Archivio storico dell'arte — 7.1894

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( !( ISTANZA JOCELYN FFOULKEtt

di Brescia quanto in quella di Milano. A lui viene ragionevolmente attribuito un ritratto
in profilo di uomo (n. 238) prestato dal signor Alfredo Morrison. Il disegno severo e la
caratteristica potente di questo ritratto, richiamano alla mente qualche ultimo lavoro del
Foppa, e specialmente alcune teste nel suo affresco del Martirio di San Sebastiano, prove-
niente da Santa Maria di Brera, ed altre a chiaroscuro nell'affresco del 1485 che si trovano
ambedue nella Galleria di Brera.

L'allievo del Foppa, Ambrogio da Fossano, detto il Borgognone, è rappresentato da
una splendida e ben conservata pittura rappresentante Sant' Agostino con un devoto ingi-
nocchiato al suo fianco (sala II, n. 127) già costituente il lato sinistro di una pala d'altare
che pare fosse eseguita per la Certosa di Pavia. Tutta propria del maestro è la calma di-
gnitosa della rappresentazione ; 1' armonia del colorito, la tinta grigiastra delle carni, il
genere del paesaggio, la forma ed il disegno dell'orecchio, che si ripete invariabilmente
in ogni suo lavoro, tanto negli affreschi nelle remote città dell' Italia settentrionale, quanto
nelle pitture disseminate nelle varie G-allerie d' Europa.

E un gran peccato che questa pala d'altare sia stata divisa e dispersa. Non abbiamo
nessun indizio del soggetto della tavola del centro, e ignoriamo se esista tuttora. Le parti
laterali furono viste da Crowe e Cavalcaseli nel palazzo Litta a Milano. Trasportate a
Londra, furono nel 1872 vendute all'asta presso Christic : al signor Hucks Gibbs toccò in
sorte il Sant'Agostino e lo possiede tuttora; l'altra tavola che rappresenta la devota sotto
la protezione di San Pietro Martire, coli'episodio in piccolo della sua morte nello sfondo,
fu venduta dapprima al signor Martino Colnaghi, ed ora si trova al Louvre.

Meritano uno studio accurato un gruppo d'interessanti ritratti nella Galleria nord. Il
più importante è quello prestato dal signor Fuller Maitland (n. 185) che porta la firma del
pittore e la data del 1494. E opera di quell'attraente Ambrogio de Predis, la cui esistenza
fu per tre secoli completamente ignorata. La sua propria firma sul ritratto da lui ese-
guito dell' imperatore Massimiliano a Vienna fu fino a poco tempo fa interpretato per la
firma del Borgognone (cosa che sembrerebbe incredibile oggidì) ; il suo monogramma sul
ritratto esposto alla New Gallery, composto da un allacciamento delle lettere AMBPR
passava per essere quello del rappresentato e il quadro fu attribuito a Leonardo, al quale
inoltre furono ascritte pure altre opere non firmate. È solo dal 1880 che fu rimesso nella sua
vera luce il pittore e a Morelli precisamente spetta il merito della sua risuscitazione nella
storia dell'arte.

Ora sappiamo che nel 1482 il de Predis era il ritrattista favorito di Ludovico Sforza e
molto ricercato a Milano. Oltre al ritratto di Massimiliano ve ne è una dozzina d'altri (fra
questi anche alcuni di membri della famiglia Sforza) e parecchi disegni che per ragioni
convincenti vengono dalla critica morelliana ascritti a lui. Siamo persuasi poi che la lista
delle sue opere non è ancora completa, poiché chissà quanti lavori di questo artista dimen-
ticato giacciono ancora sepolti in gallerie private.

Il quadro nella New Gallery, di proprietà del signor Fuller Maitland, rappresenta un
giovane ventenne chiamato, secondo la tradizione, Francesco di Bartolomeo Archinto, che
sotto al regno di Luigi XII fu fatto governatore di Chiavenna e morì nel 1551. 1 Sino alla
metà di questo secolo il ritratto fu in possesso della famiglia dei conti Archinto di Milano,
e, cosa interessante a sapere si è, che il Morelli lo vide nel 1847, e ne parlò con entusiasmo
in una lettera a un suo amico (pubblicata recentemente) ; ma non avendo ancora intrapreso
sul serio lo studio dell'arte lo giudicò egli pure un Leonardo, al quale era attribuito (fig. IO).

Un altro ritratto nella New Gallery per avventura si potrebbe credere di Ambrogio
in età più matura ; ma sgraziatamente è tanto ristaurato da non permettere oramai un giudizio
sicuro. Viene attribuito a Pietro Pollajuolo, ma rammenta molto, certo ritratto della Galleria

1 Questa tradizione per verità non è molto at-
tendibile, da che pare fosse basata essenzialmente

sul monogramma, che veniva interpretato in rela-
zione al rappresentato e non al pittore.
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