Bartoli, Pietro Santo ; Bellori, Giovanni Pietro [Contr.]
Le Antiche Lvcerne [lucerne] Sepolcrali Figvrate [figurate] Raccolte dalle Caue [cave] sotterranee, e grotte di Roma — Rom, 1691 [Cicognara, 3609]

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no li tre Dei chiamati Magni Gioue, Giunone, Minerua, riputati es-
sereli Dei Penati de'Romani, a quali Tarquinio Prisco edificò vn_.
Tempio con tre celle in Campidoglio. Ad elsi faceuansi voti, & sa-
crifici credendoli, che foriero autori dell'humana vita, 8c che da esll ri-
ceuesslmo la ipoglia corporea > lo {pirito, & la ragione. Credeuano che
Gioue forte il mezzo dell'etere, Minerua la superiore parte, & più su-
blime.,& à Giunone assegnarono l'infima dellaria^ome va ìnterpretaiir
do Macrobio : Penates efse dixerunt 3perquospenitusspiramus3per quoshar
bemus corpus, per quos rationem animi pojfidemus * Effe autem medium <&tbe-
ra bmm 3 Iunonem vero imum Aera cum Terra, ssi Mìneruamsummum ae.*.
tberis cocomeri 3 eo argumento wtuntur, quod Tarquinius Vernarathi Corinthij
silitts Samothracìjs religionibus myftice imbutus^ nmo tempio, ($s fub eodem te&p
nttm'ma memorata coniungi - Girano sotto il Sole,& la Luna ne'loro carri
alla fecondità della Terra, & della Natura,al temperamento del calore?
& del humore. Siede però Nettuno ò sia il Padre Oceano con vha..
mano appoggiata all'Vrna, con l'altra tiene l'Ancora 3 denotando il
primo principio, & elemento dell'acqua, da cui voleuano che deriuas-
sé la prima generatione degli huorhini, &: delle cose. Tali {imboli
esprimeuano ne^e^olcri^sperando rinouarsi dopo morte , &c ritorna-
re alla loro origlneTsscìùe giouani, che eseono mezzi fuori dalle nu-
bi 3 & che inspirano ritorte buccine col fiato 3 pare che imitino il tur-
bine , & lo fìrepito de-' Venti, che portano > & scacciano le Nubi, Se le
pioggie alla fecondità della Natura. Credeuano ancora che l'Anima
altro non forsè che spirito, e vento onde Virgilio.
Par leuibus mentis •
La Lucerna trouasì appretto il Signor Gio:Pietro Bellori.
io GIOVE, GIVNONE, MINERVA. Nell'antece-
dente Lucerna si è diseorso di quelli tre Dei come principio delle cose,
hora in queir.' altra seguitiamo l'istelTo concetto, riconoseendone Tef-
fetto nella Figura di Giunone col Corno di Amaltea in mano, &: col
serto di fiori, &: di pomi nel seno, in contrasegno della fertilità della
Terra, dériuante dalla Virtù di essa Dea. Voleuano che ella folle l'in-
feriore parte dell'Aria alla Terra congiunta, anzi la Terra istelia ba-
gnata , & fecondata dalle pioggie di Gioue suo Marito, come intese_>
Virgilio :
At Pater omnipotens fdeundis imbribus aetber
Coniugi s in gremium leu defeendit.
Onde Varrone. Antiqueis enìm quod nunc 3 ssi hi Dei Coelum 3 '(jjs Terra,
hpker 3 ($> jmo, Arnobio rifiutando le varie Deità de'Gentili , parla di
Giunone
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