per evitare sar-
casmi, come del pittore della Santa Maddalena Egiziaca della Galleria di Ferrara. T pri-
mordi del Garofalo sono pure avvolti nell' ombra, specialmente perchè si è prestato fede
alla lettera scritta dal maestro di quel pittore nel 1-499, dal Boccaccino da Cremona; mentre
è noto dai documenti che in quell' anno il Boccaccino non aveva sede in quella città, bensì
a Ferrara stessa. E il Morelli ha concorso a rendere sempre più confusa la evoluzione del
Garofalo, coli'ascrivere a lui quadri nella maniera del Costa, quale è, ad esempio, la piccola
Sacra Famiglia nella Galleria Doria-Pamfili in Roma, e coli' attribuirgli anche tutto ciò che
per lo stile forma un gruppo particolare, il gruppo che per molte ragioni deve ritenersi
opera dell'Ortolano. TI gruppo può considerarsi composto dai quadri seguenti:

1. Il Presepe, già nella Galleria Borghese, poi nella collezione Bardini di Firenze
(tav. 10);

2. La Natività, coi Santi Francesco e Maddalena, nella Galleria Doria-Pamfili in Roma.
La Vergine e San Giuseppe sono simili alle figure del primo quadro : tutte hanno le forme
a piani, come tagliati da colpi di accetta. TI fondo presenta i soliti alberi a foglie rade
e grosse, come disposte sur uno stesso piano ; i monti, a mo' di grandi denti molari ele-
vantisi sul suolo nel fondo ; le macchiette lunghe, con vivi lumi sul capo e sui turbanti
che lo coprono, a guisa di birilli da biliardo;

3. La Sacra Famiglia, nella raccolta dei principi Parravicini in Roma (tav. 11);

4. San Nicolò di Bari, nella Galleria del Campidoglio in Roma (tav. 12) ;

5. San Sebastiano, riscontro al precedente, in idem (tav. 13).

6. Sant' Antonio da Padova, nella raccolta Visconti-Venosta di Milano (tav. 14 i :

7. La Vergine, con angeli musicanti nella Galleria di Bologna;

8. La Pietà, nel Museo nazionale di Napoli (1521) ;

9. Sant'Antonio da Padova, Sant'Antonio Eremita e Santa Cecilia, presso il principe
Mario Chigi, in Roma (1523) ;

10. I Ss. Sebastiano, Giacomo e Demetrio, nella National Oallery di Londra (tav. 15);
LI. La Crocifissione, nella Galleria Santini a Ferrara, già presso la famiglia Saracco
Riminaldi :

12. La Pietà, pala d'altare nella navata a destra in San Pietro di Modena ;
1.3. La Deposizione, nella Galleria Cook in Richmond :
14. La Pietà, nella Galleria Borghese in Roma (tav. L6);
L'elenco è ben lungi dall'essere completo, perchè la contusione fatta sin qui dell'Orto-
lano col Garofalo, non permette di trarre prò dell'esperienza altrui. Al Garofalo è ancora
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