Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GIORGIO DA SEBENICO

ARCHITETTO E SCULTORE VISSUTO NEL SECOLO XV

I.

Della debita fama mancata, tolta, restituita e da restituirsi
al nome di Giorgio da Sebenico.

'espandersi della fama degli artisti, specialmente degli
architetti e scultori, ed il suo giganteggiare talvolta
fin sopra del merito, come pure il suo arrestarsi entro
angusta cerchia, e sinanco il suo assopirsi in guisa
da passare per ispenta, d'ordinario è dipeso, massima-
mente degli appartenuti ai secoli xiii, xiv, xv e al
principio del xvl, dalle condizioni dei luoghi ov'essi eb-
bero la sorte di vivere e d'imprimere le orme del loro
genio. Fortunati pertanto vediamo presso che tutti co-
loro i quali menarono i loro giorni e condussero i loro
lavori nella Toscana, in Roma e nell'Umbria; in assai
j minor numero quelli che in Venezia, in Padova, in
Ferrara e in Bologna ; sol parecchi degli altri che in
Milano, in Mantova, in Parma e in qualche ben rara delle restanti grosse città lombarde,
venete ed emiliane ; disgraziati, fattene appena eccezioni rarissime, quanti nei rimanenti
paesi d'Italia, comunque soggetti ai sì numerosi e sì diversi regimi da cui essa fu go-
vernata a que' tempi.

Fra gli ultimi non eccezionati, fu il valentissimo Giorgio da Sebenico. Il suo nome,
sebbene rimasto vivo nell' isola da cui gli piacque appellarsi, o in alcun' altra di quelle
poste presso la sponda orientale dell'Adriatico, a partire non certo da molti anni dopo la
sua morte, per lungo volgere di età parve estinto sinanco sulle bocche e negli scritti degli
eruditi anconitani, alla cui città egli avea dato ben quattro cospicui monumenti, che, dopo
l'arco di Traiano ed il duomo, ne formarono, siccome tuttavia ne formano, il più splen-
dido ed incantevol decoro.

Lazzaro Bernabei, suo contemporaneo, e Laudo Ferretti, il quale visse nel secolo
immediatamente successivo, ambedue di Ancona, avean fatto, è vero, menzione nelle loro
croniche cittadine, 1 di quei meravigliosi edifici ivi foggiati dalla potenza dell' ingegno e

1 Quella del primo giunge fino al 1497; quella divisa, i quali, con racconto non interrotto, procedono
del secondo ha registrata in fondo una memoria sino al 1532.
del 1557, ma che non fa parte dei 12 libri in cui è

Archhio storico dell'Arte - Anno VII, Fase. VI. 1
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