Archivio storico dell'arte — 7.1894

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( 'orradi Nicolaj de ancona uni i sic) ex sindicis diete ecclesie sancti. 1 ugustini: m c non cum presentisi :
Consensu: et declaratione Nobilium Ciuium Qniriaci Mass/oli d<> unciniti: Johannis Nicolaide Tur-
riglionibusde ancona et Johannis francisci buscaracti de ancona commissariorum electorum a magnifico
Consilio Ciuitatis ancone ' super Infrascritta fabrica Porle Conventus ecclesie beati Augustini2 de
Plano de ancona seu Sancte Marie del Populo* vvlgariter Nuncupate. Comunicato Consilio do-
i,ti noni ni Antianorum: et Regulatoruni presentium Magnifice Ciuitatis ancone: Nèc non quamplu-
rimorum Comi cutu aliam diete ecclesie: ac Civium diete Ciuitatis: Qui omnes Concorditer ad Infras-
cripta deuenerunt ex ma: et famosissimi Lapidicine Magister Michael Johannis de Mediolano: 1

1 La nomina di questi tre commissari ebbe luogo
nella pubblica e generale adunanza del Consiglio
comunale anconitano, tenutasi il 29 di aprile del 1493,
e trovasi così registrata nel libro delle Riformanze
del medesimo anno:

" Item decretum et obtentum fuit in eodem con-
cilio quod infrascripti tres cives sint deputati et
assistant ad fabbricanti et erettionem porte sancti
augustini in omnibus opportunis operi diete porte
videlicet.

" Quiriacus masioli, Joannes nicolai de% turiglio-
nibus, Joannes de buscarattis de Ancona. „

Lo stesso Consiglio comunale, nella precedente
pur generale e pubblica adunanza tenuta il 15 del
mese ed anno teste enunciati, si era egualmente oc-
cupato di codesta porta, come rilevasi dal seguente
brano, registrato del pari nel suddetto libro delle
Riformanze.

" Item despensatum decretum et obtentum fuit
in dicto Concilio non obstantibus quinque fabis ni-
gris in contrarium quod amore dei dentur in duana
(dogatici) de pecuniis comunis Ancone Conventui
Sancti Augustini florenos centum monete prò erett
tione porte ecclesie Sancti Augustini sed non possi-
habere dictas pecunias donec non fuerit incepta
erettio et edificatio diete porte. „

2 Più esattamente il notaio avrebbe dovuto scri-
vere : Porte Ecclesie Coìiventus beati, etc.

3 Si vede di qui essere stato costume proprio
dell' Ordine Agostiniano l'intitolare le sue cinese
destinate alla Vergine coll'appellativo di Santa Maria
del Popolo, appunto come quella di Roma, da cui
è a credere clie siasi denominata la contigua bellis-
sima piazza.

4 Questo maestro Michele di Giovanni da Milano,
non ricordato dal Bernabei, è quel medesimo che il
28 aprile del 1498, insieme al proprio figlio Luigi,
prése a cottimo dal comune di Ancona il lavoro dei
due pilastri intieri e dei due mezzi pilastri del por-
tico che vedesi nel cortile del Palazzo detto un tempo
de'Signori ed ora della Prefettura, non che di ogni
altro occorrente per lo stesso palazzo. Eccone la me-
moria quale testualmente trovasi scritta (eccettuate
soltanto le abbreviature che ho creduto di sciogliere)

nel sopracitato libro delle Riformanze dell'anno sud-
detto.

" Die XXVIII aprilis 1493.

" Li Magnifici Signori Antiani Regolatori et li
deputati ala fabrica del palazo coptumarono a fare
li pilastroni de la logia nela intrata del palazo (tale
entrata, che dà nella grande scala, ancora conservasi,
abbenchè posteriormente siasene aperta un' altra sulla
piazza di San Domenico detta ora del Plebiscito, ser-
vendosi della porta dell'attigua torre) a mastro michele
de Joanne de milano taglia pietra li quali pilastri
hanno da esser di pietra dura (ossia di pietra di-
strici): et innumero tre pilastri cioè doi interi in
mezo la logia : e doi altri mezi pilastri dalle bande,
cioè mezo pilastro da una banda et mezo altro da
laltra: li quali doi pilastri interi in mezo de la lo-
gia hanno da esser de doi colonde (colonne) tonde et
intere et una piana pur intera: luno de dicti pila-
stri con soi basi et capitelli secondo lo disegno sta
in cancellarla: et dal canto de dreto ala logia apo-
giato alli dicti pilastri a pezi (ossia, pilastri compo-
sti di pezzi) secondo el desegno et la grosseza del
pilastro de la porta de la duana et de alteza se-
condo sua proporzione corrispondente alle volte (cioè
agli archi acuti) quale se hanno a fare secondo in-
dicherà maestro pietro amoroso (Anconitano che, al
dire del Bernabei, non era l'architetto di tale palazzo
disegnato da un ingegnere del duca di Urbino [ossia
Francesco di Giorgio Martini da Siena] che ne in-
grandì la fabbrica, meschinamente incominciata dal mu-
ratore Giovanni Alberti da Montagrino [chiamato dal
Bernabei semplicemente e scorrettamente Montegrino e
peggio dall'attuale Guida d'Ancona Montenegrino], ma
semplice capomastro, o tutt' al più costruttore cottimn-
tario). Et li altri doi mezi pilastri dale bande pur
de pietre intere base et capitelli secondo el desegno
ad soi pietre de mastro michele et ad tucte sue
spese excepto de bastasia (scarico o facchinaggio, ter-
mine non registrato nei vocabolari, nei quali è notati»
soltanto bastagio derivante dal latino baiulus, cioè fac-
chino, ma frequentissimo nelle scritture della età di que-
sto documento nella nostra Marca) et componitura
tucte le diete cose per septantacinque ducati d'oro.
" Item li capitelli de dicti pilastri in su se ha
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