Archivio storico dell'arte — 7.1894

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4M PIETRO GIANUIZZI

in sala pietà dicti palatij prefati domini Antianj et regidatores et diati Cives cum ipsis vna per
soUemne partitum inter eos ad fabas alias et nigras cum quodam magistro georgio de sibi-
niquo (sic) lapidario parta infrascripta prò logia supra mare firmaverunt et conuenerunt quorum
tenor est talis videlicet.

/'rinto el dieta magistro giorgio promette et sponte se obliga fare et fabricare la fazzata
della (Uefa logia segondo el desegno della Carta al comuno dancona remasta et infilzata in la
mia infilza immersale etc. et tamen de cdteza et Amplitudine triumphale et competente in forma
amatissima per pregio de novecento ducati d'oro a tucta sua spesa resico periculo et fortuna de
Lauoratura conductura sgargatiira Excepto corde et legname per Armatura et similiter rena
calcina piombo et rame pietre per rempietura (sic) dal canto dentro et le doi Colonne lauorate
quale Jiora se trouano in la dieta logia che vada a spese de dicto comuno.

Item promecte dicto magistro giorgio fare in la dieta fazzata ut supra designata li idoli
scultati de statura de homo1 col cavedio grande et bello et con tarme (sic) della comunità2 vele-,
vaia et scultata netti lochi designati in dieta carta.

Item promecte et obligase dicto Magistro giorgio hauer fornito et expedito hauer in ordine
et in puncto dicto lauorero infra termine de doi o tre anni Comenzando dal di che recevera
la prima paga per parte delti dicti novecento ducati.

Item promecte el dicto magistro et sponte se obliga che completo (sic) et expedito dicto
lauorero star a iudicio et parer delti officiali della logia et una con quegli de giouanni de biasio
et de 7iicolo de lionardo 3 et de dionisio de giouanni4 se sia la logia et fazata predicta sufficiente

1 Cioè: le statue della Speranza, della Fortezza
della Giustizia e della Carità poste cosi per ordine
cominciando dalla sinistra di chi le guardi. •

2 L'uomo armato a cavallo, preso per istemma
dalla città di Ancona, non rappresenta come taluno
potrebbe supporre, un San Giorgio ; ma, secondo il
Bernabei, l'immagine equestre de oro, cioè dorata,
di Traiano imperatore esistita sull'Arco trionfale a
lui dedicato in quella città. Invece di et con l'arme,
il notaio avrebbe dovuto scrivere che è l'arme; poiché
la figura equestre e l'arme, non sono in questo caso
che una cosa sola.

3 A quale casato abbia appartenuto Giovanni di
Biagio, qui ricordato, non mi è noto ; ma il suo col-
lega Nicolò di Leonardo, è detto nettamente de Bo-
narellis, ossia Bonarelli nel documento che, in se-
guito a questo, io riporto segnato col n. IL

4 Dionisio di Giovanni, non v' è dubbio che fosse
dei Benincasa, ed anzi quel medesimo che fece ar-
em itettare la facciata del proprio palazzo contiguo
a questa Loggia dallo stesso Giorgio da Sebenico :
ciò è assicurato non meno dal Bernabei che dal
Ferretti. Peccato che un altro Benincasa vissuto in
tempo di pessimo gusto lasciasse svisare, nel bar-
baro modo che ho esposto qui innanzi, una parte
così cospicua del nobile avito retaggio! Anche la
facciata della Loggia de' Mercanti sventuratamente,
specie da terra fino alla prima fascia che resta ori-
ginale, ha dovuto subire una notabile modificazione
per opera dell' insigne architetto, pittore e scultore
bolognese Pellegrino Tibaldi, allievo di Michelangelo
e di Perin del Vaga ; il quale, meglio assai che poscia
non fece nella facciata del Duomo di Milano, seppe

in questa armonizzare il suo coll'antico disegno. La
rottura dei trafori nei suoi tre superiori balconi bi-
fori è a credersi fatta nel 1758, allorché, come rife-
risce il Leoni, per pericolo di ruina, furono chiusi
a murato di mattone ; nel quale si praticarono sei
pertugi quadrilobati che dànno aria fra la volta ed
il tetto della stessa Loggia. La modificazione intro-
dotta dal Tibaldi venne causata da un incendio
scoppiato nella stessa Loggia probabilmente nella
notte tra il 4 e il 5 di febbraio del 1556. Questo si
deduce dal verbale, conservato negli atti dell' adu-
nanza Consiliare tenutasi nel comune di Ancona
il 5 del mese ora indicato. In essa si stabili di
deputare Giorgio Senile, D. Gio. Battista Pichi e
Giovanni Benincasa per rinvenire di chi fosse la
colpa dell' incendio sofferto dalla Loggia medesima
e chi ha data licenza a maestro Visito et suoi sco-
lari e tollerato che vi faccino il palco et le provisioni
di recitar le commedie et chi U ha date le chiavi, e si
ordinò che Giovanni Senato, Piergentile Senile e Asca-
nio Ferretti debbano inchiavare le facciate della loggia
abrugiata et coprire il tetto, con autorità di mandare
per legnami per questo senza preiudizio delle Citazioni
della Magnifica Comunità contro chi avesse colpa del-
l'incendio o f isse quoquo modo pur tenuto alla restau-
ratane et refatione de danni della Magnifica Comu-
nità, etc. Dello sviluppo di quell'incendio avvenuto
in tempo di notte fa fede il verbale dell'adunanza
dello stesso Consiglio che ebbe luogo il giorno 11
del marzo immediatamente successivo. Della riedi-
ficazione della Loggia (della quale non si ha docu-
mento che dica precisamente quanto si salvasse oltre
la parte superiore della facciata) si hanno memorie
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