L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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OPERE D'ARTE A TIVOLI

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questa opera d’arte. Gli scrittori più antichi ed autorevoli, come lo Zappi, 1 il Nicodemi,2 3 il
Giustiniani,5 il Viola,4 tacciono ogni notizia intorno ad essa; laddove il Crocchiante,! il
Sebastiani,6 il Bulgarini7 se ne occuparono, benché assai fugacemente, il primo per attri-
buirne la paternità al Perugino, gli altri due per ritenerla invece opera di Pinturicchio.

L’autorità dei patri illustratori e la rapida fortuna che accompagna sempre ogni attri-
buzione di opere fatta a beneficio degli artisti maggiori, formò la tradizione cittadina che
assegna al brillante pittore umbro anche questo ciclo di pitture. Tuttavia non occorre molto
sforzo di critica per riconoscerne l’erroneità.

Il paesaggio nel quale è rappresentata la scena dell’Assunzione, condotto con superfi-
cialità ed imperizia notevoli in confronto dei cospicui saggi che nello stesso tempo ese-
guivano gli artisti migliori, offre una chiara dimostrazione delle scarse facoltà inventive del
frescante di Tivoli ed insieme un efficace termine di paragone per misurare la distanza che
separa l’arte paesistica di questo pittore da quella propria di Pinturicchio. L’orizzonte
angusto, difettoso di prospettiva aerea, stretto fra monti brulli e desolati, l’assenza di ogni
varietà naturale e dei mille piccoli episodi della vita, è tale invero da destare nella memoria
solo per ragione di contrasto, il ricordo delle quiete valli, luccicanti di acque, sparse di
verdi colline, di villaggi e di casolari, nelle quali la prodiga fantasia del pittore umbro
soleva collocare le scene.

Le alte figure degli apostoli rappresentate negli affreschi di Tivoli, dalle forme larghe
e robuste, la poderosa struttura del corpo, il carattere energico e grave, gli ampi abbiglia-
menti ornati con estrema parsimonia, non attestano una intima relazione con le figure
alquanto esili, dalle attitudini fiacche e ritmiche, l’aria delle teste affettatamente pietistica,
le vesti estremamente ricche ed eleganti, di cui Pinturicchio, con uniformità quasi invariata
in tutta la lunga carriera, popolò le sue rappresentazioni.

Infine il gusto decorativo molto sobrio, proprio del pittore di Tivoli, la notevole parsi-
monia con cui egli usò degli accessori ornamentali, nelle vesti, nelle mandorle, nelle aureole,
negli arredi familiari, la quasi assoluta trascuranza dei motivi architettonici, rivelano come
egli fosse ben lungi dall’esser preso di quella stessa predilezione per le brillanti manifesta-
zioni del lusso e della eleganza che Pinturicchio prodigò largamente nelle opere sue.

Dobbiamo tuttavia riconoscere che l’arte del nostro pittore non rimase del tutto estranea
all’influenza che i maggiori maestri umbri e Pinturicchio fra questi in special modo, eser-
citarono sopra i loro confratelli, negli ultimi anni del Quattrocento.

Tra gli affreschi della chiesa di Tivoli, quello dell’Assunzione di Maria tradisce l’in-
tendimento onde era mosso il pittore, di approssimarsi allo stile delle composizioni pintu-
ricchiesche. Il gruppo della Vergine sollevata in cielo dagli angeli, inscritta entro una man-
dorla, lumeggiata d’oro, riproduce visibilmente alcune antiquate consuetudini artistiche
familiari all’arte umbra e tenute in onore a Roma ancora sul finire del Quattrocento dal-
l’esempio e dall’influenza di Pinturicchio. Così pure il tipo degli angeli, la vivace varietà
policromica delle loro ali, palesa reminiscenze non trascurabili, tratte dai modelli del brillante
pittore.

Tuttavia è una ispirazione nè uniforme in tutti questi affreschi, nè profonda, nè tale
da alterare sensibilmente la personalità artistica del pittore. Le forme piene, carnose degli
angeli, dai rosei volti paffuti, coronati di lunghi riccioli, il loro carattere festoso e giocondo,
la Vergine dal corpo florido, robusto, il collo alto e forte, i lineamenti energici, l’espressione

1 Zappi, Annali della città di Tivoli (manoscritto
nella biblioteca comunale di Tivoli).

2 Nicodemi, Storia di Tivoli (nell’esemplare unico
che si conserva nella Biblioteca Alessandrina a Roma).

3 Giustiniani, De’ Vescovi e de’ Governatori di
Tivoli, Roma, 1665.

4 Viola, Storia della città di Tivoli, Roma, 1819.

s Crocchiante, Istoria della Chiesa di Tivoli,
Roma, 1726, pag. 142.

6 Sebastiani, Viaggio a Tivoli, Foligno, 1828,
pag. 360.

7 Bulgarini, Notizie storiche antiquarie intorno
alla città di Tivoli, Roma, 1848, pag. 69.
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