Archivio storico dell'arte — 7.1894

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FRANCESCO MALAGUZZI VALERI

Bologna, nella seduta del 27 aprile, ordinava si venisse in aiuto ai frati dando loro la somma
di cinquecento lire bolognesi e concedendo loro per quattro anni le entrate delle gabelle
delle ci vele 1 del quartiere di San Donato. Il 31 agosto 1290 il Consiglio deliberava ancora
di sussidiare la fabbrica e nel successivo ottobre concedeva agli Eremitani le rendite delle
gabelle delle circle dei quartieri di San Vitale e San Donato: concessione che nell'agosto
del 1293 veniva protratta a cinque anni e rinnovata nel maggio del 1301. 2 Questi fre-
quenti aiuti al monastero da parte del Comune trovano spiegazione non tanto nello spirito
d'ascetismo che regnava in quei tempi e dominava anche i reggitori della cosa pubblica,
quanto nella considerazione che i frati eremitani di San Giacomo furono per lungo tempo
i gelosi custodi dei volumi delle deliberazioni del Consiglio, del quale conservavano inoltre
le urne per le votazioni.

Nei primi anni del secolo xiv la fabbrica della chiesa era quasi finita : solo nel 1311
s'incominciava la costruzione del coro in mezzo alla chiesa. Cosi, e cogli aiuti della città
e coi lasciti dei privati la chiesa di San Griacomo, la cui costruzione era durata 48 anni,
nel 1315 era finalmente compiuta.

Convien credere però che di veramente finita non vi fosse a questo tempo che l'ossa-
tura e l'esterno del tempio, e che l'interno mancasse ancora quasi del tutto di altari e
arredi. A ciò pensarono i fedeli della parrocchia con lasciti considerevoli e talmente nume-
rosi che crediamo che poche chiese, come questa, sulla fine del xiv secolo, contassero sì
gran numero di altari e monumenti. Basterà che ricordiamo qui cronologicamente i più
notevoli, per dare idea dello spirito religioso che regnava allora e che così spesso si volgeva
a profitto delle costruzioni fatte da enti religiosi e per servire alla storia artistica del monu-
mento di cui trattiamo :

1315. 4 marzo. Guicciardino dei Lambertazzi dona al monastero lire 150 prò labo-
rerio ecclesie.3

1317. 18 giugno. Mina Boccadiferri Sabbadini lascia una somma per costruire un
altare dedicato a San Giovanni Battista.

1319. 19 aprile. Bartolomeo de Bianchi lascia una somma pei lavori della chiesa.

1321. 3 agosto. Francesco dei Tassi ordina che coi propri beni si costruisca un
altare.

1330. 31 maggio. Pietro Bianchetti lascia L. 200 in favore dei lavori della chiesa
in costruzione.

1330. 20 ottobre. Francesco figlio di Romeo Pepoli ordina che si edifichi un altare
nella chiesa. Prese il nome di San Luca.

1333. 29 giugno. Bazzaliero dei Bazzalieri lascia una somma per far dipingere
un crocifìsso, fuori del sagrato, nella quarta cappella verso la strada di San Donato.

1336. 11 giugno. Pietro Cerniti, giureconsulto, lascia una somma per fare i para-
menti della sagrestia. Fu sepolto nel chiostro de' morti vicino la porta dell'organo in un bel-
lissimo sepolcro tatto di marmo. (Nota in margine del codice di memorie citato).

1337. 20 marzo. Pietro da Flagnana, notaio bolognese, obbliga gli eredi ad edifi-
care una cappella in San Giacomo.

1339. Pietro Castagnola, mercante, fa costrurre l'altare detto delle campane.
13-10. 15 aprile. Giovanni Bianchetti lascia una somma pel lavoro della tribuna

' Chiamavansi ch'eie i termini dei borghi posti
fuori del vecchio recinto urbano. Negli statuti bolo-
gnesi del 1289 circla .significa porta (Idia città.

Il monastero di San Griacomo era allora presso
le mura della città, oggi portate molto più lontano.

2 Archivio di Stato di Bologna. Sezione dema-
niale. Eremitani di San Giacomo. Istrumenti.

3 Nell'Archivio di Stato di Bologna, Sezione de-
maniale, Eremitani di San Giacomo, 122/1728, Libro
economico antico, ecc., e negli Istrumenti, ad ann. tro-
vansi tutte le notizie di questi lasciti che qui ricor-
diamo. Il libro economico antico è pieno di memorie
del convento tratte dai documenti dell'archivio degli
Eremitani, in parte oggi perduti.

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