Archivio storico dell'arte — 7.1894

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LA CHIESA ED IL PORTICO DI SAN GIACOMO

IN BOLOGNA

e qualche studioso vorrà un giorno scrivere di Gio-
vanni II Bentivoglio con più larghi criteri che non
sia stato fatto fin qui, dovrà intrattenersi a lungo sul-
l'impulso arrecato da questo mecenate alle arti locali.
Per un lungo periodo d'anni, finché gli avvenimenti
generali d'Italia e le paure per le conquiste dei Borgia
non fecero di lui, mecenate fastoso, un tirannello, la
storia della sua vita cittadina annovera una lunga serie
di feste, tornei, spettacoli pubblici, costruzioni di pa-
lazzi, allargamenti e abbellimenti di vie. In un periodo
d'anni non lungo sorsero allora in Bologna, sotto gli
auspici di Giovanni II, i monumenti più ricchi che la
fastosità del rinascimento potesse creare : il palazzo del
Podestà, quello degli Anziani abbellito, il palazzo Ben-
tivoglio, la cui distruzione fu una delle più gravi perdite per l'arte nostra, i portici di San
Giacomo, del Barracano, ecc. Una schiera di valenti architetti, pittori, maestri di cotto e di
vetrate abbellì chiese e palazzi, e una vera rifioritura artistica s'andò tanto rapidamente pro-
pagando sullo scorcio del quattrocento, da far credere che i Bolognesi volessero guadagnare
il tempo perduto aprendo a due battenti le porte alla nuova arte che dominava in Italia.

Tra i monumenti sorti in quel tempo attira l'attenzione, per la ricca eleganza che vi
è profusa, il portico della chiesa di San Giacomo degli Eremitani.

Le ricerche storiche che l'opera importante ci ha invogliato a fare si sono via via allar-
gate alla chiesa omonima (rifabbricata in parte sotto Giovanni II), la cui costruzione è
troppo connessa con quella del portico perchè si possa dividerne la storia.

Dell'uno e dell'altra riassumiamo perciò qui le molte notizie che siamo venuti racco-
gliendo e che, corredate dalle osservazioni sul monumento, saranno d'aiuto a chi, in un avve-
nire che ci auguriamo prossimo, volesse tracciare la storia dell'architettura bolognese nel
periodo aureo dell'arte.

*

I frati eremitani di Sant'Agostino della casa di Bologna avendo fatto acquisto, fin
dall'anno 1267, di case e torri in strada San Donato, per concessione ottenuta dal vescovo
di Bologna, avevano incominciato a mettere i fondamenti della loro chiesa, nel luogo
attuale; il giorno 25 di maggio il vescovo, accompagnato dal clero, poneva la prima pietra
e celebrava messa in un altare provvisorio. Da principio il lavoro di costruzione andò assai
a rilento, mancando i mezzi per proseguirlo, tantoché nel 1285 il Consiglio del popolo di

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