Archivio storico dell'arte — 7.1894

Seite: 249
DOI Heft: 10.11588/diglit.19206.29
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19206.31
DOI Seite: 10.11588/diglit.19206#0291
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1894/0291
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
LE ESPOSIZIONI D'ARTE ITALIANA A LONDRA

III.
I Lombardi.

L Comitato, al cui zelo ed energia dobbiamo quest'Espo-
sizione d'arte italiana nella New Gallery, ottenne un
grande successo nella terza sala (galleria nord), dove
era riuscito a riunire una collezione di quadri lombardi
come difficilmente si può trovare altrimenti in Inghil-
terra.

La scuola lombarda è poveramente rappresentata
nella Galleria Nazionale e parecchi dei suoi più grandi
e più importanti maestri sono appena conosciuti fuori
d'Italia.

Importante dunque l'occasione già offerta da quella
Esposizione per famigliarizzarsi più o meno con una
scuola finora tanto poco conosciuta da noi. Ma come
nella sala toscana, è necessario anche qui procedere con prudenza, perchè la classificazione
del catalogo non è sempre fuori di sospetto ed anche qui il metodo del Morelli ci viene
in aiuto e riesce ad ottenere spesse volte i resultati più incoraggianti. Pigliate per esempio
il Luini del duca di Wellington (n. 178 del cat. dell'Esp.). Giudicato superficialmente se-
condo l'impressione generale, una certa bellezza esterna, la grazia di composizione che
arieggia il luinesco, ci indurrebbero ad attribuirlo col catalogo al suaccennato maestro:
ma studiatelo a seconda del metodo suindicato ed il quadro stesso finirà a dare una ri-
sposta ben diversa. Vediamo subito che le forme non porgono i tratti distintivi del grazio-
sissimo pittore, il disegno e il modellato sono vuoti e pesanti, il colorito monotono e opaco,
quelle profonde qualità che sono la vita e l'anima di un quadro, quella misteriosa intui-
zione dello spirito del maestro che noi risentiamo davanti a ogni vero capolavoro man-
cano completamente, e comprendiamo che siamo dinanzi a una povera copia di qualche
sconosciuto imitatore. Come altro esempio cito certa Maddalena (una volta facente parte
della collezione Northwick prestata dal signor Erle Drax) che è pure attribuita al
Luini. All'infuori della caratteristica generale comune a tutti i pittori provenienti dalla
medesima scuola lombarda, noi non sapremmo trovare alcuna analogia fra questo quadro
e le vere tavole del Luini appese alle pareti di questa sala; d'altra parte esso è sì intima-
mente connesso ad un altro artista da non lasciare nessun dubbio sulla sua fede di nascita.
Il tipo della testa, le forme, il colorito e l'espressione sono tutte caratteristiche di Gian-
pietrino, pittore, del quale fra breve parleremo.

Uno dei primitivi maestri lombardi, del quale ritroviamo il nome nella New Gallery,
è Vincenzo Foppa, pittore di vaglia e fondatore di una scuola tanto nelle sua città nativa

Archivio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. IV. 8
loading ...