Archivio storico dell'arte — 7.1894

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EGIDIO CALZINI

sospettarsi che il frammento già posseduto dal defunto dottor Rossi derivi dal vecchio
quadro di San Varano?

Di un'altra tavoletta del Palmezzano, oggi nel Museo del Louvre, al n. 1400, dobbiamo
la notizia all' illustre E. Muntz, che gentilmente ce la descrisse : Rappresenta il Cristo morto,
seduto su di una balaustrata. Due angeli, in piedi, trovansi ai lati del Cristo sostenendogli

10 braccia. Nello sfondo si scorgono delle rupi in un paesaggio. Nel cartellino si legge:
Mar. Pai. . . 510. Altezza cent. 83, larghezza cent. 80. La tavoletta fu acquistata nel 1863
a Venezia, presso il signor Bichetti, per la somma di lire 4000.

Qui in Forlì, vedemmo ancora, sono pochi giorni, un'altra piccola tavola, frammento
di un sott'altare dello stesso maestro, in casa del signor Pericle Romagnoli. Vi è figurata
la morte del Battista ed appartiene certamente al secondo periodo del pittore, al secolo xvi.
Sparse in altre città italiane si conservano ancora varie opere del Palmezzano ; e noi qui,
di ciascuna, daremo un brevissimo cenno.

Nella quadreria del conte Giulio Giusti a Verona è una tavoletta (0.57 X 0.47) con il
Cristo morto, la Vergine e San Giovanni ai lati ; nello sfondo è dipinto il solito paese.

11 cartellino porta questa iscrizione: MARCO PALMIZANO FVLINESE (?), ma non la
data. 1 Nel Museo civico di Vicenza c'è ancora, discretamente conservata, benché reclami
tuttavia l'opera del riparatore coscienzioso, la bella pittura ricordata dal Lanzi. Dietro le
figure è uno scoglio con qualche pianta; a destra, in alto, un lembo di cielo. A sinistra
vedesi il Cristo morto, nudo, seduto sopra un sasso sporgente dallo scoglio; un lenzuolo

10 copre dalla cinta in giù. Lo sorregge con la destra un vecchio in piedi, San Giuseppe
d'Arimatea, che veste una tunica color caffè ; è calvo ed ha la barba assai corta ; nella
sinistra tiene un vaso d'unguenti, scoperchiato. Ha di fianco un altro vecchio a mani giunte,
coi capelli e barba perfettamente bianchi. Ai piedi di esso sta ginocchioni la Maddalena
che con ambe le mani sostiene la mano sinistra del Redentore, la cui destra abbandonata
poggia sulla coscia destra. Tutt' e quattro le figure sono quasi al naturale. In questa il
cartellino è posto in alto, col nome del maestro, ma anche senza data. Il Lanzi dice di
aver visto nel palazzo Vicentini il " quadro bellissimo (tav. XX), ove il morto par vera-
mente morto, e vivi i vivi. „ 2 Una terza pittura, sempre sullo stesso argomento, possiede

11 dottor Costantino Canella di Venezia. A sinistra, in basso, si legge, su tre righe, questa
semplice scritta : MARCHVS—FOROLIVIEN—SIS.3 Nella galleria Lochis, presso Bergamo,
vedevasi col nome del Palmezzano e la data MCCCCCXXXV, la Presentazione al tempio; 4
un'altra tavoletta sullo stesso -argomento trovasi a Londra nella vendita Malborough Gal-
lery (firmata) ; a Milano nel Museo Poldi-Pezzoli, è segnato col n. 62 un ritratto d'uomo
attribuito al nostro Marco (tavola alta m. 0.39, larga m. 0.31) ; nella chiesa dei Cappuccini
della stessa città è una lunetta: YEcce Homo fra due angioli, che il chiarissimo critico d'arte

1 E alla cortesia del cav. G. Biadego di Verona
clie dobbiamo questi particolari, al quale espri-
miamo qui i sensi della nostra gratitudine.

2 La tavola misura m. 0.00 X 0.69. Il comm. pro-
fessor B. Morsolin, di Vicenza, ci procurò notizie
del quadro, e noi di ciò lo ringraziamo affettuo-
samente.

3 Cristo è seduto sul monumento con le braccia
stese e le mani rovesciate, appoggiate sul monu-
mento stesso. Aureola dorata ; capigliatura e barba
bionda. Dietro la figura di Gesù morto vedesi una
roccia bassa con alberelli senza fronda ; più indietro

altra roccia che s'inalza sino alla sommità del qua-
dro. Più indietro ancora monti azzurri ed il firma-
mento con poche tavolette.

MARCHVS

L'iscrizione FOROLIVIEN trovasi nel monumento.
SIS

La tavola misura m. 0.88 X 0.61. Ne è proprietario
il dottor Costantino Canella, avvocato erariale. Cam-
piello del Piovan 3765. Parrocchia San Giovanni in
Bragora. Lo stato di conservazione della pittura è
buono.

4 Galleria Lochis, presso Bergamo. Milano 1816,
pag. 143.
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